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Caso Etruria, Maria Elena Boschi smentita da Vegas (Consob)

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Boschi Etruria

Caso Etruria, l’audizione del presidente Consob, Vegas, smentisce la Boschi: “VEnne ad esprimere le sue preoccupazioni sulla banca”.

Caso Etruria, Vegas smentisce la Boschi

Dalle omissioni e dagli annuimenti del procuratore di Arezzo Roberto Rossi al detto-non detto del presidente della Consob Giuseppe Vegas. Sul caso Etruria si gioca con le parole nella Commissione parlamentare d’inchiesta sulle banche.

Non potendo i testimoni mentire secondo quanto stabilito dall’art.13 costitutivo della Commissione, costoro in alcuni casi scelgono di affidarsi a equilibrismi somatici o lessicali. Ultimo “equilibrista” in ordine di tempo il presidente della Consob Vegas il quale oggi in commissione ha ammesso di avere incontrato l’allora ministra e oggi sottosegretaria Maria Elena Boschi, di aver parlato di banca Etruria ma di non aver ricevuto “pressioni” per il salvataggio della stessa.

Si gioca sulla parola “pressioni”, una parola che però non cancella quanto affermato dalla ministra in Parlamento:

“Non mi sono mai interessata di Banca Etruria”.

I fatti stanno dimostrando il contrario.

“Pressioni” o non “pressioni” è del resto implicito il fatto che se una Ministra – il cui padre è vicepresidente di una banca sull’orlo del crack – si rivolge al presidente di una Commissione di controllo bancaria a tutela dei consumatori lo fa per chiedere un aiutino per il Babbo e non per parlare del più e del meno…

Il cerchio si stringe, dunque, attorno alle dichiarazioni della sottosegretaria. Senza dire che tra sei giorni toccherà all’ex Ad Unicredit, Federico Ghizzoni resocontare sull’incontro con la stessa, incontro riferito da Ferruccio de Bortoli nel suo libro “Poteri forti (marci)”.

E l’impressione generale è che il tempo del soggiorno a Palazzo Chigi dell’ambiziosa giovane donna stia per scadere. Almeno così dovrebbe suggerire il buonsenso.

Intanto non intendono fare sconti alla sottosegretaria M5s, Liberi e Uguali e Lega. Ne urlano le dimissioni tra gli imbarazzati bisbiglii del Pd e i silenzi altrettanto imbarazzati di Silvio Berlusconi.

Dal canto suo, inabissatosi da giorni, scomparso dai radar mediatici, anche Matteo Renzi si aggiunge al coro delle voci mute.

 

Centrodestra, Salvini e Berlusconi litigano

Inutile die che gli sviluppi del caso Etruria hanno rubato la scena alla lite tra Matteo Salvini e Berlusconi. Bocciata con i voti determinanti di Forza Italia la Legge che avrebbe dovuto cancellare gli sconti di pena per i crimini più gravi, il leader leghista è apparentemente su tutte le furie, esige un chiarimento con il blasonato Alleato.

Domanda: che vuol chiarire a sette giorni dalla chiusura della Legislatura? Il “danno” ormai è fatto ed è irreparabile.

Al di là dei sussurri e grida, l’impressione generale è che si sia di fronte all’ennesima sceneggiata condita dalla scontata trattativa su collegi e candidature.

Toni alti che sembrano non preoccupare più di tanto il leader di Forza Italia. Berlusconi definisce quasi a mò di provocazione “capricci” e “puntigli” le proteste del leghista. Forse perché sa che Salvini non è uomo che agisce di conseguenza…