Carmina Burana, alla Versiliana il Balletto del Sud

Carmina Burana, alla Versiliana il Balletto del Sud

24 Agosto 2016 0 Di Miranda Parrini

Sul palco del Versiliana Festival, l’interpretazione del Balletto del Sud dei Carmina Burana di Carl Orff, diretto dal coreografo salentino Fredy Franzutti.

Alla Versiliana i Carmina Burana del Balletto del Sud

Un bel palcoscenico quello della Versiliana, alla 37° edizione del tradizionale e innovativo Festival ben diretto da Massimiliano Simoni – direttore artistico della Fondazione Versiliana – di Marina di Pietrasanta (Lucca). D’estate, due mesi ricchi di prestigiosi eventi e spettacoli, che si sono susseguiti nel grande teatro all’aperto nel Parco della villa, ospitando importanti personaggi, tra cui la compagnia del Balletto del Sud, il 16 agosto, con lo spettacolo di danza dei “Carmina Burana” – del coreografo salentino Fredy Franzutti, su musiche di Carl Orff – un classico della storia musicale recente.

Carmina burana teatro la versiliana parrini

Carmina Burana, lo spettacolo del Balletto del Sud al Teatro La Versiliana di Marina di Pietrasanta (Lucca) (ph. M. Parrini).

Fredy Franzutti, traendo ispirazione dalla versione musicale originale, narra la storia di un gruppo di giovani del 1200 che, preso atto che il mondo non funziona secondo le regole morali che gli sono state impartite, decide di sperimentare avventatamente la totale libertà e darsi ad una vita licenziosa e godereccia.

Il cuore dell’opera è in realtà il racconto del passaggio spesso doloroso dalla post-adolescenza alla maturità. Sul palcoscenico i danzatori con la loro dirompente fisicità di slanci e movimenti ci trasportano in un mondo di sensi e di corpi che si contrapporranno alle atmosfere rigorose tipiche del Medioevo.

Carmina Burana, una scena dello spettacolo del Balletto del Sud al Teatro La Versiliana (ph. M. Parrini)

Carmina Burana, una scena dello spettacolo del Balletto del Sud al Teatro La Versiliana (ph. M. Parrini)

I  Carmina Burana del Balletto del Sud sono suddivisi in tre tematiche: la prima è quella della “fortuna”, il desiderio di amore e felicità come forza primaria dell’esistenza viene rivelata da questa invocazione alla divinità che guida il destino, che i danzatori del Balletto del Sud, con belli e originali costumi di scena, hanno ben rappresentato danzando tra i lunghi silenzi e la musica, donando al pubblico un’emozionante interpretazione.

Nella seconda parte i passi di danza narrano un’ode alla natura e alla primavera, che conduce in prati verdi dove le fanciulle danzano e la gente canta nella lingua del popolo.

Dalla profondità della poesia il corpo traduce in linguaggio universale il piacere e la libertà, l’amore, la natura, condannando la dissolutezza del clero del tempo e incoraggiando le fanciulle a godere del piacere dei sensi portato agli eccessi fino a giungere nella taverna, nella terza tematica, dove l’oste offre a tutti il vino diabolico e il ben mangiare, il gioco d’azzardo e la vita sregolata dei clerici vagantes, l’elemento chiave intorno a cui è costruita la scena.

Le azioni e la passione divengono forza comunicativa, elementi di dirompente trasgressione per l’epoca. Rinforzato dalla musica di Carl Orff, il Balletto del Sud accentua i ritmi ostinati ed energici della scrittura apparentemente in equilibrio tra momenti lievi e forti, fino ad arrivare agli eccessi, nella versione coreografica di Franzutti, con l’introduzione del nudo in scena che si ritiene superato, e la scena di sesso, interpretata dalle danzatrici e dai danzatori, è eccessiva e rasenta il volgare.

Nel proseguo dello spettacolo, alcuni elementi coreografici si ripetono troppo spesso portando monotonia alla rappresentazione, abbassando il livello di partecipazione del pubblico.

La grandezza dell’opera dei “Carmina Burana“, in 24 canti, è difficile da rappresentare in scena, tuttavia a rendere la giusta enfasi allo spettacolo sono state le musiche di Carl Orff.

La sua opera musicale racchiude la tensione inquieta del Medioevo, già anticipatrice di cambiamenti e svolte epocali, vissuta negli avvenimenti storici, politici e sociali di un secolo: gli eccessi e i cambiamenti che ne segnarono sia la sua forza sia il suo limite.

La cantata scenica Carmina Burana viene ispirata dalle omonime poesie e canzoni scritte all’inizio del XIII secolo.

I monaci benedettini dell’abbazia del piccolo borgo Benediktbeuern, nel sud della Baviera, le raccolsero nel Medioevo in un codice. Il compositore tedesco Carl Orff (1895-1982) ne ha musicato alcuni per il prologo e i tre atti dell’opera che nella sera dell’8 giugno del 1937 veniva rappresentata con notevole successo di pubblico e di critica allo Staatsoper di Francoforte.

Canzoni profane e scene fantastiche per le quali il musicista Carl Orff – compositore fra i più noti della sua generazione e autore di lavori teatrali, orchestrali, vocali-orchestrali, da camera – ha sviluppato un linguaggio fortemente ritmico.

La scenica dei Carmina Burana ha ispirato molti spettacoli, la prima italiana andò in scena al Teatro alla Scala di Milano il 10 ottobre del 1942, con testo in latino, ad eccezione di alcuni brani in tedesco o provenzale.

Dopo la prima rappresentazione Orff ottenne un grandissimo successo e i Carmina Burana divennero l’opera musicale più conosciuta tra quelle composte durante il periodo nazista.