Chiara, la biologa napoletana che sogna le olimpiadi

Chiara, la biologa napoletana che sogna le olimpiadi

11 Giugno 2021 Off Di Marco Martone

Chiara Pagano Fusco, un cognome importante per una ragazza che ha scelto di praticare Sport. Mamma, Carolina Fusco, è stata tuffatrice.

Chiara, la biologa napoletana che sogna le olimpiadi

Chiara Pagano Fusco, un cognome importante per una ragazza che ha scelto di praticare Sport.

Mamma, Carolina Fusco, è stata tuffatrice azzurra nonché detentrice per ben 11 volte, del titolo di campionessa assoluta d’Italia dalla piattaforma dei 10mt.

Gli zii giocatori di rugby di serie A. Il nonno Elio Fusco, un vero mito del rugby italiano, per oltre 10 anni mediano di mischia della nazionale e senza alcun dubbio il vero padre del rugby napoletano, colui che che negli anni ’60, nella doppia veste di allenatore – giocatore della Partenope Rugby condusse la sua squadra a fregiarsi per ben due volte del tricolore.

Il 17 aprile 2019 Elio è stato insignito per meriti sportivi, ma non solo, della Civica Benemerenza un prestigioso riconoscimento assegnato alla sua memoria dal sindaco di Napoli Luigi de Magistris, nel corso di una cerimonia al Maschio Angioino.

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Senti il peso del tuo cognome?

Assolutamente no. Porto con grande orgoglio il mio cognome stampato sul retro della divisa di gara, consapevole che nonno guidi da lassù i miei passi in pedana.

Alla pallovale che fu di tuo nonno Elio e all’acqua clorata delle piscine dove tuffava tua madre, tu hai preferito la scherma.

Ho iniziato la mia attività sportiva cimentandomi nella ginnastica artistica.

All’età di 13 anni mi trasferii a Brindisi dove venni tesserata da una importante Società di serie A. Purtroppo dopo un paio di anni, a causa di un infortunio a un polso, dovetti rientrare a Napoli dove mi reinventai schermitrice.

16 anni non è un po tardi per iniziare una nuova disciplina sportiva?

Non credo. Almeno non per chi, come me, ha lo Sport nel proprio DNA.

Ovviamente avevo bisogno di prendere confidenza con l’arma e acquisire dimestichezza con un gesto tecnico assolutamente nuovo.

Dopo un paio di anni in cui mi sono impegnata tanto e grazie alla cura tecnica del Maestro Coltorti, sono riuscita ad ottenere importanti risultati, così sono arrivate anche le prime convocazioni in nazionale.

Il 2019 è stato coronato da una medaglia d’argento nella gara a squadre di Coppa del Mondo Under 20 ad Algeri (Marocco), ancora una d’argento ai Campionati Europei Giovani di Foggia, un bronzo nella gara a squadre ai Mondiali Giovani di Torun (Polonia) e subito dopo finalmente è arrivata anche la medaglia d’oro nella gara individuale di Coppa Italia di Ancona.

E poi?

Poi sono passata al Club Champ Napoli allenata dal Maestro Gigi Tarantino, ma purtroppo quello che è successo da quel momento in poi è storia recente. La maledetta Pandemia ha bloccato ogni attività agonistica.

Lo scorso 30 maggio, dopo circa un anno e mezzo di completa inattività (durante il periodo di lockdown ho continuato ad allenarmi sul terrazzo di casa) la Federazione è riuscita fortunatamente a organizzare almeno i Campionati Italiani Assoluti svoltisi a Cassino.
Una gara che ti è andata molto bene. Un 10 posto che vale oro se si pensa che tra le prime 23 atlete classificate sei l’unica a non appartenere a un Gruppo Sportivo Militare.

È vero. Gareggiare con atlete professioniste che in quest’anno e mezzo di inattività, hanno avuto comunque la possibilità di allenarsi due volte al giorno, di confrontarsi in allenamenti Collegiali preclusi ovviamente ad altre atlete, non è stato agevole.

Mi sembra che tu ci sia riuscita molto bene.

Ti ringrazio. Probabilmente sarà per il motivo a cui accennavi all’inizio, è vero che il mio cognome non mi pesa ma certamente mi spinge a impegnarmi sempre al massimo.

Quello che per altre atlete potrebbe manifestarsi come un ostacolo o una difficoltà insormontabile per me diventa un’ulteriore sfida personale da affrontare e superare.

Questo mi da un’enorme carica e credo che accresca anche la giusta dose cattiveria agonistica che ogni atleta deve possedere.

Magari se avessi seguito le orme di tuo nonno avresti potuto scaricare la tua adrenalina con un bel placcaggio.

Probabilmente sì, ma la scherma richiede determinazione e allo allo stesso tempo freddezza e sangue freddo. Credo che il miglior placcaggio, per rimanere in tema, sia proprio mantenere la calma e garantirsi l’ultima stoccata

Quali progetti hai in serbo per il tuo futuro? Quali sono le tue ambizioni sportive e di vita?

Sono laureanda in biologia molecolare, mi piacerebbe diventare ricercatrice. Per adesso le mie giornate si suddividono tra studio e allenamenti. Non ti nascondo però di sognare in grande anche in campo sportivo.

Benché tu abbia iniziato a sciabolare non proprio giovanissima, attualmente nel Ranking nazionale sei tra le prime schermitrici italiane e sei anche l’unica tra le prime 25 – 30 classificate a non appartenere a un gruppo sportivo militare. Una scelta personale quest’ultima, o nessuno ha bussato ancora alla tua porta?

Che scelta personale, fossi matta. Tra un po concluderò i miei studi in biologia, ma se nel frattempo si aprissero le porte di un Gruppo Sportivo Militare non perderei certo l’occasione.

Ho 21 anni appena, se penso che la Vecchi e la Gregorio (rispettivamente schermitrici del Gruppo Sportivo Carabinieri e del Gruppo Sportivo della Guardia di Finanza Ndr) hanno staccato il pass per Tokyo 2021 alla soglia dei 32 e 31 anni, credo di potermi giocare la mia chance.

Allora vista la tua determinazione non posso che augurarti che qualche gruppo sportivo militare voglia puntare su un cognome così importante.

Ti ringrazio per l’augurio. Intanto io continuerò ad allenarmi con intensità e nel caso arrivasse davvero qualche telefonata vorrà dire che per sdebitarmi, la mia prima intervista olimpica la rilascerò soltanto a te.

Gi. Fu.


Questo articolo è stato pubblicato anche qui: http://www.scrivonapoli.it/chiara-la-biologa-napoletana-che-sogna-le-olimpiadi/