Carabinieri Forestali, arresti e perquisizioni in molte città per il contrasto del traffico illecito di avifauna

Carabinieri Forestali, arresti e perquisizioni in molte città per il contrasto del traffico illecito di avifauna

20 Dicembre 2019 0 Di Luca Tatarelli

Trento. I Carabinieri Forestali hanno eseguito 14 delle 17 misure cautelari e 34 delle 42 perquisizioni in diverse regioni nell’ambito di un’attività delegata dalla Direzione Distrettuale Antimafia (DDA) di Trento, riguardo un traffico illecito, nazionale e transnazionale di avifauna.

L’intervento dei Carabinieri Forestali

L’operazione è stata l’epilogo di alcune attività, sia di iniziativa che delegate, avviate nel biennio precedente dal Corpo forestale della Provincia autonoma di Trento coadiuvato dai Carabinieri Forestali in particolare dal gruppo forestale di Treviso le quali sono poi confluite in unico fascicolo penale sotto la coordinazione della DDA trentina.

I reati contestati riguardano, fra l’altro, il cosiddetto “furto venatorio”, disciplinato sia dal Codice penale che dalla legge 157 del 1992, il maltrattamento animali, la ricettazione, il riciclaggio e la detenzione abusiva di armi, nonché alcuni articoli del TULPS (Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza) per garantire l’ordine pubblico e l’incolumità pubblica.

L’attività dei Carabinieri Forestali si è svolta in sei regioni, articolata su 13 province (da Pordenone a Napoli) per un totale di 34 obiettivi.

Le misure cautelari, quali traduzioni in carcere e arresti domiciliari, e contestuali perquisizioni sono state eseguite nei confronti di 14 persone mentre altre 20 indagati sono state sottoposti a perquisizione.

L’indagine ha permesso di scoprire una complessa attività criminale che consisteva, principalmente, nell’illegale prelevamento di esemplari di avifauna in natura, ai quali veniva apposto l’anello inamovibile per l’identificazione e venivano rivenduti sul mercato come “richiami” vivi per le attività venatorie, destinati anche ad ignari cacciatori convinti di acquistare legittimamente uccelli di allevamento, disposti ad esborsare anche 500 euro per un singolo esemplare.

Nell’ambito delle perquisizioni, i militari hanno rinvenuto 2.234 uccelli vivi con anelli identificativi inamovibili contraffatti o completamente privi di anello (1815 uccelli con anello contraffatto+29 privi di anello+ 390 vivi); sono stati inoltre sequestrati 2.176 anelli inamovibili, nonché tutta l’attrezzatura necessaria per la contraffazione di anelli, reti per l’uccellagione, gabbie, cartucce e fucili, diverse sostanze dopanti per animali, telefoni cellulari e pc. Inoltre altri uccelli, più di 280, sono stati ritrovati morti.

Gli esemplari vivi sono stati affidati a centri di recupero con finalità di riabilitazione propedeutica alla liberazione in natura.

Fra le specie di avifauna rinvenute, sono presenti pettirossi, tordi, merli cesene e frosoni.

Sono ancora in corso approfondimenti investigativi.

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20 Dicembre 2019 | 17:32


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