Caso Siri, nel Governo volano gli stracci. Tra Di Maio e Salvini è ormai scontro aperto

Caso Siri, nel Governo volano gli stracci. Tra Di Maio e Salvini è ormai scontro aperto

03 Maggio 2019 0 Di Marino Marquardt

Tra sussurri, grida, ringhii e ruggiti nel Governo volano gli stracci. E tra i Cofirmatari del Contratto i toni sono sempre più aspri. La decisione del premier Giuseppe Conte di licenziare il Sottosegretario pregiudicato Armando Siri in odor di corruzione sta infiammando Palazzo Chigi.  Il Governo è in bilico. E traballa.

Il Vicepremier leghista lunedì in pellegrinaggio elettorale a Pietrelcina. Padre Pio si rivolterà nella tomba…

Intanto, dopo il Rosario, il Vangelo e il Ramoscello d’Ulivo, lunedì prossimo Matteo Salvini andrà a Pietrelcina a scomodare anche Padre Pio. Andrà nella  Terra natìa del Frate cappuccino. Il Santo – incazzoso com’era – nella tomba certamente si rivolterà.

Niente di più spregevole del mettere la simbologia religiosa al servizio delle campagne elettorali. Iniziò la Dc a fare incetta di voti in nome di Dio, ha ripreso a farlo il Rozzo Leghista.

Il Leader del Carroccio è fatto così, fonda il proprio successo sullo sfruttamento della pancia putrida del Paese, sullo sfruttamento della ignoranza e della credulità popolare attraverso l’uso di immagini che lo vedono ora armato di mitra, ora in versione bulimica mentre volgarmente addenta di tutto, ora su una torretta in versione ranger anti-migranti, ora mentre mostra l’armamentario sacro. Roba per borghesi piccoli piccoli e soprattutto per ingenui e gretti ignoranti.

Del resto è noto: il Leghista è uno che – non avendo adeguate ali per librarsi in alto – è costretto a volare basso, rasoterra.

Salvini è fatto così. Come vuole la sua gente. Non a caso attorno a sé e alla Lega è riuscito a raccogliere il culturalmente e intellettualmente peggio dello Stivale!

In sintesi il Ministro dell’Interno è un furbo Provincialotto al servizio dei Poteri di sempre. Poteri che stanno fingendo di mutar pelle per continuare a prendere per i fondelli gli ignari beoti del Paese e del Continente. Giuseppe Tomasi di Lampedusa – insomma – non ha insegnato niente…

Detto ciò, dopo gli atteggiamenti guappeschi esibiti nei confronti dei deboli e dei disperati, è da vedere come il Vicepremier leghista reagirà ai ceffoni assestati – nei suoi riguardi e nei riguardi di Giancarlo Giorgetti – dal premier Giuseppe Conte in merito al caso Siri.

Al pari è tutta da vedere la posizione che assumerà il Pd di fronte ai nuovi possibili scenari. Fosse alla guida di un partito e non di un condominio, il posizionamento di Nicola Zingaretti sarebbe facilmente prevedibile. Ma il Pd non è un partito. Una condizione – questa – che potrebbe finire con l’aggiungere nuovi danni al Paese.

03/05/2019   h. 09.15