Coronavirus, è allarme rosso. Una fetta del Nord-Est è sotto chiave. In quarantena anche il dio pallone

Coronavirus, è allarme rosso. Una fetta del Nord-Est è sotto chiave. In quarantena anche il dio pallone

23 Febbraio 2020 0 Di Marino Marquardt

Chiuso per Virus! E’ allarme rosso, fa paura il Nuovo Coronavirus ribattezzato Covid 19.

Una fetta del Nord-Est è sotto chiave; va in quarantena anche il dio pallone, non giocheranno Inter, Atalanta e Verona. Scene da piena emergenza.

I divieti di entrata e di uscita dai Comuni del Nord-Est in cui si sono registrati i primi contagi nel nostro Paese costituiscono forse il primo assaggio delle misure che potrebbero essere estese a tutto lo Stivale nel caso di diffusione del morbo.

Drastici provvedimenti di prevenzione che assumono – insomma – l’aspetto di una sorta di prova generale bonsai in previsione dell’eventuale precipitare della situazione.

E come in tutti i debutti che si rispettino, la Prima va in scena in Teatri di provincia come quelli rappresentati nell’occasione dai Comuni colpiti.

Si tratta di provvedimenti draconiani China Style contro Untori invisibili, senza nome e senza passaporto. Untori che potrebbero avere il volto del vicino di casa, dell’amico, dell’amante o del collega di ufficio…

Già, perché il fatto più inquietante della drammatica e per alcuni tragica vicenda è rappresentato dalla scoperta che i Diffusori della malattia – gli Untori – potrebbero essere anche persone senza sintomi o portatori sani del Virus.

Roba da thriller di fantascienza, roba da uno dei tanti film del genere che oggi assumono aspetti predittivi.

Con una paventata emergenza sanitaria alle porte, lo scenario peggiore – inutile nascondersi – è quello della progressiva totale paralisi del Paese, un blocco con gravi ricadute soprattutto sulla Economia Nazionale e sull’Occupazione.

Se è infatti vero che il Coronavirus è curabile quando contrastato con adeguate terapie; se è vero che il tasso di mortaltà è simile a quello delle comuni influenze stagionali, influenze che possono portare alla morte persone anziane o in pregresse cattive condizioni di salute; se è vero tutto ciò, è anche vero che il numero dei medici e quello delle strutture ospedaliere è insufficiente per tenere testa alla eventuale emergenza sanitaria. Dai letti, alle ambulanze, ai luoghi dove trattenere in isolamento i colpiti e le persone venute in contatto con essi. Sono insufficienti gli ambienti per la rianimazione e per le terapie intensive, sono insufficienti gli ambienti dove ospitare soggetti in quarantena.

In sintesi – a sentire gli esperti – non è il Covid 19 in sé dunque a spaventare, ma a preoccupare è la quasi impossibile identificabilità dei portatori sani e l’inadeguatezza del pur valido sistema sanitario nazionale di fronte all’eventuale emergenza. Insomma – detto in altri termini – si potrà rischiare di morire non tanto per l’aggressività del Coronavirus quanto per il carente numero di medici e per il numero insufficiente dei luoghi di cura

Ps. “Sopra le Righe”, è il nuovo spazio che mi offre il privilegio di potermi esprimere in prima persona su fatti non necessariamente legati alla quotidianità. Uno spazio eretico in cui le opinioni del sottoscritto talvolta non appariranno coerenti con la linea editoriale di Italia Notizie 24. Voltaire docet…

Nota per gli Ortodossi della Lingua Italiana. Nella stagione in cui si tende ad inibire e a limitare l’uso delle Maiuscole, vado controcorrente. E chiarisco: le Maiuscole presenti nel testo non contemplate dal corrente galateo linguistico sono volute, esse rappresentano una licenza grafica dell’Autore e intendono conferire la giusta importanza al ruolo della parola attenzionata dalla maiuscola.

23/02/2020   h.08.45