Covid-19, l’Unione Europea e la Germania

Covid-19, l’Unione Europea e la Germania

09 Maggio 2020 0 Di Corrado Corradi

In questo frangente di emergenza sanitaria che oltre alla salute si sta preparando ad aggredire l’economia e il sociale, la Germania dell’UE va avanti per la sua strada… nulla di nuovo sotto il solo europeo…

I tedeschi sono tedeschi, ed hanno due specializzazioni principali:

  • sanno fare la guerra (e questo l’hanno imparato combattendo contro l’esercito romano e quello della seconda Roma, Bisanzio), tuttavia spesso l’hanno anche persa e spesso in maniera poco onorevole;
  • sanno tradire, direi che sono propensi al tradimento più di quanto non lascino trasparire nascondendosi dietro il «badoglismo» italiano dell’8 settembre.

Quanto alla loro capacità di far la guerra, c’é da chiedersi però come mai abbiano perso le due più importanti, la 1^ e la 2^ Guerra Mondiale?

Senza contare che anche le numerose precedenti non sono andate tutte per il verso giusto, rimediandoci spesso figurette peggiori delle nostre.

Diciamo che siamo abituati a vederli partire in tromba con fulminee vittorie per poi esaurirsi pian piano.

Di sicuro, durante la 2^ Guerra Mondiale, se invece di incaponirsi su Stalingrado avessero dato retta allo Stato Maggiore italiano, avrebbero intrapreso un’altra via, quella del Medio Oriente e dell’Iran per arrivare ai pozzi petroliferi tanto agognati…

A Stalingrado, i singoli soldati tedeschi ci hanno fatto un figurone, ma i loro generali da Berlino hanno rimediato una sonora “figure de merde”, forse peggio dei nostri peggiori generali.

Quanto al tradimento, vizietto che i tedeschi, dopo lo scherzetto di quello sciagurato di Badoglio, attribuiscono come monopolio italiano… ebbene:

  • come la mettiamo con il germanico (Ceruso) principe Hermann, Arminius, il Prefetto della Legione composta da cerusci alleati di Roma che ha attirato le legioni di Varo nella trappola di Teutoburgo?
  • E l’invasione proditoria del neutrale Belgio?
  • E come la mettiamo con il poco nobile scherzetto che Hitler ha tirato a Mussolini al quale, per convincerlo a firmare il Patto d’acciaio, aveva dato assicurazioni che non avrebbe intrapreso nessuna azione militare prima di due o tre anni e il giorno dopo ha invaso la Polonia? Quante cose sarebbero andate ben diversamente se quello scriteriato avesse concesso due o tre anni all’Italia (allora un Paese rispettato e ascoltato da tutti) sia per intraprendere azioni diplomatiche che avrebbero potuto scongiurare quello che poi è avvenuto, sia per prepararsi militarmente?
  • Inoltre, se proprio vogliamo parlare dell’obbrobrio dell’8 di settembre (’43), in cui il Re «sciaboletta» é codardamente fuggito a Brindisi, e Badoglio ha lanciato il suo inverecondo proclama, tutto sommato, non ha fatto una figura migliore il Kaiser Guglielmo II alla fine della 1^ Guerra Mondiale con la sua travagliata abdicazione avvenuta dopo essere «emigrato» alla chetichella in Belgio abbandonando la sua patria in balia degli ammutinamenti di Marina ed Esercito.

Quello che avviene adesso si situa nella scia di quello che la Germania è sempre stata: efficientista fino alla spietatezza e «dopo di me il diluvio» perché “io so’ io e tutti gli altri non sono un cazzo”: «Deutschland, Deutschland über alles», Germania sopra tutti, canta la prima strofa dell’inno tedesco, ma a leggere interamente il verso di quell’inno, si capisce subito che è una dichiarazione programmatica:

Germania, Germania, al di sopra di tutto,
al di sopra di tutto nel mondo,
purché per protezione e difesa
si riunisca fraternamente.
Dalla Mosa fino alla Memel
dall’Adige fino al Belt:
Germania, Germania, al di sopra di tutto, al di sopra di tutto nel mondo.

Adesso la guerra si combatte con la finanza, e i tedeschi la combattono a modo loro, con efficientismo spietato e tradimento, come hanno sempre fatto.

A tener loro bordone adesso c’è l’alleanza dei Paesi del nord Europa che dalla riforma in poi, hanno sempre guardato al Sud Europa come una regione di sottosviluppati per il fatto che non hanno tradito l’avita fede cattolica e hanno un diverso senso civico dettato sia dalla demografia (ad esempio, il Belgio, grande più o meno come la Lombardia ha tre volte meno di abitanti) sia da storia e tradizioni che nulla hanno da invidiare ai paesi riformati, quelli delle “anse” di medievale memoria che hanno sempre guardato a noi prima con concupiscenza (al tempo dei barbari) e adesso con malcelato disprezzo.