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Conti italiani sotto lente ingrandimento UE. Ma Big non hanno più titoli per giudicare

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Palazzo dell'Unione europea di Bruxelles

La querelle, tra sussurri e grida, minacce, sorrisi e strette di mano, va avanti da tempo. E comincia a stancare. La Ue – come è noto – insiste: vuole dettare le regole al Governo italiano, vuole controllarne i conti… E gli Inquilini dei Palazzi romani, di Palazzo Chigi e dintorni, cercano di svolgere al meglio i compitini…

Una Europa sempre più ammaccata pretende di dettare le regole all’Italia

Il tutto in un contesto in cui la Francia di Emanuel Macron è sull’orlo di una crisi di nervi; la  Germania di Angela Merkel non se la passa bene; la Grecia di Alexis Tsipras è ancora piena di lividi; la Spagna di Pedro Sanchez barcolla, i Paesi di Visegrad fanno blocco contro ogni istanza solidaristica; l’Austria riscopre con Sebastan Ruiz antiche tentazioni ispirate alla purezza.

Questa è l’Europa bacchettatrice dell’Italia e negatrice dei valori del Manifesto di Ventotene. Questa è l’Europa dei piccoli e grandi egoismi al servizio delle Banche d’Affari e dei Signori della Finanza.

Questa Europa ammaccata, con leader non in grado di interpretare i bisogni dei rispettivi popoli, questa Europa dei figli e figliastri vuole dare lezioni al Governo italiano. E vuole imporre il proprio punto di vista su cosa sia giusto fare e non.

Meno male che c’è Trump… Il paradosso sovranista è d’obbligo

Meno male che c’è Donald Trump, verrebbe da dire. E’ un paradosso sovranista, ovviamente. Il presidente Usa apertamente e il presidente russo Vladimir Putin a bassa voce e con discrezione, sono gli unici a sostenere – per interessi contrapposti – l’azione del  Governo italiano.

La sensazione, insomma, è che i leaders europei non abbiano più i giusti titoli per impartire – attraverso i rispettivi emissari a Bruxelles – lezioni economiche al nostro Paese.

Il tutto mentre Oltralpe resta accesa la miccia della rivolta popolare. E i week end roventi all’ombra dell’Eliseo e dell’Arco di Trionfo parigino la dicono lunga sulla collera montante tra le fasce sociali deboli francesi.

Il gene del 1789, l’anno della Rivoluzione, sta riprendendo vigore tra i transalpini.

E’ un segnale e un ammonimento per la sdrucita UE…

04/11/2018   h.18.20