Città verdi per vivere più a lungo
31 Marzo 2025Milioni di persone in Italia potrebbero vivere meglio e più a lungo se si progettassero spazi più salubri. Le richieste dell’AIB.

Approccio interdisciplinare nella programmazione degli interventi pubblici ? No, la Pubblica Amministrazione italiana non conosce un tale metodo di lavoro. Eppure è il metodo che aiuta la salute dei cittadini, la resilienza ai cambiamenti climatici, protegge quartieri e città. La sigla AIB forse non è molto conosciuta nel nostro Paese, ma esiste ed è l’acronimo di Accademia Italiana di Biofilia. Un Ente tecnico-scientifico no profit con l’ambizioso obiettivo di “promuovere una profonda connessione tra esseri umani e natura”. Diciamo che l’obiettivo è una necessità storica per lo stato di degrado urbano in cui vivono milioni di persone. Non ci abitueremo mai abbastanza a vedere strade sporche e con buchi, parchi mal gestiti, rifiuti abbandonati. Ebbene, l’Accademia si è fatta sentire e ha chiesto a enti locali e istituzioni un approccio interdisciplinare nella progettazione e pianificazione urbana, “promuovendo la natura come infrastruttura per la salute, la sostenibilità”.
Il benessere psicofisico
La presenza di elementi naturali e spazi verdi nelle aree urbane è una leva strategica per migliorare la salute pubblica, viene spiegato in una nota, dato che il benessere psicofisico e la qualità della vita riducono lo stress dei cittadini, abbattono l’inquinamento dell’aria e contengono le ondate di calore. Di queste ultime, l’Italia dagli inizi degli anni 2000, ne ha fatto incetta, assieme a fenomeni come siccità, variazioni climatiche, perdita di biodiversità. Chi tra i politici, dice di scoprirlo solo adesso, si espone a una condanna senza appello. La vegetazione urbana assorbe inquinanti atmosferici che abbattono fino al 30% la concentrazione di PM10 nell’aria, il 20% gli ossidi di azoto e il 5% il CO2. Al contrario, un aumento del 10% della copertura urbana di spazi verdi determina una riduzione del 4% del rischio di depressione nei cittadini. Ma soprattutto fa vivere meglio, facendo salire di una buona percentuale il benessere mentale di coloro che hanno accesso alle aree verdi. “Una recente sintesi pubblicata su BMC Public Health (2024) conferma che gli spazi verdi, specialmente se accessibili e ben progettati, agiscono come infrastrutture sanitarie naturali: riducono l’esposizione al calore, rafforzano i legami sociali, favoriscono l’attività fisica e migliorano la resilienza delle persone”, conferma Daniele Guglielmino, vicepresidente Aib.
Povero Belpaese !
In Italia ci sono oltre 14 milioni di persone con più di 65 anni (24,1% della popolazione) e sono le più esposte a rischio morte per le ondate di calore. Sono soggetti fragili su cui il verde urbano agisce come un balsamo. Di città nelle quali intervenire ce ne sono, eccome, e l’AIB ricorda a chi ha il potere e i soldi per intervenire che la temperatura nelle aree adiacenti a quelle verdi migliora da 2 a 5 gradi. In pratica un parco verde e ben tenuto in un quartiere produce effetti anche a distanza di qualche chilometro. L’appello per un cambiamento di rotta è partito e non sarebbe male se i due Ministri più interessati – Orazio Schillaci (Sanità) e Gilberto Pichetto Fratin (Ambiente)- non lo lasciassero sospeso nella verbosità politica, chiedendo ai sindaci e alle istituzioni locali cosa veramente vogliono fare per ridurre i costi sanitari, ambientali e sociali in un Paese che continua a definirsi Belpaese.


