Con il decreto “Recovery” definita la governance del PNRR

Con il decreto “Recovery” definita la governance del PNRR

31 Maggio 2021 0 Di Tommaso Corno

Nelle misure del DL Semplificazioni recentemente approvato dal Governo è stato definito il funzionamento della cabina di regia per l’attuazione del PNRR. Al MEF il compito di fare da ponte con Bruxelles.

Governance PNRR: definita la cabina di regia

È stato approvato dal Consiglio dei Ministri il testo del DL Semplificazioni, meglio noto come “Recovery”, che incorpora governance e semplificazioni per quanto riguarda l’attuazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Il documento istituisce la cabina di regia “a geometria variabile” già preannunciata dal premier Mario Draghi, che vedrà il Governo impegnato nell’indirizzare l’attuazione del piano, definendone la composizione e lo scopo.

 

In attesa della pubblicazione in gazzetta ufficiale, Palazzo Chigi ha annunciato attraverso un comunicato stampa i contenuti principali del decreto. Le riunioni della cabina di regia saranno presiedute dal Presidente del Consiglio con la partecipazione dei ministri e sottosegretari di competenza per le tematiche trattate. Il tavolo sarà esteso ulteriormente ai Presidenti di Regione e delle Province Autonome, oltre al Presidente della Conferenza delle Regioni, per discutere l’attuazione delle varie misure previste a livello regionale.

 

Il ruolo di regioni ed enti locali

Con l’inclusione di Regioni ed enti locali nella cabina di regia, si delineano due dei tre piani sui quali la stessa si sviluppa. Il primo di questi è politico e focalizzato sul ruolo del CdM e dei singoli ministeri, mentre il secondo è un piano di dialogo sociale che chiama in causa gli organi più vicini allo sviluppo dei progetti legati al PNRR.

Il Ministro per gli Affari Regionali, Mariastella Gelmini, ha sottolineato l’importanza degli enti locali nella fase di attuazione ed implementazione del PNRR, aggiungendo inoltre – in merito alla struttura della cabina di regia e dei nuovi organi istituiti attraverso il decreto – che “con il governo Draghi emerge una chiara discontinuità rispetto al precedente governo nei rapporti tra i diversi livelli di governo”. Si può dedurre, dunque, che lo scopo della “geometria variabile” voluta da Draghi sia proprio quello di includere nel processo decisionale le varie parti interessate, nel tentativo di evitare scontri fra Governo ed enti locali simili a quelli che hanno caratterizzato il contrasto alla pandemia nell’esecutivo di Giuseppe Conte.

 

Proprio in materia di Regioni ed enti locali, il decreto prevede un sistema di mediazione nel caso dovessero verificarsi situazioni di opposizione alle decisioni della cabina di regia. Il Presidente del Consiglio ed il Ministro per gli Affari Regionali potranno infatti convocare la Conferenza permanente per i rapporti fra Stato, Regioni e Province Autonome nel tentativo di trovare un accordo reciproco. In assenza del raggiungimento di un accordo entro 15 giorni, la parola passerebbe al Consiglio dei Ministri per mettere in atto misure sostitutive nei confronti dei soggetti attuatori.

 

 

Sul PNRR il MEF diventa punto di riferimento per governance e dialogo con Bruxelles

Un ruolo fondamentale nella governance del PNRR sarà svolto dal Ministero dell’Economia e delle Finanze. Per quanto riguarda l’elemento politico della cabina di regia, il Ministro Daniele Franco avrà un posto fisso al tavolo attuativo, affiancando dunque il premier in tutte le riunioni.

Ma il compito del MEF, secondo quanto previsto dal decreto, si estende anche al monitoraggio ed alla rendicontazione del Piano. L’istituzione del Servizio centrale per il PNRR presso lo stesso Ministero servirà a fare da “ponte” con Bruxelles per quanto riguarda l’attuazione, favorendo il dialogo con le istituzioni europee, in particolare con la Commissione, ed aggiungendo così un ulteriore livello di coordinamento sul piano politico.

Per quanto riguarda l’elemento tecnico della governance sul PNRR, la Segreteria tecnica istituita presso il CdM avrà il ruolo di mantenere Governo e Parlamento informati sui vari sviluppi in materia, aggiungendo così un ulteriore piano alla struttura della cabina di regia e supportando quest’ultima nello svolgimento delle proprie mansioni.