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Contratto Enti locali: firmato quello del 2022-24, si lavora anche al 2025-27

Contratto Enti locali: firmato quello del 2022-24, si lavora anche al 2025-27

04 Novembre 2025 Off di Gerardo Nigro

Dopo 17 mesi di trattative, arriva la firma del contratto collettivo nazionale per oltre 430mila dipendenti degli enti locali. Cgil non firma: “Non copre l’inflazione”.

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Firmato il nuovo Ccnl Enti locali 2022-2024: aumenti del 6%, più flessibilità e nuove tutele. Ma la Cgil non firma: “Non copre l’inflazione”

Si chiude dopo oltre 17 mesi di trattativa il negoziato per il rinnovo del Contratto collettivo nazionale di Lavoro Ccnl Enti locali 2022-2024 del comparto Funzioni Locali, firmato nella sede dell’Aran tra l’Agenzia per la Rappresentanza Negoziale delle Pubbliche Amministrazioni e i sindacati Cisl, Uil e Csa.

A restare fuori è la Cgil Funzione Pubblica, che ha scelto di non sottoscrivere l’accordo giudicandolo insufficiente rispetto al carovita.

Il nuovo contratto interessa oltre 430.000 dipendenti di Regioni, Comuni, Province, Città Metropolitane e Camere di Commercio, un comparto fondamentale per l’erogazione dei servizi ai cittadini e per il funzionamento della macchina amministrativa del Paese.

Aumenti salariali fino al 5,78% e arretrati medi di 2.357 euro

Nel dettaglio, il CCNL Funzioni Locali 2022-2024 prevede aumenti medi mensili lordi di 136,76 euro per tredici mensilità, pari al 5,78% del monte salari 2021.
Considerando anche lo 0,22% destinato al trattamento accessorio, l’aumento complessivo raggiunge circa 140 euro al mese, con arretrati medi stimati in 2.357 euro.

Per il vicepresidente vicario dell’Anci, Daniele Silvetti, il contratto rappresenta “un riconoscimento concreto dell’impegno e della professionalità di chi garantisce servizi essenziali per i cittadini”.

Silvetti sottolinea anche il ruolo del Governo Meloni, che “ha stanziato 150 milioni di euro in due anni per garantire la continuità contrattuale e avviare la nuova tornata 2025-2027”.

Più flessibilità e nuove modalità di lavoro: si potrà lavorare quattro giorni a settimana

Tra le innovazioni più significative introdotte dal rinnovo, spiccano le misure per flessibilizzare l’organizzazione del lavoro.

In via sperimentale e su base volontaria, i dipendenti potranno distribuire le 36 ore settimanali su quattro giorni, una misura che mira a migliorare la conciliazione vita-lavoro e ridurre gli spostamenti, anche in chiave ambientale.

Per la prima volta, inoltre, il buono pasto sarà riconosciuto anche a chi lavora in modalità agile (smart working), un passo avanti importante verso l’inclusione dei lavoratori pubblici nel modello di lavoro ibrido.

Il contratto prevede poi un aumento della retribuzione di posizione per gli incarichi di Elevata Qualificazione (EQ) — da 18.000 a 22.000 euro annui — e la possibilità, per il personale della Polizia Locale, di cumulare incentivi dai proventi del Codice della Strada e indennità di ordine pubblico.

Tutele rafforzate: patrocinio legale, salute e lavoro da remoto

Sul fronte delle garanzie sociali e sanitarie, il nuovo CCNL introduce una serie di misure innovative:

  • Patrocinio legale a carico dell’ente per i dipendenti vittime di aggressioni durante il servizio;
  • Ampliamento delle tutele retributive per accessi ambulatoriali, visite specialistiche, esami diagnostici e follow-up;
  • Possibilità di aumentare i giorni di lavoro da remoto per chi ha particolari esigenze di salute o familiari, tramite contrattazione integrativa.

Un insieme di interventi che, secondo l’Aran, rafforza il legame tra benessere del personale e qualità dei servizi pubblici erogati.

Zangrillo: “Accordo equilibrato e sostenibile”

Per il ministro della Pubblica Amministrazione Paolo Zangrillo, la firma rappresenta “un risultato importante per oltre 430mila dipendenti che operano quotidianamente nei nostri enti locali”.

Zangrillo ha voluto sottolineare la volontà del Governo di garantire continuità contrattuale: “Con questa firma manteniamo l’impegno sulla continuità e poniamo le basi per la nuova tornata 2025-2027, per la quale ho già trasmesso all’Aran l’atto di indirizzo quadro”.

Sulla stessa linea il presidente dell’Aran, Antonio Naddeo, che ha definito l’intesa “sostenibile e soddisfacente”, evidenziando che l’accordo “ha tenuto conto delle aspettative dei lavoratori e della sostenibilità del sistema”.

Fumarola (Cisl): “Soddisfatti, ora il tavolo per il 2025-2027”

Positiva la reazione della Cisl. La segretaria generale Daniela Fumarola ha parlato di “una trattativa lunga e complessa, conclusa grazie alla responsabilità e alla perseveranza”, esprimendo soddisfazione per i miglioramenti economici e normativi ottenuti e auspicando “l’apertura immediata del tavolo per il rinnovo 2025-2027”.

Cgil non firma: “Aumenti insufficienti, lavoratori penalizzati”

Di segno opposto la posizione della Cgil Funzione Pubblica, che non ha firmato l’accordo.
La segretaria nazionale Tatiana Cazzaniga ha dichiarato che “un aumento del 6% non basta: l’inflazione tra il 2021 e il 2024 è stata del 16%, e questo contratto lascia i lavoratori con il 10% in meno in busta paga”.

Cazzaniga ha inoltre criticato la scelta di spalmare nel tempo i fondi aggiuntivi da 100 milioni di euro, disponibili solo a partire dal 2028: “Le lavoratrici e i lavoratori non possono aspettare due anni per pagare mutuo, affitto o bollette. Quelle risorse servono subito”.

La Cgil chiede quindi di anticipare i fondi e ampliarne la platea, sottolineando la necessità di valorizzare le carriere nel settore pubblico per rendere più attrattivo il lavoro negli enti locali, spesso penalizzato da retribuzioni basse e percorsi di crescita limitati.

Prospettive future: verso la nuova stagione contrattuale 2025-2027

Con la firma del nuovo contratto, si apre già la fase preparatoria per il rinnovo 2025-2027.

Il ministro Zangrillo ha confermato che l’atto di indirizzo è stato trasmesso all’Aran, con l’obiettivo di accelerare la contrattazione e garantire stabilità salariale in un contesto economico ancora incerto.

Per la prima volta nella storia repubblicana — come sottolineato dal vicepresidente dell’Anci Silvetti — “tutti i CCNL pubblici verranno sottoscritti entro il 2025, a eccezione della scuola”, segnando un passo di normalizzazione contrattuale atteso da anni.

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