Covid19: “chiamarci eroi rende accettabile la nostra morte”

Covid19: “chiamarci eroi rende accettabile la nostra morte”

02 Maggio 2020 0 Di Claudia Svampa

I sanitari britannici in prima linea nella lotta alla pandemia di Covid19 scendono in strada, occupando il  ponte di Westminster e manifestano per l’assenza di protezioni sanitarie adeguate nei luoghi di lavoro. 

Esprimono la loro rabbia contro il governo che li ha privati delle più elementari norme di protezione nella lotta quotidiana con il nuovo coronavirus, lasciando libera diffusione al Covid19 nelle corsie ospedaliere, nelle loro vite private, mettendo in pericolo anche i loro congiunti, così   come i degenti ricoverati.

Manifestare a Westminster Bridge, in pieno centro a Londra, non sembra certo una scelta casuale. Nelle immagini alle loro spalle, rilanciate sui social, appare infatti il St.Thomas Hospital, il più qualificato centro Covid19 della capitale.  Ben noto per essere l’ospedale dove il 6 aprile scorso, é stato ricoverato in terapia intensiva il capo del governo Boris Johnson, a seguito del peggioramento delle condizioni cliniche dopo aver contratto il Covid19. E dove, per sua stessa ammissione, ha trovato medici che gli hanno salvato la vita. Tanto da aver dato il loro stesso nome di battesimo al figlio venuto alla luce in questi giorni. 

I suoi salvatori però sono gli stessi sanitari dell’NHS impegnati sulla linea di di fuoco del contagio,  dove invece la loro vita  sono costretti a metterla a rischio ogni giorno per mancanza di materiale protettivo in corsia. 

La protesta dei sanitari arriva infatti a pochi giorni di distanza dalla pubblicazione di un’inchiesta choc della BBC che ha messo in luce, documenti e filmati alla mano, come il governo di Boris Johnson ha volutamente e colpevolmente ignorato per lunghe settimane l’inadeguatezza degli stock di PPE (i nostri DPI, dispositivi di protezione individuale) nei propri magazzini. Privando consapevolmente, tanto i medici di base quanto tutto il sistema sanitario nazionale, delle adeguate protezione contro la pandemia di Covid19. 

Nel Regno Unito il numero dei sanitari che hanno pagato con la vita l’inadeguatezza delle condizioni lavorative, é risultato altrettanto drammatico che in Italia, con ben oltre un centinaio di morti ufficiali registrati nella categoria professionale. 

Fin dalle prime settimane della pandemia a  medici ed infermieri é stato fatto divieto di parlare pubblicamente di quanto avveniva dentro i reparti ospedalieri. Al contempo si é cercato di calmierare il loro grido di aiuto  con i continui ringraziamenti istituzionali. E inviti incessanti che il governo rivolgeva alla  popolazione affinché tutti proteggessero e sostenessero l’NHS.

E poi attraverso i lunghi e partecipati applausi quotidiani,  ogni giorno, alle 8 di sera, che  i cittadini tributano loro da finestre, balconi e strade in tutto il paese.

Ma, al netto della devozione e dei ringraziamenti dei cittadini,  chi sembra non aver avuto alcun interesse a proteggerli fattivamente dal Covid19 risulta essere proprio il governo britannico. 

«Chiamarci eroi rende accettabile la nostra morte» E’ infatti l’amarissima constatazione dei medici e infermieri in prima linea.  Esasperati dopo settimane di attesa, dal non vedersi riconoscere il basilare diritto a operare in sicurezza. 

La frase é estrapolata dall’inchiesta durissima della BBC: Has the government failed the NHS?: un drammatico documentario del giornalista investigativo Richard Bilton il cui titolo é in se una domanda e un’accusa: «il governo ha tradito il sistema sanitario nazionale?»

Medici NHS in UK durante la pandemia di Covid19

Bilton nel suo reportage raccoglie testimonianze video di medici e infermieri che hanno deciso di parlare, e mostra immagini desolanti, dentro gli ospedali che trattano pazienti Covid19, dove il personale sanitario é costretto a indossare occhialini da sub al posto di quelli protettivi e visiere di protezione stampate in 3D da ingegnosi volontari.

Vengono inquadrate le rare mascherine respiratorie FFP3  distribuite in alcuni reparti, che risultano ancora una volta inefficaci perché scadute addirittura nel 2016. Il documentario insite sui camici medici a maniche corte e sui «grembiuli» di protezione in plastica leggerissima, simili ai grembiulini da cucina. E inquadra equipe mediche che per proteggersi dal Covid19 al posto delle cuffie sterili per capelli sono costrette a coprirsi la testa riciclando buste della spesa, a riutilizzare gli stessi guanti monouso, lavandoli e stendendoli ad asciugare.

Ma non basta. L’inchiesta della BBC denuncia anche il fatto che il governo, nonostante l’indubbio vantaggio temporale con il quale  avrebbe potuto organizzarsi per adempiere allo stoccaggio mancante, non é stato in grado di acquistare gli equipaggiamenti protettivi fondamentali per fare fronte alla pandemia.

Quando il Covid19 é diventato emergenza nel Regno Unito non c’erano sufficienti tute protettive, visiere, tamponi, e neanche le sacche per i deceduti nella scorta pandemica.  Ma l’elemento più inquietante che emerge é che, già a gennaio 2020, in UK il Covid19 era stato ufficialmente inserito tra le malattie infettive ad alto impatto sociale HCID (high consequence infectious diseases) in seguito alle valutazioni del gruppo di esperti scientifici britannici. Tale categoria di appartenenza prevedeva l’utilizzo, per tutti gli operatori sanitari, di kit di protezione composti da tuta protettiva, maschera respiratoria FFP3 guanti e visiera. Ovvero tutti presidi necessari e  obbligatori da fornire ai sanitari alle prese con malattie di categoria HCID. Che però il governo non aveva a sufficienza nei propri stock che non erano stati riassortiti. E allora come ha pensato di risolvere? 

Il 13 marzo, in piena ondata pandemica, il governo di Boris Johnson ha  provveduto a rimuovere il Covid19 dall’elenco degli HCID e, sempre nella stessa giornata, comunicato agli operatori del sistema sanitario che sarebbero stati sufficientemente protetti in tutte le circostanze con semplici grembiuli senza maniche e mascherine chirurgiche di base, tranne coloro che si fossero trovati in contesti di rischio più elevati. 

Un portavoce del governo ha poi ufficialmente dichiarato che Covid19 è stato rimosso dalla lista perché é una patologia con un basso tasso di mortalità globale,  perché c’é una maggiore consapevolezza clinica, e perché esiste un test di laboratorio specifico per il virus. 

In meno di due mesi, nel Regno Unito, a causa del Covid 19 nei soli ospedali, sono morte oltre 28 mila persone. I test di laboratorio, solo in questi ultimissimi giorni stanno iniziando ad essere eseguti su parte dei lavoratori a rischio e non più nei soli casi gravi di pazienti ricoverati.

L’unica consapevolezza clinica, ad oggi, é che i soli su cui l‘NHS ha potuto davvero contare sono stati i cittadini rimasti a casa a lavarsi le mani. E ad applaudire, tutte le sere alle otto.