“Crisi di Governo? Macché, abbiamo scherzato…”. Accade quando i politici indossano in panni dei clown

“Crisi di Governo? Macché, abbiamo scherzato…”. Accade quando i politici indossano in panni dei clown

19 Luglio 2019 0 Di Marino Marquardt

Ma non è una cosa seria!, commenterebbe Luigi Pirandello. Accade quando i politici indossano i panni dei clown o viceversa. Spettacolo immondo, quello di ieri. Spettacolo degno degli Quaquaraquà che calcano il palcoscenico politico di questa Legislatura.

Salvini e Di Maio siglano l’ennesimo vergognoso armistizio

Accade che dopo essersi scambiati insulti di fuoco e dopo aver portato sulle Montagne Russe il Governo, Luigi Di Maio e Matteo Salvini firmano l’ennesimo vergognoso armistizio. Lo fanno dopo aver cercato di tirare in ballo anche il distaccato Inquilino del Quirinale Sergio Mattarella al quale il Cinquestelle aveva accennato e al quale il Leghista aveva annunciato di voler chiedere udienza, annuncio in serata annullato forse anche in seguito alla immaginabile reazione del Capo dello Stato fatta filtrare da Persone a Lui vicine. Salvini smentisce di voler salire al Quirinale. Lo fa davanti alla telecamera di La7. Dalle truci espressioni del volto e dai ruggiti messi in vetrina nella mattinata il Capo del Carroccio passa ad accomodanti sorrisi e ai violini. Corregge se stesso – il Ministro dell’Interno – e dice di aver fiducia in Di Maio contrariamente a quanto aveva affermato nel pomeriggio. Capriole e piroette in concomitanza con l’annuncio di nuove rivelazioni sul Russiagate da parte de L’Espresso

Una sceneggiata da più squallido Teatro Dopolavoristico di Periferia. I Due – ormai è acclarato – non hanno il coraggio di tradurre in fatti la veemenza delle parole. Hanno paura di agire di conseguenza, Entrambi temono di porre fine all’esperienza governativa, Entrambi hanno paura di finire in quel cono d’ombra che porta alla uscita dalla scena politica.

Le paure dei due Vicepremier

Salvini è angosciato dagli sviluppi del Russiagate. Non vuole rispondere alle domande del Parlamento perché teme di essere sbugiardato a stretto giro da nuove rivelazioni. E sa che un Bugiardo che inganna i Rappresentanti del Popolo Italiano – una volta scoperto – non ha scelta: deve togliere il disturbo e dedicarsi al giardinaggio.

Di Maio invece è spaventato dal fantasma dell’oblio. Dopo i milioni di voti persi alle Europee soltanto il Ruolo governativo continua a tenerlo a galla. Una volta esaurito, Giggino sa bene che gli resterebbero soltanto gli Ozii di Pomigliano…

Entrambi stanno facendo con trepidazione il conto alla rovescia. Al 20 luglio – giorno della chiusura della finestra elettorale aurtunnale – manca soltanto un giorno. Dopodiché –c’è da star certi – se ne vedranno delle belle…

Su La7 Nicola Zingaretti propone il Nulla Politico

Intanto, nella giornata dei ruggiti e delle grida, in serata su La7 è andato In Onda il Nulla Politico stupendamente interpretato da Nicola Zingaretti. Chiacchiere & Propaganda. Il Segretario Dem, di fronte all’ipotesi di crisi di Governo, non ha avanzato proposte concrete. Da superficiale Capopartito si è limitato a invocare “Elezioni, Elezioni!” al pari di un Laqualunque qualsiasi. Roba da far rivoltare nella tomba Aldo Moro e Enrico Berlinguer. Di fronte al Nulla Personificato, sconcerta il vedere un Pierluigi Bersani ai margini della vicenda politica. A Napoli si dice “è gghiuta ‘a carne ‘ncoppa e ‘e maccarune a sotto” oppure “è gghiuto ‘o furmaggio sotto ‘e maccarune”. Ovvero quando la realtà propone di sé una immagine capovolta.

Ps. Nota per gli Ortodossi della Lingua Italiana. Nella stagione in cui si tende ad inibire e a limitare l’uso delle Maiuscole, vado controcorrente. E chiarisco: le Maiuscole presenti nel testo non contemplate dal corrente galateo linguistico sono volute, esse rappresentano una licenza grafica dell’Autore e intendono conferire la giusta importanza al ruolo della parola attenzionata dalla maiuscola.

 

19/07/2019  h. 07.30