Cinema e audiovisivi nelle scuole: 10 milioni di euro dal MIC
29 Ottobre 2025Il cinema e l’audiovisivo entrano nelle scuole italiane con il Piano Nazionale Cinema e Immagini per la Scuola, promosso dal Ministero della Cultura insieme al Ministero dell’Istruzione e del Merito. Sono stati pubblicati, infatti, gli esiti del bando “Il cinema e l’Audiovisivo a scuola – Progetti di rilevanza territoriale”, finalizzato a favorire iniziative utili alla diffusione della cultura dell’immagine e alla formazione del pubblico giovane. Con un importo di quasi 10 milioni di euro, per l’anno scolastico 2025/2026, sono stati finanziati 138 progetti che coinvolgeranno oltre 370 mila studenti, 13 mila docenti, 3.200 plessi e 563 sale. Gli interventi, organizzati da enti pubblici e privati che operano nell’ambito sociale, educativo e culturale, sono stati valutati e scelti per l’originalità dei contenuti e l’innovazione dei processi presentati.

Lazio, prima Regione per progetti presentati
I 138 progetti si aggiungono ad 11 già ammessi, a settembre 2025, al finanziamento di 2 milioni di euro. Dalle precedenti edizioni si sono avute delle economie, informa il MIC, per cui le risorse disponibili sono aumentate, consentendo di sostenere un numero più ampio di progetti di qualità. Le attività avranno luogo su tutto il territorio nazionale. Il Lazio, intanto, ha il numero più elevato di progetti presentati (22), seguito da Emilia-Romagna (15), Campania (13) e Puglia (12). Tutti i progetti avranno come finalità lo sviluppo di una conoscenza critica e consapevole dei media e della filiera cinematografica e audiovisiva, con particolare attenzione al modo in cui il settore audiovisivo tratta tematiche importanti. Le scuole dovranno lavorare su contrasto al bullismo e al cyberbullismo, sulla dispersione scolastica, l’educazione alla legalità, l’educazione ambientale, l’inclusione di studenti con disabilità, la sensibilizzazione contro la violenza sulle donne e di genere e il contrasto alla pirateria audiovisiva.
Il bando vuole favorire una diffusione capillare della proposta e delle azioni del Piano, coinvolgendo territori che si trovano fuori delle aree metropolitane e dei capoluoghi di provincia e regione. Obiettivo che si sposa con la missione del “Piano Olivetti”, voluto da Alessandro Giuli, che vuole promuovere e diffondere la cultura nelle periferie, nelle aree interne e in quelle svantaggiate, caratterizzate da marginalità sociale ed economica, degrado urbano e spopolamento.


