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Cori razzisti, Salvini è per linea soft. E’ il Ministro che cantava “Napoli merda…”

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Napoli Dimaro Ancelotti De Laurentis
Napoli, il presidente De Laurentis e il tecnico Carlo Ancelotti in conferenza stampa (Ph. SSCN)
Severo e spietato contro i poveri disgraziati dalla pelle nera che non fanno male ad alcuno, tollerante verso i bianchi che insultano dagli spalti gli avversari neri e i napoletani. E’ la doppia morale del Leader della Lega, il Barbaro che usa rosario e Vangelo come kit elettorale.

Quando il Leghista insultava i napoletani…

Memore dei suoi canti offensivi contro il Napoli e i napoletani Matteo Salvini, Ministro dell’Interno nonché leader della Lega, si mostra tollerante verso i cori razzisti che domenicalmente si levano dagli spalti contro i calciatori neri che militano nelle squadre del Sud. Si guardano bene – infatti – gli imbecilli degli spalti dall’indirizzare insulti verso giocatori di colore al servizio di Società settentrionali.
Salvini razzista era e razzista è rimasto. E’ razzista dentro nonostante i vani tentativi di passare la sua testa nella lavatrice. Il razzismo è del resto una macchia indelebile che gli idioti portatori di questa perversione morale sono condannati a portarsi dietro. Il razzismo è una macchia che – benché sbianchettata dalle belle parole e dalla ipocrisia – riaffiora con la massima nitidezza alla prima occasione. E’ come l’erpes, prima o poi rispunta fuori.
Correva l’anno 2009. Festa di Pontida, con un bicchiere di birra in mano, l’allora già deputato ed europarlamentare della allora Lega Nord Matteo Salvini, attorniato da un gruppo di amici lancia il ritornello: “Senti che puzza stanno arrivando i napoletani, terremotati che non si sono mai lavati, Napoli merda…”. E dire che ad esmprimersi così era già un esponente delle Istituzioni. Roba da non credere…
E Uno così ora è Ministro dell’Interno… E’ uno che dovrebbe badare all’ordine e alla sicurezza del Paese. Bella roba… Roba da matti.

Il Napoli fa trapelare: “Nel caso di insulti abbandoneremo il campo senza sentire il parere dell’arbitro”. Bravo, 7 più!

Di fronte al proclama del Leghista dal pugno di ferro a giorni alterni e a seconda del colore della pelle e delle maglie a cui rivolge la propria attenzione, bene ha fatto il Napoli a non mostrarsi disposto ad accettare la linea morbida del Ministro. E bene ha fatto il Napoli a dirsi pronto a seguire la linea proposta da Carlo Ancelotti dopo la partita contro l’Inter dello scorso 26 dicembre a San Siro: interruzione immediata del match in corso nel caso di cori razzisti.
La società partenopea non ha diramato comunicazioni ufficiali, ma secondo gli spifferi dell’ultima ora sarebbe proprio questa la linea che seguirà in futuro. Se insomma si dovesse ripetere qualcosa di simile a quanto registrato a San Siro contro il campione senegalese Kalidou Koulibaly, sarebbero proprio i giocatori a fermarsi e a lasciare il campo anche senza il placet dell’arbitro.
Inutile dire che gli insulti e i cori contro Koulibaly erano stati minimizzati da Salvini. Cori che il Ministro aveva catalogato come elementi di “sano sfottò tra tifoserie”. Una ennesima dimostrazione di rozza ignoranza che gli impedisce di comprendere quanto sia pericoloso giustificare certi comportamenti deteriori. Ma tant’è, il Ministro è fatto così…
08/01/2019 h.16.25