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Caporalato: la Calabria si mobilita. Sabato manifestazione nazionale ad Amendolara

Caporalato: la Calabria si mobilita. Sabato manifestazione nazionale ad Amendolara

04 Giugno 2026 Off di Redazione Italia Notizie 24

L’Italia fa sentire in queste ore il proprio sdegno per la morte dei quattro migranti ad Amendolara, in Calabria. Ancora una tragedia sullo sfruttamento di lavoratori immigrati che ha rimesso davanti a tutti la piaga del caporalato: nota e mai debellata fino in fondo. Gli uccisi chiedevano solo una paga dignitosa che le mafie dello sfruttamento non sono disposte a dare. I sindacati si mobilitano, le forze politiche insistono per nuovi provvedienti, ma alla fine il “mostro” vive e vegeta nelle campagne di tutta Italia. Il Sud porta il peso maggiore di una disumanizzazione costante in agricoltrura e non solo.

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Manifestazione nazionale della Cgil

Il 6 giugno ad Amendolara ci sarà la manifestazione nazionale indetta dalla Cgil con i  segretari generali Maurizio Landini e Giovanni Mininni della Flai insieme a delegazioni provenienti da tutta Italia. “La Flai Cgil – dice il comunicato sindacale- scende in campo per denunciare un sistema di ricatto feroce, dove il diritto al lavoro e alla dignità viene barattato con la pura sussistenza”.

Sull’episodio indaga la  Procura della Repubblica di Castrovillari. Ha ricostruito l’accaduto  sulla base anche della testimonianza dell’unico lavoratore immigrato che è riuscito a salvarsi. Domani 5 giugno a Reggio Calabria ci sarà  un incontro con la presenza della ministra del lavoro e delle politiche sociali, Marina Calderone, del presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, degli assessori regionali al lavoro e all’agricoltura, Giovanni Calabrese e Gianluca Gallo. “ Man mano che il quadro investigativo va chiarendosi, emerge con maggiore drammaticità la portata della strage – dice Gianluca Gallo, Assessore regionale all’Agricoltura. “Di fronte a fatti di questa gravità, pur nell’attesa che le attività giudiziarie in corso trovino il loro pieno epilogo, si impone una riflessione profonda su ciò che è acaduto e su ciò che ancora accade nei contesti di sfruttamento lavorativo”.

Gallo: “La Regione sarà parte civile nel proesso”.

Il punto è sempre lo stesso: i controlli e le denunce da parte di chi si  avvantaggia di manodopera supersfruttata. Gli enti locali hanno il dovere di vigilare e in una Regione come la Calabria, con un’agricoltura molto fiorente, le azioni da fare sono molte. “Posso annunciare-dice Gallo- che, di concerto anche con il Presidente della Giunta regionale, nel processo che scaturirà da questi fatti, la Regione si costituirà parte civile contro gli autori degli stessi, a tutela della garanzia della legalità e per un segnale forte, sul campo anche della prevenzione, oltre che a testimonianza di una netta scelta di campo”. Dopo lo sdegno il Paesei si aspetta risposte concrete “. La Regione ha in corso iniziative con le organizzazioni sindacali ma domani dall’incontro con la ministra dovrebbero venire fuori altre attività in collaborazione con le forze dell’ordine. “Siamo di fronte a forme di schiavitù moderna che non possono trovare alcuna tolleranza- aggiunge Gallo- Contro i nuovi schiavisti dell’era contemporanea deve esserci una risposta netta, costante e determinata.Io penso che quando si arriva a questo punto, perdiamo tutti. Perde la nostra comunità, perde il nostro Paese, perde ciò che ci rende umani”.

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