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Cinquestelle achtung! pensioni e reddito di cittadinanza: mai provare a mercanteggiare su poveri

Reddito di cittadinanza, arma a doppio taglio. I soldi ai poveri possono trasformarsi in buccia di banana per i Cinquestelle.

Reddito di cittadinanza, dagli annunci ai conti in tasca. Spuntano i paletti…

Da carta vincente a tallone d’Achille. Reddito di cittadinanza e Pensioni di cittadinanza possono trasformarsi in mine sotto il forziere dei consensi Cinquestelle nel momento in cui da titoli elettorali si trasformano in misure concrete di governo.

Dagli annunci, dagli slogan ai conti in tasca. Dai troppi paletti che si intravedono sulla corresponsione effettiva dei 780 euro mensili a poveri e disoccupati potrebbe scaturire il naufragio dei consensi al M5s a pochi mesi dal voto Europeo.

Spuntano limiti e condizioni per beneficiare dei sussidi, limiti e condizioni non illustrati durante l’ultima campagna elettorale.

Troppi se e troppi ma. Si parla di integrazione fino a 780 euro per quanti dispongono di un reddito al di sotto della soglia di povertà, si parla di limitazioni per quanti privi di reddito vivono in casa di proprietà o con i genitori, si parla di contributo pieno a quanti non hanno nulla.

Distinguo che finiscono col generare confusione, che annacquano le illusioni e alimentano i timori da parte di alcuni di essere esclusi dal provvedimento. E c’è chi inizia a sentire puzza di bruciato, c’è chi comincia a leggere nelle nuove condizioni, nei dettagli e nelle puntualizzazioni un tentativo di fuga dalle promesse.

Cattivo segno, insomma, quando si cerca di mercanteggiare sui parametri della povertà…

Stesso discorso – ovviamente – per l’aumento delle pensioni minime.

Le modalità e le condizioni per la distribuzione del sussidio ai poveri potrebbe dunque creare grossi problemi al M5s.

Soprattutto in materia di consenso. I Cinquestelle lo sanno e perciò dovranno comportarsi di conseguenza evitando di ricorrere a furbizie da piccoli bottegai…

Il bollettino di guerra dei Servi del Sistema…

Intanto anche oggi Repubblica.it – capofila dei Media al servizio del Sistema – dirama il suo bollettino di guerra: Spread oltre i 300 punti, Borsa in picchiata, tassi Btp ai massimi dal 2014, condono si rischia un buco da 3,6 miliardi, ecc. ecc.

Sulla stessa linea gli altri organi di informazione renzusconiani. Una vergogna in assoluto!

Inutile dire che contro il terrorismo mediatico occorra agire in fretta e farlo all’insegna della massima chiarezza. Soltanto i fatti potranno mettere a tacere il velenoso chiacchiericcio da cortile dei Guardiani del Tempio…

Fanno bene Luigi Di Maio e Matteo Salvini a irridere i Seminatori di panico e a ribadire la volontà di non arretrare di fronte ai ruggiti circensi del presidente della Commissione Europea Jean Claude Junker e ai ringhii di Pierre Moscovici, presidente della Commissione Economica Ue.

E fanno bene  – Di nMaio e Salvini – a non impressionarsi di fronte ai borbottii dello spread agitato dai soliti speculatori speculatori. Senza dire che con uno Junker e un Moscovici alle prese con le annunciate intimazioni di sfratto anche i signori dello spread si concederanno momenti di pausa per riflettere.

La prudenza innanzitutto, Lor Signori – quelli delle Banche e della Finanza – non sanno infatti con quale Ue a maggio dovranno trattare affari. E la Grecia è lontana nel tempo…