Chi era Ferdinand Piech, l’ingegnere che ha fatto grandi Porsche e Volkswagen

Chi era Ferdinand Piech, l’ingegnere che ha fatto grandi Porsche e Volkswagen

28 Agosto 2019 0 Di Pietro Nigro

Ecco il profilo del grande manager che dalla Porsche e dalla Volkswagen ha creato il leader mondiale dell’industria automobilistica.

È morto Ferdinand Piech, l’uomo che ha fatto grande la Volkswagen

Anche Ferdinand Piëch, l’ingegnere e il manager che ha preso una agonizzante fabbrichetta di automobili e l’ha trasformata nel gruppo leader dell’automotive mondiale, è entrato nell’Empireo dei grandi capitani d’industria che hanno fatto la storia.

L’ex presidente ed amministratore della Volkswagen è morto improvvisamente domenica scorsa, a 82 anni, dopo una vita a dir poco intensa sotto ogni profilo.

Ingegnere e manager brillante, Piëch era il figlio dell’avvocato austriaco Anton Piëch e della figlia di Ferdinand Porsche, il fondatore della mitica casa automobilistica tedesca. Nato in Austria, nel 1963 si è laureato in ingegneria al Politecnico di Vienna ed entrò a lavorare nella fabbrica del nonno, dove manifestò sin da subito non solo la sua grande passione per le auto, ma anche le sue formidabili intuizioni e la sua capacità di correre rischi non comuni.

Il primo episodio in cui ha mostrato le sue doti è stato quando – nel 1968, a 31 anni – lavorava come capo del settore sviluppo della Porsche, decise di investire i due terzi del budget annuale dell’azienda nella costruzione di 25 prototipi dell’auto da corsa che aveva progettato, che vantava un innovativo motore a 12 cilindri raffreddato e aria da 600 cavalli che nessuno aveva ancora messo alla prova.

Tutti lo hanno accusato di mala gestione, per aver corso un tale rischio, ma i fatti gli hanno dato ragione: quella Porsche 917 è stata la vettura che ha vinto di più nella storia.

Ma anche alla Volkswagen Piëch ha dato il meglio di sé. Diventato Ceo del gruppo quando i conti aziendali segnavano un rosso equivalente a un miliardo di di euro, nei nove anni di incarico è riuscito a portare il bilancio ad un utile di 2,6 miliardi di euro.

Sua è stata la scelta di puntare tutto sulla produzione “modulare”, che ha permesso di creare colossali economie di scala, grazie alla condivisione di tantissimi componenti su un gran numero di modelli.

E sua è stata anche la determinazione, la tenacia con cui ha guidato la politica di acquisizione di altri marchi, che ha portato sotto l’ombrello della Volkswagen ben 12 brand, affiancando a Volkswagen, Audi e Porsche anche la Bugatti, la Bentley e la Lamborghini (comprate nel giro di un solo anno), la Skoda, le moto della Ducati e i camion Man e Scania.

“Un leader coraggioso, forte e tecnicamente brillante”

Herbert Diess, amministratore delegato della Volkswagen, ha descritto Piech come leader coraggioso, forte e tecnicamente brillante.

“Soprattutto Ferdinand Piech ha portato perfezione e attenzione ai dettagli nella produzione automobilistica e nel DNA di Volkswagen“, ha detto Diess.

Ferdinand Karl Piëch è nato il 17 aprile 1937 in Austria. Ha studiato al Lyceum Alpinum Zuoz e si è laureato all’ETH di Zurigo, in Svizzera, nel 1962, con una laurea in ingegneria meccanica, dopo aver scritto una tesi di laurea sullo sviluppo di un motore di Formula Uno (F1).

Ha mosso i primi passi alla Porsche in cui ha lavorato dal 1963 al 1971, dove è stato responsabile dello sviluppo della Porsche 906 e dei modelli successivi che portarono alla fortunata Porsche 917.

Nel 1972, si trasferì alla Audi di Ingolstadt. A partire dal 1975, è stato responsabile dell’ingegneria tecnologica. Grazie anche ai suoi progetti più famosi, il Quattro, modello a quattro ruote motrici pensato per le gare di rally, e la Audi 100, e poi con la sua guida, l’azienda divenne uno dei protagonisti del mercato automobilistico facendo concorrenza direttamente alla Mercedes e alla Bmw.

Nel 1993, Piëch si trasferì alla Volkswagen AG, la casa madre del gruppo Volkswagen, dove divenne presidente del consiglio di amministrazione al posto di Carl Hahn. A quel tempo la Volkswagen era a un passo dalla bancarotta, ma piech non si perse di coraggio ed avviò subito l’operazione che avrebbe portato a capovolgere letteralmente le sorti della Volkswagen.

Si è ritirato dal consiglio di amministrazione nel 2002, ma è rimasto in qualità di consigliere e come presidente del consiglio di vigilanza. Nel 2000 è stato nominato presidente di Scania AB. Si è ritirato dal consiglio di amministrazione nel 2002 ed è stato sostituito da Bernd Pischetsrieder.

Come ingegnere ha messo la firma sotto alcuni dei più innovativi e importanti progetti della storia dell’auto, come l’Audi Quattro e la Bugatti Veyron, che dal 2012 è l’automobile stradale più veloce, più potente e più costosa mai costruita.

Per la sua influenza sull’industria automobilistica mondiale, Piëch è stato nominato Car Executive of the Century nel 1999.