Caravaggio in confronto con Burri e Pasolini al Mart di Rovereto

Caravaggio in confronto con Burri e Pasolini al Mart di Rovereto

16 Ottobre 2020 0 Di Patrizia Russo

Dal 9 ottobre al 14 febbraio 2021, al Mart di Rovereto, l’attesa mostra Caravaggio. Il contemporaneo, con il Seppellimento di Santa Lucia.

Al Mart maestri classici e moderni intrecciano la loro arte

In ossequio alla volontà del suo presidente Vittorio Sgarbi, il palinsesto del Mart di Rovereto per la prossima stagione espositiva, prende il nome di L’altro contemporaneo; ponendo a confronto epoche distanti, offre nuove stratificate letture dell’arte italiana. Attraverso i secoli e le loro opere i maestri classici e moderni dialogano tra loro grazie a connessioni tra la storia, i grandi classici e i linguaggi del XX secolo e capolavori assoluti.

L’audace programmazione propone per questa stagione Caravaggio. Il contemporaneo. La mostra indaga la grande attualità del linguaggio caravaggesco, mettendo in dialogo uno dei dipinti più drammatici del maestro seicentesco con due fondamentali figure del XX secolo: l’artista Alberto Burri e il poeta Pier Paolo Pasolini.

Walking on the Mart Ph. Jacopo Salvi

Caravaggio. Il contemporaneo

Protagonista indiscusso della mostra Caravaggio. Il contemporaneo è il dipinto Seppellimento di Santa Lucia, la prima opera siciliana di Michelangelo Merisi, detto il Caravaggio, custodito nella Chiesa di Santa Lucia alla Badia in piazza Duomo, nel centro storico di Ortigia.

Nel 1608 l’artista, condannato a decapitazione e continuamente in fuga, evade da Malta e giunge a Siracusa. Qui realizza l’imponente pala per l’altare maggiore della Basilica di Santa Lucia al Sepolcro, nel luogo dove, secondo la tradizione, la santa fu martirizzata. Si tratta di un Caravaggio maturo, ossessionato dall’idea della decapitazione, maestro nella regia di composizioni articolate in dipinti sempre più silenti e spirituali. Nell’esposizione del Mart il capolavoro di Caravaggio si sdoppia: come in un gioco di specchi, le opere esposte sono due. Una è l’originale, l’altra una fedelissima replica realizzata con tecnologie rivoluzionarie da Factum Arte e Factum Fondazione.

La fedeltà della riproduzione è tale da “ingannare anche l’occhio più esperto” assicura Vittorio Sgarbi.

La tela sarà esposta al Mart fino al 4 dicembre 2020, poi farà ritorno a Siracusa dove è attesa per i festeggiamenti della Patrona della città che si svolgeranno il 13 dicembre. La mostra, invece, proseguirà a Rovereto fino al 14 febbraio 2021.

Caravaggio, Pasolini e altri artisti

Al Mart il capolavoro di Caravaggio dialoga con una selezione di opere del grande maestro dell’Informale italiano: Alberto Burri.

Alberto Burri Ferro-sp-1961 Galleria nazionale di arte moderna e contemporanea Roma

Alberto Burri Ferro-sp-1961 Galleria nazionale di arte moderna e contemporanea Roma

In mostra un monumentale Ferro, proveniente dalla Galleria Nazionale, una Plastica appartenente a una collezione privata e tre significative opere dalle Collezioni del Museo: Rosso e nero, Sacco e Sacco combustione. Ai confronti più formali e immediatamente visibili, derivanti dagli accostamenti di toni, materiali, atmosfere, seguono quelli più concettuali. Non è la prima volta che Caravaggio e Burri vengono messi in relazione. Sgarbi intende approfondire un solco già tracciato, sottolineando come, in tempi diversi, entrambi gli artisti abbiano lavorato e amato la Sicilia. Dalla ferita sulla gola della Santa, alla “ferita” del Ferro di Burri, fino alla ferita del territorio siciliano.

Il Grande Cretto di Gibellina, un sudario di cemento posto sulle macerie della città distrutta dal terremoto nel 1968, nelle fotografie di Massimo Siragusa è vera e propria topografia del trauma. In mostra cinque immagini, quattro delle quali scattate in notturna, nelle quali i riferimenti spaziali si smarriscono e ciò che resta della tragedia è monumento civile.

Massimo Siragusa (1958) Dalla serie il cretto grande di gibellina 2018 -Ed. postcart-scaled

Massimo Siragusa (1958) Dalla serie il cretto grande di gibellina 2018 – Ed. postcart-scaled

In un continuo rimando tra immagini, simboli e affinità, il percorso prosegue con l’esposizione del grande dipinto I naufraghi di Cagnaccio di San Pietro, anche questo appartenente al Mart. Come il Seppellimento, l’opera richiama nuovamente il tema della morte e del cadavere disteso ai piedi di un gruppo di persone. L’occhio del visitatore, però, coglie anche un altro attuale e doloroso sottotesto: quello del naufragio, genocidio contemporaneo che attraversa i continenti e si riversa sulle coste della Sicilia, delle Pelagie e nelle acque del Mediterraneo.

L’ultima corrispondenza proposta dalla mostra è quella tra Caravaggio e Pier Paolo Pasolini. Come hanno postulato numerosi studi e dibattiti, il realismo caravaggesco si incarna nel Novecento nella figura di Pier Paolo Pasolini. Affascinato dalla figura di Caravaggio fin dai suoi studi giovanili con Roberto Longhi, il poeta condivide con il maestro seicentesco l’attenzione per i tipi umani e l’approccio crudo e realista che caratterizzano le descrizioni delle borgate.

Le affinità tra i due emergono anche nelle rispettive vite, segnate da scandali, cesure, eresie, problemi con la giustizia e da morti violente e premature. Il parallelismo viene introdotto dalle opere di Nicola Verlato. Tra riferimenti biblici e rimandi all’arte classica, l’artista presenta tre lavori, di cui uno realizzato appositamente per questa esposizione.

Già legato al Mart, che conserva una sua opera, Verlato da anni raffigura Pasolini quale icona contemporanea alla quale vorrebbe dedicare un vero e proprio mausoleo. Il confronto Caravaggio-Pasolini è approfondito da una consonanza che ruota attorno al tema del martirio, con il quale la mostra si apre e si chiude. Da quello della Santa a quello di Pasolini. È infatti possibile leggere il delitto Pasolini, su cui l’Italia deve ancora far luce, come un martirio contemporaneo per i suoi moventi, per l’efferatezza e per la crudeltà. In mostra trovano collocazione alcune fotografie del cadavere del poeta, provenienti dai fascicoli giudiziari del procedimento penale.

Il percorso si conclude con cinque indimenticabili ritratti fotografici di Pasolini, realizzati da un giovane Dino Pedriali un paio di settimane prima dell’omicidio. Le fotografie raccontano un Pasolini privato, fotografato nel suo studio di Sabaudia e nella seconda casa di Chia, dove si era ritirato negli ultimi anni. Realizzate per illustrare Petrolio, che fu pubblicato postumo, vennero rese pubbliche solo 35 anni dopo la morte.

Info utili

La mostra è visitabile dal martedì alla domenica, dalle ore 10.00 alle 18.00. Il venerdì dalle ore 10.00 alle ore 21.00. Per informazioni visitare Mart. Per la prenotazione online dei biglietti.