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Marco Zullo - Rubrica Marco di Fabbrica
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Circumvesuviana: paura e disagi. Chi interviene ?

Circumvesuviana: paura e disagi. Chi interviene ?

04 Giugno 2025 Off di Nunzio Ingiusto

La ferrovia più frequentata della Campania sempre nell’occhio del ciclone per disservizi su tutte le linee. La Regione che controlla l’azienda EAV sembra insensibile alle proteste. Il caso delle stazioni insicure.

Marco Zullo - Rubrica Marco di Fabbrica

Circumvesuviana incubo. “Con la Circumvesuviana tutto quello che poteva andare storto è andato storto” ha scritto qualche giorno fa il Post. La principale ferrovia della Campania è di nuovo nell’occhio del ciclone per disservizi, treni vecchi, incuria, scioperi. Nessun maleficio: è cosi. La Circumvesuviana fa capo all’EAV, azienda controllata dalla Regione Campania che sul trasporto pubblico ha molti ritardi. Tra qualche mese i ritardi e le inefficienze andranno tutti in eredità a chi guiderà la Regione dopo le elezioni che segneranno l’addio di Vincenzo De Luca. Vedremo se saprà fare meglio. La Circumvesuviana ha più linee e raggiunge mete affascinanti e straordinarie per i turisti: Pompei, Ercolano, Sorrento, per citarne solo tre. Non ci vuole molto a immaginare come gli stranieri soprattutto, giudichino le pessime condizioni in cui viaggiano o vengono lasciati a piedi. Eppure da dieci anni i vertici dell’EAV sono sempre gli stessi e godono della fiducia di De Luca. Il Presidente dell’EAV Umberto De Gregorio ” fa un lavoro eccezionale, abbiamo ereditato 700 milioni di euro di debiti ” ha detto una volta il Governatore. Ci si accontenta e, quindi, nessuna autocritica, notizie su investimenti, acquisti di nuovo materiale ferroviario, lavori, mentre i comitati dei pendolari si moltiplicano e il caos aumenta.

Cosa dice la Regione ?

Nelle ultime edizioni di Pendolaria, il Report sui trasporti curato da Legambiente, la Circumvesuviana è stabilmente definita come la “peggiore rete ferroviaria d’Italia”. Viaggiare su quei treni è una farsa ha scritto pochi giorni fa. E come se non bastasse da qualche giorno sul tavolo dello stesso Presidente  De Luca, del Prefetto di Napoli, della Procuratore della Repubblica di Nola, c’è una richiesta di aiuto per vigilanza e controlli anche per le stazioni. Un’accoppiata- treni-stazioni- catastrofica che mette davanti alle responsabilità i vertici dell’EAV e la stessa la Regione. Se entrambi hanno bisogno di simboli per darsi da fare, ne è stato scelto uno tosto, innegabile. Una stazione presa a modello per farli intervenire. Anche per l’ordine pubblico.
É la stazione di Brusciano sulla linea che collega Napoli a Baiano e attraversa la zona industriale di Pomigliano d’Arco.Territorio con molti pendolari, ovviamente. A Brusciano, impatto ambientale, decoro e sicurezza: zero. Solo cinque anni fa il sito è stato ristrutturato per precedenti carenze spendendo centinaia di migliaia di euro. Il degrado è stato un film costante, visto, segnalato ripetutamente, di cui abbiamo diretta testimonianza e anche qualcosa d’altro.

Le proposte alla Circumvesuviana

In questi giorni i treni non passano (così  fino a settembre) ma la stazione è il luogo preferito per spacciatori e balordi. Priva di qualsiasi controllo, come tante altre, è la base per furti, rapine, molestie stradali, aggressioni in casa. A pochi metri anche un Centro sportivo molto frequentato da bambini e famiglie. Si rischiano brutti incontri, come si dice. “La stazione è il luogo adatto per spaccio di stupefacenti, per organizzare furti e altro”, è  scritto nella lettera alle Autorità regionali. Per alcune ore al giorno nella stazione – in funzione di presidio simbolico – sono presenti i giovani di un’Associazione di volontariato. La loro presenza è importante e lodevole ma non basta ad allontanare i malintenzionati. Di pomeriggio, notte, sabato, domenica, nei giorni festivi, il sito è terra di nessuno. Come tanti altri. I simboli servono a De Luca e al presidente dell’EAV ? Chi farà cosa e quando ? Non solo per Brusciano, evidentemente, di cui è stato interessato anche il Ministero dell’Interno. L’EAV ha un piano per le stazioni sicure ? La Regione è al corrente dei pericoli che corrono i viaggiatori e i cittadini ? Compresi quelli che abitano nei pressi delle stazioni incustodite. Si possono immaginare presidi di servizio civile, di organizzazioni benefiche, videosorveglianza, controlli con allarmi a distanza ? Questo simbolo, di cui – sia chiaro per ogni trasparenza – ci sentiamo parte, è la metafora di un indolenza pubblica. EAV, carabinieri e polizia sulle stazioni sono stati allertati anche in base ad altre proteste. Il Comitato pendolari di Pomigliano d’Arco in occasione della sospensione del servizio ferroviario, ha chiesto di non chiuderle le stazioni, ritenute presidio di legalità e di sorveglianza. La controprova a pochi chilometri di distanza, dove quel presidio, di fatto, l’azienda lo ha già cancellato.

 

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