Civita, Raganello in piena: turisti travolti nelle gole del torrente

Civita, Raganello in piena: turisti travolti nelle gole del torrente

21 Agosto 2018 0 Di Pietro Nigro

Maltempo in Calabria, a Civita (Parco del Pollino) la piena del torrente Raganello travolge i turisti nelle gole ed è una tragedia. una decina di morti e diversi i feriti.

Raganello in piena, tragedia a Civita

Una tragedia. Così il giornalista nostro collega Luigi Salsini di Calnews ha definito quel che è accaduto ieri a Civita, nel Parco del Pollino: il torrente Raganello in piena ha travolto decine di escursionisti rimasti bloccati nelle gole del canyon. Il bilancio dei morti è salito a 8 vittime, poi 10 e in nottata a 11, oltre a una decina di persone con ferite di varia entità e alcuni dispersi.

Per questi ultimi la Protezione civile ha messo a disposizione anche un numero verde, 800-222211, che i parenti possono utilizzare per dare o chiedere notizie.

Con una tragedia, e a pochi giorni dal disastro del ponte crollato a Genova, sale dunque agli onori delle cronache anche Civita. L?antico borgo, uno dei luoghi simbolo della comunità albanese o Arbresh in Calabria, è uno dei centri storici meglio conservati ed è diventato uno dei luoghi simbolo del Parco del Pollino, a cavallo tra Calabria e Basilicata.

A renderlo famoso, tra i naturalisti e gli appassionati della natura e delle sue bellezze proprio quel torrente Raganello che nei suo viaggio secolare verso il mar Ionio ha scavato profonde gole alte anche cento metri, l’ultima proprio sotto il paese affacciato sul famoso Ponte del Diavolo.

Gole incontaminate, e dall’aspetto molto suggestivo, ma che questa volta, a causa del maletempo, si sono trasformate nel set di una brutta tragedia.

I temporali che da qualche giorno si abbattono sulla Calabria, e che anche domenica hanno colpito l’Appennino a monte di Civita, hanno provocato una enorme ondata di piena, secondo alcune testimonianze alta anche una decina di metri, che ha cercato sfogo abbattendosi nelle strette gole del torrente e trascinando con se, oltre all’acqua, anche detriti, rami, sabbia e pietre.

E tragico è dunque il bilancio, che è andato aumentando con il passare delle ore fino ad arrivare a 11 in nottata.

Le gole del Raganello sono tradizionalmente meta di tanti escursionisti, anche se sembra che le guide ufficiali, che conoscono il territorio e le sue difficoltà, non organizzano gite nei giorni di pioggia.

Potrebbero essere dunque escursionisti fai da te quelli che lunedì si sono avventurati lungo le gole del Raganello e che sono stati poi sorpresi da una piena peraltro inaspettata perché a Civita non ha piovuto.

 

Gole del Raganello, soccorsi all’opera per cercare dispersi e vittime

Elicottero del Corpo nazionale Soccorso pino e speleologico impegnato nelle ricerce nelle Gole del Raganello (ph. Cnsas).

Sin da subito si è compreso che il numero dei dispersi era alto, ed infatti nel corso delle ore, i soccorritori, Vigili del fuoco, Guardia di Finanzia, Protezione civile e Corpo nazionale Soccorso alpino e speleologico, che hanno risalito le forre del torrente, hanno recuperato oltre 18 persone, che per lo più si sono ritrovate isolate su costoni di roccia o lungo le pareti della gola.

E purtroppo, sono state recuperate e progressivamente identificate anche le dieci vittime, dapprima quattro, poi altre quattro, e infine altre due poco prima di mezzanotte: in totale, sei uomini e quattro donne, che sono state portate nella camera ardente allestita nella palestra di Civita.

Moltissimi anche i dispersi, una trentina, di cui 23 recuperati nel corso della giornata: tra questi, una decina di persone sono state trasportate in ospedale, con ferite di varia entità, mentre un bambino è stato trovato in condizioni di ipotermia.

Altre 5 o 7 le persone ancora da rintracciare al calar della sera; tra quelli che mancavano all’appello, tuttavia, potrebbero esserci anche le due persone morte e non ancora identificate.

A rendere difficili le ricerche, non tanto le condizioni meteo, pur tornate gradualmente normali, quanto la vastità dell’area da battere. Il fiume, inatti, è lungo una quindicina di chilometri, ha un percorso tortuoso tra pareti alte anche 500 e 600 metri. E come se non bastasse la potenza della piena è stata tale che alcuni corpi sono stati trascinati per alcuni chilometri lungo il greto del torrente.

Le ricerche, sospese di notte per la impraticabilità delle gole, sono riprese all’alba, quando ai soccorsi si sono aggiunti anche gli uomini del Soccorso alpino e speleologico giunti da Campania e Basilicata, e l’elicottero dei Vigili del fuoco ha potuto riprendere il volo.

 

Gole del Raganello, Area naturale protetta dalla bellezza selvaggia

raganello

Le Gole del Raganello, a Civita, nel Parco nazionale del Pollino (ph. Aska).

Le Gole del Raganello, che fanno parte del Parco nazionale del Pollino, sono unìarea regionale protetta calabrese.

Il torrente Raganello taglia il massiccio roccioso nella parte orientale del Pollino creando un canyon lungo 12 km e profondo fino a 400 metri.

Il panorama che si offre al visitatore è di incomparabile e selvaggia bellezza. Scroscianti cascate, vasche d’acqua cristallina e scivoli naturali si susseguono nel letto del torrente, che durante le stagioni calde viene percorso a piedi.

Le Gole del Raganello costituiscono un canyon che si diparte dalla Sorgente della Lamia, fino a raggiungere l’abitato di Civita, che sorge su uno speronoe roccioso a picco sul fiume, proprio sopra il famoso Ponte del Diavolo.

Qui il corso del torrente Raganello diventa più regolare e scorre lungo una valle più aperta, che si mantiene tale fino alla foce.

Il canyon del Raganello viene distinto dagli esperti in due o tre parti: le Gole alte e le Gole basse e, secondo il sito di chi organizza le escursioni sul posto, anche le Gole medie.

Le Gole alte del Raganello o Gole di Barile partono dalla Sorgente della Lamia fino a raggiungere la cosiddetta Scala di Barile, nei pressi dell’abitato di San Lorenzo Bellizzi, in un percorso di circa 9 km. La conformazione del torrente è molto accidentata, ma di grande interesse naturalistico ed escursionistico.

Il canyon è costituito da due imponenti pareti rocciose: la Timpa di Porace-Cassano e la Timpa di San Lorenzo (1652 m), che sovrastano il torrente per un’altezza di circa 600-700 metri.

Il percorso si snoda attraverso scenari di ispirazione dantesca: il Grande Diedro, il Masso delle Rudiste, la Sorgente degli Equiseti, l’Anfiteatro del Diavolo.

Le Gole basse del Raganello partono dalla zona Pietraponte, dove si erge il ponte omonimo, un singolare macigno incastonato tra le pareti, fino a raggiungere la zona sottostante lo spettacolare Ponte del Diavolo, nei pressi di Civita, in un percorso di circa 8 km.

Il percorso è simile per conformazione a quello superiore, ma secondo gli esperti, più difficoltoso da percorrere, data la maggiore quantità d’acqua del bacino e la presenza di punti maggiormente scoscesi e accidentati: la Forra d’Ilice, la Conca degli Oleandri, la Tetra Fenditura, la Frana Ciclopica.