Lacremogene napulitane: il corteo anti-Salvini finisce in guerriglia urbana

Lacremogene napulitane: il corteo anti-Salvini finisce in guerriglia urbana

12 Marzo 2017 0 Di Redazione In24

Diventa guerriglia urbana il corteo di Napoli contro il comizio di Salvini: Fuorigrotta devastata dagli scontri tra polizia e black-bloc, 5 arresti e diversi feriti. Polemiche su De Magistris.

Corteo anti-Salvini, guerriglia a Napoli

Finisce tra i lacrimogeni e le cariche della polizia la guerriglia urbana che si è scatenata a Napoli durante il corteo promosso dai Centri sociali per protestare contro la manifestazione di Matteo Salvini della Lega Nord alla Mostra d’Oltremare di napoli.

Che la giornata sarebbe stata “calda”, a Napoli, più per l’ordine pubblico che per la politica, lo si era capito già dalla vigilia, per il preannunciato corteo di protesta indetto dalla Rete dei movimenti napoletani “Mai con Salvini” e di fatto lanciato dal sindaco di Napoli Luigi De Magistris contro la manifestazione della Lega Nord.

 

E la conferma è arrivata presto, quando il corteo, composto da circa 2-3mila persone e a cui della giunta De Magistris hanno partecipato solo alcuni assessori, è partito da piazza Sannazzaro ed è arrivato a Fuorigrotta per dirigersi verso la Mostra d’Oltremare e protestare contro le politiche definite xenofobe e razziste del leader della Lega Nord. Tra gli obiettivi, anche la consegna di un “foglio di via” simbolico a Salvini.

Salvini scontri napoli foglio di viaLa manifestazione è degenerata nella zona di via Giulio Cesare, quando tra i ranghi dei manifestanti si sono intrufolate un centinaio di persone vestite di nero e con i volti coperti, alcuni con maschere di Pulcinella, che hanno ingaggiato un fitto lancio di oggetti, fumogeni e bombe carta contro le forze dell’ordine. Perfino una molotov è stata lanciata contro una camionetta, che ha preso fuoco.

Travolti dalla guerriglia, i manifestanti si sono dispersi, mentre la lunga via Giulio Cesare, come poi la vicina via Consalvo, è diventata il teatro di violenti scontri, che la polizia e i carabinieri hanno interrotto solo con ripetute cariche e con gli idranti.

Durante gli scontri, una camionetta è stata anche circondata ed assediata da manifestanti armati di mazze, ma per fortuna la situazione non è degenerata.

Tipica la scena che si è vista in strada: dalle cariche della polizia ai lanci di fumogeni, dai cassonetti rovesciati ed usati come barriere ai rifiuti di ogni genere lanciati ovunque, dall’aria irrespirabile ai cocci abbandonati sull’asfalto, fino ai roghi che qua è là sono stati accesi.

Non è drammatico, per fortuna, il bilancio degli scontri, al termine dei quali si sono registrati solo sedici tra agenti, ispettori e funzionari delle forze dell’Ordine, contusi e feriti.

Ma tre persone sono state arrestate e tre fermate nel pieno degli scontri, sia perché hanno partecipato alla violenza sia perché trovati in possesso di armi improprie. Gli arrestati sono stati portati in Questura, dove poi si sono radunate diverse decine di persone per proseguire la protesta.

 

Salvini: La prossima volta a piazza Plebiscito

Matteo Salvini, che ha poi tenuto regolarmente il suo comizio, ha aspramente biasimato gli scontri, ha chiesto che vengano chiusi i centri sociali ed ha annunciato che intende tenere un’altra manifestazione, come ha detto all’inizio del suo intervento, ma questa volta a piazza Plebiscito.

“Qui ci sono uomini, fuori i caporali. Qui ci sono uomini, fuori i quaquaraquà. Quando andiamo al governo nel nome del buon senso, quando abbiamo finito di sgomberare i campi rom cominciamo con i centri sociali”.

“Per qualcuno il problema non è la Camorra, ma Salvini – ha proseguito – Mi piacerebbe che i conigli dei centri sociali fossero scesi in piazza contro la Camorra, ma forse hanno paura perché qualche mamma o papà con la camorra ci campa”.

E tra i bersagli di Salvini, il principale è stato proprio il sindaco di Napoli, Luigi De Magistris, considerato il vero promotore della manifestazione e che ha ripetutamente e violentemente contestato il comizio di Salvini e anche la decisione del Governo di non sospenderla. Il ministro degli Interni Marco Minniti, infatti, ha dato precise disposizioni al Prefetto di Napoli di assicurare che la Lega potesse tenere regolarmente la manifestazione.

“Noi dal primo momento abbiamo detto che, siccome Matteo Salvini impronta la sua politica e la sua propaganda in maniera profondamente razzista, xenofoba e antimeridionale, qualsiasi luogo che anche indirettamente dovesse comportare la potestà di autorizzazione da parte dell’amministrazione, noi non avremmo dato nessuna autorizzazione –  ha precisato il sindaco – Evidentemente si è ritenuto di far prevalere il capriccio di Salvini”.

 

A Salvini, invece, nonché ai poliziotti e carabinieri impegnati in strada, ha manifestato solidarietà il presidente della Regione Vincenzo De Luca, dal palco del Lingotto di Torino dove ha parlato all’assemblea del Pd,