C’è qualcosa di nuovo, oggi… in Tunisia

C’è qualcosa di nuovo, oggi… in Tunisia

30 Settembre 2021 0 Di Corrado Corradi

Il Presidente della Repubblica della Tunisia Kaïs Saïed ha dato a una donna, Najla Bouden Romdhane, l’incarico di formare il nuovo governo.

“C’è qualcosa di nuovo oggi…” in Tunisia

Si, probabilmente per consolidare l’immagine di un drastico cambiamento rispetto alle pastoie del precedente cursus politico, in cui il partito islamista Ennahda aveva dato la stura ai più deleteri provvedimenti, ivi compresi quelli che hanno permesso l’instaurarsi della corruzione e dell’interesse privato, il presidente Said Qais, conservatorie, e adesso “uomo forte” di una Tunisia ormai allo sbando, ha conferito l’incarico di Primo ministro a una donna.

E’ la signora Najla Bouden Romdhane (classe 1958), il cui CV può essere riassunto in due righe che dimostrano quanto ella sia avvezza a confrontarsi con la realtà: Ingegnere, specializzata in geologia a Parigi, già insegnante presso la facoltà di ingegneria di Tunisi, poi passata nell’Ufficio delle Nazioni Unite per la riduzione dei rischi di catastrofi.

Ma, anche se non vergato nel suo scarno tuttavia significativo CV, quello che più la qualifica per aver capito la problematica principale della Tunisia, è la frase che ha pronunciato all’atto del suo insediamento:

«Il nostro primo obiettivo è quello di combattere la corruzione».

Più o meno come dire che la tanto decantata “propreté de l’Islam” è stata solo un’impostura.

Tempi nuovi quindi… rimbocchiamoci le maniche e facciamo pulizia in ogni meandro dei ministeri ove Ennahda aveva piazzato qualcosa come circa 10 mila dei suoi adepti tra i più convinti e che aveva fatto si che nella laica Tunisia succedesse anche che qualche poliziotto fermasse le donne in macchina e chiedesse loro dove andassero vestite così discintamente e perché non erano accompagnate dal padre, dal fratello o dal marito.

Il presidente Saied Qais, nel presentare il suo nuovo Primo Ministro, ha chiosato una considerazione che ha del programmatico e che è mirata a far dimenticare le scemenze del decennio Ennahda circa il ruolo della donna nella società che non doveva essere considerata uguale all’uomo bensì complementare:

«È un onore per la Tunisia e un tributo alle donne tunisine»

ha tagliato corto il Presidente decisionista.