Conferenza programmatica del Pd, Gentiloni evoca il Pentapartito

Conferenza programmatica del Pd, Gentiloni evoca il Pentapartito

29 Ottobre 2017 0 Di Marino Marquardt

Il percorso Renzusconiano di creare un nuovo pentapartito si realizza con il discorso di Gentiloni alla Conferenza programmatica del Pd.

Così Gentiloni evoca il Pentapartito

6 dicembre 2010. Il Piano propiziato dall’amico di famiglia Denis Verdini cominciò a prendere forma quel giorno. All’ombra di cappucci, grembiulini e compassi, naturalmente… Fu infatti la sera di quel 6 dicembre che l’allora sindaco di Firenze Matteo Renzi si recò ad Arcore su invito del padrone di casa, l’allora premier Silvio Berlusconi. I Due cenarono amabilmente insieme… Da quella sera si dipanò il filo rosso che avrebbe portato alla mutazione genetica del Pd e al Rosatellum, il recente dono che il Puttaniere Emerito ha gradito e incassato senza dover pagare neanche lo scotto di una fiducia delle otto imposte dal Ragazzo di Rignano e disposte dal prono Paolo Gentiloni.

Il percorso renzusconiano sembra ormai prossimo al traguardo. L’ultimo tratto è in discesa per Silvio il quale potrà avvalersi di Matteo Renzi (futuro capo cameriere di Arcore) come portatore d’acqua. Un gregario prezioso che avendo trasformato il Partito Democratico in Partito Democristiano ha facilitato la corsa del leader di Forza Italia.

Il percorso Renzusconiano di creare un nuovo pentapartito si realizza con il discorso di Gentiloni alla Conferenza programmatica del Pd.La conferma della mutazione del Partito è ormai sotto gli occhi di tutti e l’ha fornita Gentiloni nel corso del suo intervento alla “Leopolda del mare” napoletana:

“Con Renzi governo con assetto largo”.

Poche parole che fotografano la strategia dei democristiani del Terzo Millennio. E’ la stessa degli antenati del Millennio precedente. Ricordate il Pentapartito? Ricordate democristiani, liberali, repubblicani, socialisti, socialdemocratici appassionatamente insieme? Costoro non erano belli a vedersi ma riuscivano ad accontentare la gente avendo la possibilità di stampare denaro…

Oggi non è più possibile stampare soldi quindi è necessario vendere illusioni e lanciare fumo negli occhi anche attraverso gli schizofrenici dati Istat a pioggia e gli incoraggiamenti delle Agenzie di rating. Tutti escamotage che comunque non incidono nell’immediato sui bisogni della gente. E le diseguaglianze sociali aumentano…

Si torna al modello Pentapartito, dunque. Ma – estinti i partiti storici con i relativi bagagli culturali – Silvio e il suo Capo Cameriere in pectore dovranno rimediare ricorrendo alle bottegucce personali, là dove si vendono uomini e voti a prezzi stracciati.

Morale della favola, gli italiani si ritroveranno una maggioranza di governo con Silvio, Matteo e la corte dei miracoli composta dai vari Verdini, Alfano, Casini, Fitto, Formigoni, Barani, D’Anna e compagnia bella… Un quadro destinato a fregare il duro e puro – ma scemo – Matteo Salvini.

Domenica prossima intanto si vota in Sicilia. Giochi chiusi a favore dei berlusconiani? C’è ancora chi spera di ascoltare un forte urlo di rivolta uscire dalle urne. E il sottoscritto tra costoro…