Conte licenzia il sottosegretario Siri. Due ceffoni a Salvini e a Giorgetti. Governo in bilico

Conte licenzia il sottosegretario Siri. Due ceffoni a Salvini e a Giorgetti. Governo in bilico

02 Maggio 2019 0 Di Marino Marquardt

Il premier Giuseppe Conte rifiuta il pastrocchio delle dimissioni a posteriori annunciate da Armando Siri pochi minuti prima (“Pronto a dimettermi entro 15 giorni se le accuse non saranno archiviate”, aveva detto ndr), tira fuori gli attributi, convoca ad horas una conferenza stampa, e con argomentazioni spalmate con vaselina e improntate alla saggezza e all’equilibrio licenzia il Sottosegretario leghista indagato per corruzione.

Il Leghista sarà messo alla porta nel prossimo Cdm

Siri – peraltro pregiudicato per bancarotta fraudolenta – sarà messo alla porta nel prossimo Consiglio dei Ministri. “Le dimissioni non si annunciano, si danno”, bacchetta Conte di fronte ai giornalisti.

Un ceffone a Matteo Salvini e un altro all’eminenza grigia del Carroccio Giancarlo Giorgetti che soltanto ieri aveva sentenziato: “Siri resta al suo posto!”.

Indubbiamente uno strappo verso una delle due forze di Governo- questo del Premier – che potrebbe lasciare il segno. Uno strappo a poche ore dalle dure parole di Luigi Di Maio a proposito della reintroduzione delle Province proposta da Salvini.

Il Leader della Lega – a proposito del caso Siri – aveva pilatescamente detto: “Lascio la decisione a lui e a Conte”. Da verificare ora come la prenderà al rientro dalla ennesima crociata anti-migranti. Spunto per la sua becera propaganda l’odierna visita nell’Ungheria dell’amico Orban.

Finora Salvini aveva dribblato le polemiche nascondendo la rabbia pretestuosamente dietro il refrain “non ho tempo per le polemiche, ho da lavorare”. Ora però il Leghista deve decidere se incassare in silenzio o reagire alla legnata di Conte, una mazzata probabilmente caldeggiata da Di Maio.

Si annunciano toni ancor più aspri e liquidatori tra i due Soci del Governo, dunque. Salvini deve fare i conti con la ritrovata intransigenza dei Cinquestelle, vale a dire con la intransigenza di quegli stessi cofirmatari del contratto di Governo che si erano macchiati del torto di aver lasciate impunite le scorrettezze e le scorrerie del Capo del Carroccio in campi di non propria competenza.

In attesa degli eventuali sviluppi prendo atto della buona notizia rappresentata dai ceffoni assestati da Conte a Salvini e a Giorgetti. Il vento forse finalmente sta cambiando…

02/05/2019   h.20.20