C’eravamo tanto amati… Il vecchio Centrodestra sempre più dilaniato tra luccichii di pugnali e cannibalismo

C’eravamo tanto amati… Il vecchio Centrodestra sempre più dilaniato tra luccichii di pugnali e cannibalismo

14 Giugno 2019 0 Di Marino Marquardt

C’eravamo tanto amati… Il titolo del vecchio film-commedia della metà degli anni ’70 torna alla mente nell’osservare le tensioni, le furbate e le cattiverie che si stanno scambiando gli amici ed alleati di una volta, quando Silvio veleggiava sulla cresta dell’onda. Titolo del vecchio film che torna alla mente anche nell’intravedere  pugnali non troppo nell’ombra pronti a colpire.

Forza Italia e antica coalizione sempre più a rischio di estinzione

Non c’è dubbio,  il film attuale è quello del vecchio Centrodestra nato agli albori degli anni Novanta nelle stanze di Villa San Martino di Arcore che si sgretola…

La morale della trama non sfugge ad alcuno. E racconta dell’armata che fu di Forza Italia e del Centrodestra di ispirazione berlusconiana a grave rischio estinzione.

Roba da ultimi giorni di Pompei o – se preferite – roba da primitive tribù antropofaghe della savana.

Il Demiurgo di Arcore – ammaccato dagli acciacchi dell’età e reso vulnerabile dalla appannata lucidità – è sotto duplice attacco. Il suo destino è simile a quello amaro dei vecchi Re della foresta. E’ quello che li vuole scacciati o uccisi dai giovani leoni che ne vogliono prendere i posti.

Toti, il novello Edipo dei moderati con scappellamento a Destra

Silvio Berlusconi deve far fronte al cannibalismo degli una volta obbedienti e ossequiosi vecchi alleati. Deve cercare di arrestare la voracità di Matteo Salvini e di Giorgia Meloni nei riguardi della ridimensionata truppa di fedelissimi e nel contempo deve fare i conti con la sindrome edipica che agita Giovanni Toti, il governatore della Liguria inventato politico dallo stesso Berlusconi. Ora – come Edipo, Toti vuole uccidere il “padre politico”,

Queste appena descritte sono le avvisaglie della tragedia forzista che avanza.

Centrodestra in via di demolizione per far posto alla Destra salviniana con la Meloni nelle vesti di ancella della situazione.

Almeno è questo lo scenario che si profila oggi.

Ma… E già, c’è un ma… Anzi ci sono più “ma”. E i “ma” – nonostante non appaiano a prima vista – sono grandi quanto case. I “ma” riguardano la composizione del Parlamento europeo in cui i sovranisti – in barba alle previsioni – non hanno sfondato e appaiono divisi e poca cosa, il che farebbe temere per i conti italiani; i “ma” riguardano Salvini il quale una volta toccata la vetta dei voti può soltanto iniziare il percorso inverso con relativa discesa dei consensi (oltre la vetta – è la legge della Natura – non si può andare); i “ma” – infine – riguardano le manovre centriste di natura democristiana attorno alle quali sono in atto sotterranei confronti tra renziani, calendiani e berlusconiani.

Tutte ipotesi che comunque non appannano l’attuale immagine di una Destra a trazione salviniana proiettata – nei sogni del Capo religioso della Lega – a governare il Paese. Ma i sogni il più delle volte restano tali e dalla fase onirica non sfociano nella realtà. Ovvero, “non dire gatto se non ce l’hai nel sacco”, recita il vecchio adagio popolare…E nella stagione degli elettorati fluidi nulla può essere ritenuto scontato.

14/06/2019  h.08.00