Consultazioni per il governo, Draghi parla di programmi

Consultazioni per il governo, Draghi parla di programmi

10 Febbraio 2021 0 Di Pietro Nigro

Emergono i primi dettagli del programma che il premier incaricato Draghi sta spiegando nelle consultazioni. Grillo rinvia il voto online.

Consultazioni, secondo giorno. E Draghi inizia a parlare di programmi

Finisce la seconda giornata di consultazioni di Mario Draghi, che tra lunedì e martedi ha incontrato per la seconda volta i gruppi parlamentari. Ed iniziano a trapelare i primi dettagli del possibile programma che il premier incaricato sta presentando ai possibili partner di maggioranza. Ma il colpo di scena della giornata è quello messo in atto da Beppe Grillo, che ha fatto rimandare la votazione degli iscritti al M5s sulla piattaforma on line di Rousseau.

Ebbene, a quanto inizia a trapelare dai vari incontri e viene riportato dalle agenzie di stampa, Draghi ha già individuato i punti forti del programma di governo che intende sottoporre alla fiducia del Parlamento.

La prima parola chiave è Vaccini, con il Piano vaccinale che dovrebbe essere accelerato dalle “novità” positive in arrivo per i contratti con le case produttrici e dal miglioramento della logistica in Italia. Inoltre, pare che Draghi consideri il personale scolastico e i docenti una categoria da inserire tra le priorità delle vaccinazioni, mentre tra gli studenti si dovrebbe incentivare l’uso dei tamponi rapidi. Inoltre, per i vaccini, dovrebbe essere implementata una piattaforma digitale unica nazionale e call center per le prenotazioni.

La seconda parola chiave è Fisco, che comprende sia una riforma fiscale con rimodulazione delle aliquote e degli scaglioni, ma mantenendo la progressività, senza dunque flat tax o aliquota unica e senza nuove tasse o imposte, sia una lotta serrata all’evasione, che non può essere considerata strutturale.

La terza parola chiave è Sussidi per il lavoro, che però saranno sottoposti a un processo di riordino e razionalizzazione, e ristori per sostenere le piccole e medie imprese danneggiate da Covid.

E infine ripresa economica, che sarà stimolata innanzitutto dalla creazione di occupazione con un programma di investimenti pubblici, con la riapertura dei cantieri, considerato che molti investimenti già sono stati fatti.

Per quanto riguarda le consultazioni della giornata di oggi, che sono iniziate alle 11, sempre alla Camera, i primi incontri sono stati con le delegazioni di Europeisti – MAIE- Centro Democratico del Senato (Riccardo Antonio Merlo, Andrea Causin e Gregorio De Falco), e di Liberi e Uguali, con il gruppo Camera e la componente del Senato, rappresentati da Federico Fornaro e Loredana De Petris).

“Abbiamo riconfermato a Draghi la nostra disponibilità ad accogliere l’appello del presidente Mattarella e procedere alla interlocuzione nei modi che lui ritienga“, ha detto Fornaro al termine della consultazione – Il nostro auspicio è che le tre forze dell’alleanza, M5S, Pd e Leu, possano concordare un atteggiamento univoco sul costituendo governo Draghi. Come credo che varrà per tutti i gruppi parlamentari, ci riserveremo di dare una valutazione complessiva dopo che il presidente incaricato avrà fatto le ulteriori fasi”.

Inutile, dunque, per ora parlare di ministri, ma, ha spiegato la De Petris, “Riteniamo opportuno che ci sia, dopo la presentazione accurata del programma, un processo di confronto e condivisione” con Pd e M5S, “perché pensiamo che anche per il futuro questa sia un’alleanza strategica per il Paese”.

Governo Draghi: Italia Viva ci sta, Fratelli d’Italia no

E’ stata poi la volta – alle 12.30, di italia Viva – gruppo Camera e Italia Viva-PSI del Senato la cui delegazione composta da Matteo Renzi, Maria Elena Boschi, Teresa Bellanova e Davide Faraone era attesa a partire dalle 12.30.

“Con Matteo Renzi abbiamo espresso il totale sostegno di Iv all’impianto di programma e alle scelte che Draghi porterà avanti – a parlare con i giornalisti è la ex ministra Bellanova – con grande attenzione al piano vaccinale che va rafforzato rapidamente con attenzione al mondo della scuola”.

A convincere di più Italia Viva, secondo la Bellanova, i “punti del programma da noi fortemente condivisi a partire dall’europeismo e dal forte ancoramento all’atlantismo e fino alla grande sostenibilità ambientale. In questi punti fondamentali c’è grande interesse ed attenzione alla fiducia da rafforzare nel Paese. I Cantieri, la creazione di opere utili per il Paese, di posti di lavoro, un forte sostegno al turismo e alle attività produttive, niente finanziamenti a pioggia ma incentivi in modo duraturo”.

Il governo Draghi piace anche alla Lega, che potrebbe perciò entrare nella compagine ministeriale, ma questa prospettiva non creerebbe problemi, secondo la Bellanova, perché “Il programma di Draghi ci vede assolutamente convinti nel sostegno: punta su questioni su cui battiamo da tempo. Bisogna partire dai temi e non dalle persone”.

Chi invece non ci sta a dare fiducia a Draghi, né ad entrare nel suo governo, è Fratelli d’Italia, la cui delegazione (con la segretaria Giorgia Meloni e i capigruppo di Camera e Senato, Francesco Lollobrigida e Luca Ciriani), prevista per le 13.15 è rimasta a colloquio con il premier incaricato per oltre un’ora.

“E’ stato un incontro basato sui contenuti, ci limitiamo a un confronto franco su questo. Non mi aspettavo che Draghi potesse leggere le nostre proposte ieri notte, ma la nostra posizione è immutata. Non voteremo la fiducia ma faremo opposizione responsabile e patriottica”, ha ribadito la leader di Fdi all’uscita dal colloquio.

Ma il partito, che pure ha presentato a Draghi le sue proposte, ha richiesto l’abolizione del cashback, per far liberare 5 miliardi di euro, ed ha posto la questione della difesa delle infrastrutture nazionali “che devono rimanere pubbliche”, chiedendo altresì “che il suo governo ponga fine alla stagione dei Dpcm”.

Pd, Zingaretti ribadisce la fiducia al “professor” Draghi

Alla ripresa pomeridiana, alle 15, è stato il turno dei gruppi Pd di Camera e Senato (Nicola Zingaretti, Andrea Orlando, Valentina Cuppi, Graziano Delrio e Andrea Marcucci) e alle 15.45 di

“Siamo veramente molto soddisfatti per le linee guida e abbiamo apprezzato l’approccio culturale, strategico del professore. – ha riferito al termine della consultazione il segretario ZingarettiCrediamo che i contenuti e la visione sono sicuramente garanzia di serietà, stabilità, forza e autorevolezza della sfida governativa del professor Draghi. Non possiamo che confermare fiducia”.

A piacere a Zingaretti, in particolare i principi illustrati da Draghi per la eventuale riforma fiscale, che sarà senza condoni e senza nuove tasse, con la progressività fiscale e la dovuta attenzione alla fiscalità del lavoro.

Non si sarebbe parlato, invece, con il Pd né di ministeri né di formula di governo, che competono al premier incaricato, anche se Zingaretti ha ribadito che Pd e Lega sono e rimangono “forze alternative e per questo abbiamo detto nessun veto a prescindere. Il punto è verificare quale perimetro programmatico e parlamentare il governo dovrà avere, è la valutazione che deve fare Draghi ed è il cuore di questi colloqui“.

Forza Italia chiede scelte di alto profilo, Salvini il ministero per i disabili e la cabina di regia unica per turismo moda e mobile

Secondo gruppo a incontrare Draghi, nel pomeriggio, è la delegazione di Forza Italia Camera e Forza Italia – UDC Senato, guidata da Silvio Berlusconi, che ha ribadito la disponibilità a sostenere il governo Draghi.

“Quello che nasce è un governo che si fonda sull’unità del Paese e delle forze politiche senza preclusioni alcune. E’ la risposta a una grave emergenza e durerà il tempo necessario per superarla – ha detto Berlusconi ai giornalisti dopo l’incontro – Ho confermato al presidente incaricato il sostegno di Forza Italia con la sollecitazione di fare scelte di grande profilo tenendo conto delle indicazioni dei partiti, ma decidendo in piena autonomia”.

Poi è stata la volta dei gruppi Lega-Salvini Premier della Camera e di Lega-Salvini-Premier-partito Sardo d’Azione al Senato.

Abbiamo parlato di tante cose, non di ministeri, governi politici e tecnici e non ne parleremo perché abbiamo fiducia nell’idea di squadra per l’Italia“, ha detto Salvini, al termine dell’incontro, quando ha ricordato che l’unica “deroga” sul punto è stata fatta quando ha chiesto che venga istituito il ministero per i disabili.

Per il resto, Salvini e Draghi avrebbero parlato di Europa e di interesse nazionale in Ue, con la Lega che ha ribadito il suo no all’austerità e a qualsiasi patto lacrime e sacrifici, di transizione ecologica, ma “senza ideologia“, di ritardi e pasticci commessi dalla precedente gestione dei vaccini, di “pace fiscale”.

Rinnovata dunque la disponibilità della Lega ad entrare nel governo: “Speriamo che nessuno si metta di traverso”, ha detto Salvini, che però ha ribadito di  non aver parlato con Draghi di ministri e ministeri, ma ha chiesto una unica regia per “le tre eccellenze italiane, come turismo, moda e mobile, sotto un’unica unica regia”.

Il Movimento 5 Stelle chiede un superministero per l’ambiente, e Grillo rimanda il voto online

Ultimo in ordine di consultazione, era previsto alle 17.15, il gruppo del Movimento 5 stelle (Beppe Grillo e Vito Crimi) che e uscito dal Montecitorio poco prima delle 19. Gruppo che ha chiesto a Draghi di ipotizzare una sorta di superministero in cui accentrare le politiche in materia di ambiente e che avrebbe ricevuto ampie rassicurazioni sui temi “cari” ai Cinquestelle, come ha specificato Crimi: reddito di cittadinanza e misure universali di sostegno innanzitutto, e infine il Mes, che “Draghi non ha citato nella sua elencazione“.

Il nuovo super ministero, in particolare, dovrebbe sorgere sul modello francese che anche Draghi pare abbia esaminato, e che dovrebbe coordinare le politiche e gli investimenti che mettano l’ambiente come filtro dell’attività. Escluso dunque il Mes, “Gli investimenti devono partire dal Recovery plan che al suo interno contiene quanto serve per il Paese. Partirà da quello che c’è già, elaborato grazie al lavoro del governo uscente e dei nostri ministri. Nessuno stravolgimento ma da lì si parte“.

Ma è di Beppe Grillo il colpo di scena della serata, che di fatto congela il voto degli iscritti sulla piattaforma Rousseau, almeno per il momento.

Mi aspettavo il ‘banchiere di dio’ e invece è un grillino, mi ha detto ‘vorrei iscrivermi’… Il discorso è che questa persona è aperta, sincera o non sincera, io aspetterei che faccia in modo pubblico le dichiarazioni che ha fatto a noi – dice Grillo facendo in un video il punto dopo le consultazioni – Ha detto che il reddito di cittadinanza è una grande idea, ha detto che abbiamo cambiato la politica in questo paese con l’onestà, abbiamo fatto un miracolo. Ha detto che il reddito serve con la pandemia. Su questi temi mi ha dato ragione su tutto. Votare domani, aspettiamo un attimo. Lui non ha finito, aspettiamo che dica pubblicamente cosa vuole fare. Non ha ancora le idee chiare, ma non le ha nessuno. E’ una persona che mi chiama ‘l’elevato’… io non so come chiamarlo… ‘supremo’… Io aspetterei un attimo a fare delle domande a cui voi dovete dare le risposte, andare non andare… Vi chiedo un attimo di pazienza“, conclude.