“Caro Sindaco, a Capodanno vieta i botti”: l’appello 2025 del WWF per la notte del 31 dicembre
26 Dicembre 2025Il 31 dicembre si avvicina e la tradizione dei botti finisce di nuovo sotto accusa. Il WWF ha lanciato un appello affinché i Comuni vietino, con apposita ordinanza, i botti di Capodanno nel loro territorio. Molti paesi e città lo hanno fatto negli ultimi anni, ma il livello di rispetto delle regole è ancora troppo basso da parte dei cittadini, ricorda l’associazione. Petardi e fuochi d’artificio provocano traumi, disorientamento, fughe caotiche e shock in animali domestici e selvatici, con conseguenze spesso mortali. L’appello – non è il primo- pone i sindaci davanti a una responsabilità sociale e ambientale.

L’elenco dei danni
I botti possono danneggiare la vegetazione: le alte temperature e le scintille, infatti, possono innescare incendi, provocare bruciature a chiome e tronchi di alberi, mentre i residui chimici ricadono sul suolo compromettendo la salute di alberi e aiuole urbane. Tutto ciò aggiunge un inquinamento atmosferico non trascurabile, per la presenza di metalli pesanti, particolato e perclorati.
La tradizione dei fuochi che alimenta anche un fiorente mercato illegale ha portato negli anni a morti e feriti gravi tra le persone e sarebbe ora di abbandonarla per noi e per gli animali. Magari sostituendoli con opzioni a basso rumore oppure con giochi di luci. Le iniziative che si possono prendere per evitare incidenti a persone e strutture sono molteplici e le amministrazioni comunali hanno il tempo per adottare provvedimenti urgenti, evitando, del resto, anche a vigili del fuoco, forze dell’ordine e posti di Pronto soccorso interventi di emergenza.
Gli effetti sugli animali
Quanto agli animali, l’Agenzia Ansa scrive che gli “effetti ecologici del rumore dei fuochi d’artificio possono protrarsi nel lungo periodo e influenzare negativamente il ciclo riproduttivo dei passeri”. Lo ha rilevato uno studio realizzato a Valencia, in Spagna, dove in primavera si svolgono manifestazioni con fuochi pirotecnici. Un altro studio in Austria ha monitorato oche selvatiche nella notte di Capodanno, rilevando un marcato stress fisiologico con effetti che si sono protratti fino al mattino successivo. Un’indagine dell’azienda Weenect, infine,” su 652 animali domestici (cani e gatti) ha rivelato che il 26% si nasconde, il 20% tenta di fuggire e tra il 16% e il 24% manifesta stress persistente, anche diverse ore dopo i fuochi”. Si sa che cani e gatti possiedono un udito molto più sensibile di quello umano. Il bilancio tragico è che “ogni anno in Italia migliaia di animali muoiano a causa dei botti di fine anno. Di questi circa l’80% sono animali selvatici, soprattutto uccelli, tra cui rapaci che, spaventati, perdono l’orientamento e finiscono spesso contro ostacoli”.


