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Caro benzina, la Meloni ci prova con il Decreto trasparenza sui prezzi

Caro benzina, la Meloni ci prova con il Decreto trasparenza sui prezzi

11 Gennaio 2023 1 Di Pierfrancesco Maresca

Il Codacons denuncia “prezzi vertiginosi” sulle autostrade  oltre i 2 euro a litro. L’ Unem nega le speculazioni. In corso controlli delle Fiamme gialle e il Governo vara un Decreto sulla trasparenza dei prezzi del carburante.

Sale il prezzo di benzina e diesel in Italia dopo il taglio dello “sconto” sulle accise deciso dal Governo Meloni. Tuttavia, come denuncia il Codacons, si sono segnalati in alcune aree d’Italia prezzi al consumatore anche al di sopra di 2 euro a litro, molto più di quanto sarebbe dovuto accadere. Per fare il punto della situazione la premier Meloni riceve il rapporto del Comandante generale della Guardia di Finanza Giuseppe Zafarana. e vara il Decreto Trasparenza sui prezzi per tentare di frenare il caro benzina.

Caro benzina, prezzi alle stelle de carburanti

Nonostante nei giorni scorsi il prezzo del petrolio sia sceso sotto gli 80 dollari al barile, come dimostrano le borse di riferimento, negli ultimi giorni si è registrato un aumento vertiginoso del prezzo al consumatore, presso i distributori di carburante. A denunciarlo è il Codacons in un rapporto. Inizialmente come causa si era additato il taglio sullo “sconto” delle accise applicato dal Governo Draghi lo scorso anno, misura varata per alleviare l’aumento della materia prima quale conseguenza del conflitto in Ucraina. Infatti il Governo Meloni ha deciso di non rinnovare tale misura, con decorrenza dal 1° Gennaio 2023 in quanto il prezzo della materia prima è sceso; negli ultimi giorni a circa 75 dollari al barile rispetto ai 117 di marzo 2022. Venendo meno l’esigenza, le risorse quindi sono sono state dirottate verso altre politiche di sostegno a lavoratori ed imprese.

Fonte: Sito Ministero Ambiente e Sicurezza energetica

Codacons denuncia: “Oltre 2,5 euro al litro, qualcosa non torna”. L’Unem: Nessuna speculazione

Il prezzo quindi sarebbe dovuto salire di soli 0,18 centesimi al litro. Pertanto, come riportato dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, nell’apposita sezione,  il prezzo integrale in vigore sarebbe il seguente:

                                                                   Prezzo                  Accisa                         Iva                     Netto              Variazione

Benzina1.812,01728,40326,76756,85+167,92
Gasolio auto1.868,13617,40336,88913,85+160,29
GPL809,54147,27145,98516,29+26,0

 

I dati sono aggiornati al 09/01/2023. Ma come denuncia Codacons, la principale associazione dei consumatori, in Italia si sono registrati aumenti superiori e sospetti, in particolare presso i distributori ubicati lungo le autostrade. “Sulla A1 la verde arriva a costare 2,369 euro al litro col servito, il gasolio 2,449 euro/litro; situazione analoga sulla A4 dove un litro di benzina arriva a 2,384 euro, il diesel 2,459 euro. 2,499 euro/litro il gasolio sulla A21, 2,471 euro/litro sulla A13” si legge nel comunicato. Essi, se confermati, risultano discordanti rispetto quelli ministeriali.

“I dati sui prezzi dei carburanti diffusi oggi dal ministero dell’Ambiente confermano pienamente le denunce del Codacons circa le anomalie nel settore dei carburanti. I dati confermano quindi in modo evidente che sui prezzi dei carburanti qualcosa non torna, e non a caso Procure e Guardia di Finanza si stanno muovendo per accertare l’andamento dei listiniconclude l’associazione.

Ma l’Unem nega si tratti di speculazioni. “Speculazione sui prezzi dei carburanti? E’ un’accusa senza fondamento, perché tra l’ultima settimana di dicembre e la prima di gennaio il prezzo industriale dei carburanti, stante la sostanziale stabilità dei mercati internazionali, non è variato e la differenza che vediamo è dovuta al solo aumento delle accise”. Questa la dichiarazione all’intervista rilasciata a La Stampa dal presidente dell’Associazione di categoria dei petrolieri Claudio Spinaci.

Il Governo interviene e riceve il Generale Zafarana (GdF)

Il Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, e il ministro dell’Economia e delle Finanze, Giancarlo Giorgetti, hanno incontrato nella giornata di ieri a Palazzo Chigi il Comandante Generale della Guardia di Finanza, il Generale Giuseppe Zafarana, “per fare il punto e valutare ogni possibile ulteriore azione di contrasto alle speculazioni in atto sui prezzi dei carburanti”. Le Fiamme gialle eseguiranno controlli per verificare il rispetto della normativa, nel frattempo il Governo ha varato un Decreto Legge per contrastare la speculazione.

Il Comandante della Guardia di Finanza Giuseppe Zafarana (Foto: Sito ufficiale Quirinale).

Cosa prevede il Decreto sulla trasparenza dei prezzi

Di seguito le misure introdotte: nel periodo gennaio-marzo 2023, il valore dei buoni benzina ceduti dai datori di lavoro privati ai lavoratori dipendenti, nel limite di euro 200 per lavoratore, non concorre alla formazione del reddito da lavoro dipendente; si rende giornaliero l’obbligo per gli esercenti l’attività di vendita al pubblico di carburante per autotrazione per uso civile di comunicare il prezzo di vendita praticato.

Il Ministero delle imprese calcola e pubblica il prezzo medio giornaliero nazionale. Tale prezzo deve essere esposto, con specifica evidenza, da parte degli esercenti insieme al prezzo da essi praticato; si rafforzano le sanzioni amministrative in caso di violazione, da parte degli esercenti, degli obblighi di comunicazione e pubblicità dei prezzi.

In caso di recidiva, la sanzione può giungere alla sospensione dell’attività per un periodo da sette a novanta giorni; si rafforzano i collegamenti tra il Garante prezzi e l’Antitrust, per sorvegliare e reprimere sul nascere condotte speculative. Allo stesso fine, si irrobustisce la collaborazione tra Garante e Guardia di Finanza; viene istituita una Commissione di allerta rapida per la sorveglianza dei prezzi finalizzata ad analizzare – nel confronto con le parti – le ragioni dei turbamenti e definire le iniziative di intervento urgenti.

Il rapporto delle Fiamme gialle del 2022

La Guardia di finanza intanto ha diffuso i dati sui controlli eseguiti. Nel corso del 2022, sono stati eseguiti 5.187 interventi della specie, anche grazie a uno specifico piano d’azione, su scala nazionale, denominato “Prezzi carburanti”, contestando 2.809 violazioni alla disciplina prezzi. Di tali violazioni, 717 hanno riguardato la mancata esposizione e/o difformità dei prezzi praticati rispetto ai prezzi indicati e 2.092 l’omessa comunicazione al Ministero.

In previsione della fine dell’anno, il Ministro dell’economia e delle finanze ha dato incarico al Corpo di intensificare i controlli in tema di prezzi carburanti, avendo particolare riguardo alla rete di distribuzione autostradale e a contesti territoriali sensibili, in ragione del ripristino delle ordinarie aliquote accise e della concomitante intensificazione del traffico veicolare. I controlli stanno proseguendo in queste ore.

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