Colonnata, viaggio nel cuore delle Alpi Apuane

Colonnata, viaggio nel cuore delle Alpi Apuane

14 Agosto 2020 0 Di Patrizia Russo

In viaggio, direzione nord della Toscana, verso Colonnata. In cerca di altri paesaggi, storie e tradizioni. Alla scoperta di luoghi che hanno ancora molto da raccontare.

Viaggio a Colonnata, patria del marmo e del lardo

A circa sette chilometri da Carrara si trova il piccolo paese di Colonnata, conosciuto nel mondo per il marmo e per il lardo. Per raggiungerlo è necessario percorrere una strada impervia che costeggia le cave di marmo e le Alpi Apuane.

Assolutamente da vedere in autunno approfittando del foliage: le colorazioni del bosco che vanno dal verde, al giallo con sfumature rosse e marroni, si stagliano sullo sfondo candido delle cave offrendo un paesaggio dal carattere intenso.

La strada è la stessa che è stata percorsa da Michelangelo, Bernini, Canova, solo per citare i più famosi, quando salivano per scegliere i blocchi di marmo bianco che sarebbero poi diventate le bellissime sculture che ancora oggi ammiriamo.

Colonnata è un paese molto antico e la sua storia è legata al lavoro nelle cave e alla produzione del famosissimo lardo. Si narra che il paese fu fondato in epoca romana e il suo nome derivi dalla colonia romana che nel 40 a.c. fu istituita allo scopo di alloggiare gli schiavi impegnati come cavatori.

Camminando per le sue stradine è possibile ammirare lungo i vicoli, portali e icone in marmo molto antichi.

Nella piazza principale si erge un bellissimo campanile di marmo e pietra grigia che conserva ancora oggi tutta la sua maestosità. Adiacente alla piazza si trova la chiesa di San Bartolomeo e nel piazzale antistante la chiesa il Monumento al Cavatore sul quale è scolpita la storia di questo antico mestiere.

Carrara, il monumento al cavatore a Colonnata (ph. In14/P. Russo)

In tutto il paese si respira l’attaccamento degli abitanti alle due “preziosità” bianche che hanno resa famosa Colonnata.

Il piccolo centro è pieno di botteghe che vendono questo prezioso salume e se ci si affaccia nei laboratori è facile imbattersi in qualcuno che sta ricoprendo il lardo di sale, spezie ed erbe aromatiche per lasciarlo poi insaporire nelle caratteristiche conche di marmo.

E osservando la montagna, tutta bianca, è facile immaginare i cavatori che si incamminano lungo i sentieri, per affrontare una giornata di duro lavoro, portando con se un panino al lardo e un fiasco di vino.

In tutte le trattorie del borgo è possibile degustare questa prelibatezza, perché come dice la signora Monica, produttrice, qui il lardo viene meglio! La sua alta qualità, che gli ha permesso di ricevere il riconoscimento IGP (Identificazione di Origine Protetta), deriva da diversi fattori: dall’accurata attenzione artigianale che pretende una lavorazione manuale, dalla salatura che avviene rigorosamente da ottobre a maggio, dalla materia prima di base proveniente dal dorso di maiali di grande taglia, ma sicuramente è il microclima in cui si trova il paese il vero segreto che rende questo prodotto unico.

Carrara, la preparazione del lardo di Colonnata (ph. In24/P. Russo)

Carrara, la preparazione del lardo di Colonnata (ph. In24/P. Russo)

È piacevole conversare con Monica così le faccio qualche domanda. E lei, con il tipico accento del luogo, che è un misto tra ligure e sardo come ci tiene a precisare, mi racconta che le case a Colonnata sono fatte di pietra. E che lei, quando era bambina, nei buchi tra le pietre ci metteva dentro una bottiglia d’acqua che si conservava incredibilmente fresca, come in un moderno frigorifero.

La leggenda vuole che qualcuno, oltre all’acqua, ci ha messo del lardo avvolto in un telo e quando dopo sei mesi questo sacchetto fu estratto per mangiarlo si accorsero che era notevolmente più buono. Da lì la tradizione di conservare il lardo dentro la pietra.

Monica prosegue il suo racconto ricordando la battaglia avvenuta tra gli abitanti di Colonnata contro l’Asl che voleva far sostituire le conche di marmo con vasche inox; alla fine la tradizione ha avuto la meglio, permettendoci di continuare a degustare questo prodotto così pregiato!

Sono unici quei posti che ancora sono in grado di legare fortemente un paesaggio ad un prodotto, la tradizione delle produzioni ad un’intera popolazione. Così è Colonnata, fortemente ancorata al suo bianco marmo e al lardo esportato in tutto il mondo. Tutto ciò cattura il visitatore, attrae e coinvolge i sensi.