Home Politica Politica italiana Cinquestelle-Lega, percorso a ostacoli con tentazione di mandare tutto all’aria

Cinquestelle-Lega, percorso a ostacoli con tentazione di mandare tutto all’aria

governo giallo verde di maio salvini adnkronos

A Milano nuovo incontro tra Luigi Di Maio e Matteo Salvini. Per i due Leaders è vietato sbagliare. 

Si tesse la tela del governo tra non poche difficoltà

Tra gli evidenti e inquietanti sintomi di sindrome bipolare del Delinquente Abituale di Arcore, le manie di grandezza e di protagonismo del Giovane Becchino del Nazareno, le argomentazioni servili della stampa renzusconiana, gli interventi a gamba tesa del Capo dello Stato e il pressing europeo a favore di un premier che – all’opposto di quanto hanno chiesto gli elettori – piaccia a Bruxelles, Luigi Di Maio e Matteo Salvini continuano a tessere la tela del nuovo Governo. Una impresa non priva di difficoltà, a cominciare dalla indicazione del premier.

Percorso ad ostacoli e scivoloso questo col quale sono alle prese il Leader Cinquestelle e quello della Lega. E’ vietato sbagliare, non ammessi errori soprattutto sul calendario della realizzazione degli impegni elettorali. Se il governo nascerà occorrerà dare subito forti segnali, non ammessi ritardi. Dal Reddito di cittadinanza alla riduzione della pressione fiscale, dal Jobs act alla Fornero, tanto per cominciare… E facciano presto, già si è perso troppo tempo! A meno che – considerando le difficoltà dell’impresa – Di Maio e Salvini non stiano segretamente cercando il modo per mandare tutto all’aria. Le elezioni a fine luglio per entrambi potrebbero apparire più convenienti della gestione bipartizan  di un governo che non navigherà nell’oro, gestione che appare problematica per cause economiche pregresse…

Detto ciò, mentre Di Maio e Salvini cercano di trovare la quadra sul nuovo Esecutivo, il clima tutt’intorno non è dei migliori.

I veleni della Informazione renzusconiana

Media e commentatori renzusconiani intentano processi alle intenzioni di un Governo che ancora non c’è; si fa terrorismo sul conflitto d’interesse confondendo il destino di Mediaset con l’incompatibilità da parte dei politici di possedere mezzi di Informazione; si usano parole a mo’ di proiettili; si inflazionano termini come “populisti”, “sovranisti”, “razzisti”; si sclera a tutti i livelli. In questi giorni il peggio della politica offre il meglio di sé. E l’ossimoro non è casuale…

Silvio Berlusconi passa dall’annuncio di una opposizione benevola a una di tipo barricadero e scodella a mo’ di polpetta avvelenata il fantasma della Patrimoniale agli amici e sostenitori milionari. Poi, in totale confusione, fa smentire;

Matteo Renzi – tra pop corn e guai giudiziari dei genitori – fa sapere che è pronto con i suoi Obbedienti a dar vita a una opposizione durissima e punta alla riappropriazione del giocattolo Pd sempre più bonsai. Il tutto mentre l’Unità va all’asta e la Morgue del Nazareno è costretta a licenziare 130 dipendenti (salvati soltanto i renziani) per le casse in rosso.

Quando la devastazione sarà del tutto compiuta – assicurano gli intimi –  il Flagello di Rignano passerà ad occuparsi di altro…

Un quadro decadente che spiega il successo del M5s e della Lega

Un quadro decadente che tutto sommato spiega bene le ragioni per le quali – nonostante riserve e perplessità – gli elettori il 4 marzo abbiano preferito votare Lega e Cinquestelle. Lo hanno fatto per liberare il Paese da questa ormai fetida zavorra politica.

Intanto si replica. La strana coppia di “Attenti a quei Due” è di scena a Milano…