Conte si dimette e va dal Presidente, aperta la crisi di Governo

Conte si dimette e va dal Presidente, aperta la crisi di Governo

26 Gennaio 2021 0 Di Rebecca Faioni

Il Presidente del Consiglio Conte rassegna le dimissioni e apre ufficialmente la crisi di governo. Ora la palla passa al presidente Mattarella.

Ufficialmente aperta la crisi di governo

Giuseppe Conte rassegna le dimissioni e apre ufficialmente la crisi di governo. Si aggrava così la crisi politica che il ministro degli Esteri Luigi Di Maio definisce “senza senso”.

La crisi è iniziata con le proteste di Italia Viva contro il piano proposto per l’utilizzo dei fondi europei concessi all’Italia con il Recovery Fund. Fino a ieri sembrava soltanto una minaccia, dissoltasi parzialmente la settimana scorsa con la fiducia di entrambe le Camere. Oggi invece diventa ufficiale: è aperta la crisi di governo, e comincia con la riunione del Consiglio dei Ministri e le dimissioni del premier a Palazzo Chigi.

Dimissioni, perché Conte rimette l’incarico

Le voci intorno alle dimissioni di Conte girano tra i palazzi istituzionali di Roma già dalla giornata di domenica. Il governo Conte bis è riuscito a ottenere la fiducia alla Camera e al Senato, seppure quella di Palazzo Madama rimanesse limitata e in bilico.

Ma il caso ha voluto che, all’indomani del voto di fiducia al governo, dovesse seguire quello relativo alla relazione sullo stato della Giustizia del Guardasigilli Alfonso Bonafede, previsto per mercoledì 27 gennaio e ora rinviato.

Una questione scottante che ha già alimentato lo scontro all’interno della maggioranza, specialmente sul tema prescrizione, che ha visto il Movimento 5 Stelle e Italia Viva come principali duellanti.

Sì, la settimana scorsa le Camere hanno garantito la fiducia a Conte, ma nel frattempo il tema giustizia ha riacceso la discussione sui numeri preannunciando una possibile mancanza di maggioranza.

Il partito renziano, ago della bilancia, ha già preannunciato da tempo il suo voto contrario alla relazione che Bonafede avrebbe dovuto presentare in Senato.

Senza l’appoggio di Italia Viva, con la previsione di un voto contrario a Palazzo Madama sulla questione Bonafede, Conte rischia di fallire anche nell’ottenere un allargamento della maggioranza.

Lunedì le voci sulle dimissioni si rafforzano, con maggiori pressioni da parte del Pd di Zingaretti per l’effettiva rassegna delle dimissioni di Conte, e l’apertura di una crisi pilotata, vista come unica strada verso un Conte ter con una più ampia maggioranza per ricominciare.

Dopo il Consiglio dei ministri Conte sale al Quirinale, ora tocca a Mattarella

E così questo martedì mattina alle 9 Conte rende pubbliche le sue intenzioni al Consiglio dei Ministri, e annuncia la sua salita al Colle per rimettere l’incarico al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Intanto alla riunione delle 9 di Palazzo Chigi il premier ringrazia.

Ringrazio l’intera squadra di governo, ogni singolo ministro, per ogni giorno di questo mese insieme”.

Dopo la visita al Quirinale, Conte raggiungerà prima la presidente del Senato Elisabetta Casellati e subito dopo Roberto Fico, presidente della Camera.

La patata bollente della crisi ha visto diversi passaggi di mano, prima alla Camera dei Deputati, poi al Senato, che però hanno confermato la fiducia a Conte, ancora una volta nelle mani di Italia Viva, un po’ per sfortuna data la situazione legata al caso Bonafede.

E finisce ora nelle mani del Presidente della Repubblica, che accetta le dimissioni, ma con riserva. Significa cioè che sentirà i gruppi parlamentari e i “responsabili”, si parla di 10/15 senatori, per trovare una maggioranza che possa semmai garantire un nuovo governo Conte, con una maggioranza più larga, sia per un riavvicinamento a Italia Viva di Renzi, o per l’appoggio di quei senatori responsabili che facciano spostare l’ago della bilancia, rendendo innocuo il partito renziano.

Le consultazioni, che saranno senza dubbio un percorso a ostacoli, è previsto che inizino mercoledì pomeriggio, in seguito alle celebrazioni in occasione della Giornata della Memoria.

Le strade alternative: Conte ter, nuovo Premier o ritorno alle urne?

Nel frattempo, si pensa alle possibili alternative. Pd, M5S e LeU dichiarano il loro pieno sostegno a Conte rendendo chiaro il loro appoggio per un governo Conte ter, già confermatogli ancor prima delle dimissioni. Roberto Speranza, capo della delegazione LeU, dice“sono a fianco di Conte”, il M5S descrive un governo Conte ter come “unico sbocco”, e ancora, Zingaretti spera in un nuovo Governo Conte con “base parlamentare più ampia”. Si punta su centristi e Forza Italia per ora.

In caso però di mancata coalizione, scatta l’opzione di un nuovo premier con l’attuale maggioranza più Italia Viva, oppure con una nuova maggioranza.

Esiste anche la possibilità di un governo tecnico. Se Mattarella in seguito alle consultazioni riterrà la crisi di governo come un tunnel senza uscita, si verificherà allora l’ulteriore scenario di scioglimento delle Camere, e ritorno al voto con elezioni anticipate.