Crisi di governo, mandato esplorativo a Fico: al via le consultazioni

Crisi di governo, mandato esplorativo a Fico: al via le consultazioni

30 Gennaio 2021 0 Di Pietro Nigro

Crisi di Governo, Mattarella da un mandato esplorativo al presidente della Camera Roberto Fico che nel pomeriggio avvia le consultazioni.

Articolo aggiornato alle 18.15.

Crisi governo, oggi al via consultazioni con Roberto Fico

Al via il primo tentativo per ricomporre la crisi di governo aperta con le dimissioni del Premier Conte: il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha affidato questa mattina al Presidente della Camera Roberto Fico un “mandato esplorativo”, insomma l’incarico di iniziare a verificare la possibilità di una maggioranza a partire dai Gruppi che sostenevano il governo precedente. E l’esponente del M5s si è messo subito all’opera, convocando le consultazioni dei gruppi a Montecitorio per poi tornare a riferire al Quirinale, come da richiesta di Mattarella, entro martedì prossimo.

Le consultazioni, previste a Montecitorio, oggi e domani, secondo il calendario comunicato in tarda mattinata dalla Camera:

  • Sabato 30:
  • Ore 16 – Gruppi Parlamentari “Movimento 5 Stelle” del Senato della Repubblica e della Camera dei deputati;
  • ore 17.20 – Gruppi Parlamentari “Partito Democratico” del Senato della Repubblica e della Camera dei deputati;
  • ore 18.40 – Gruppi Parlamentari “Italia Viva – PSI” del Senato della Repubblica e “Italia Viva” della Camera dei deputati;
  • ore 20 – Gruppo Parlamentare “Liberi e Uguali” della Camera dei deputati.
  • Domenica 31:
  • Ore 10 – Gruppo parlamentare “Europeisti – MAIE – Centro Democratico” del Senato della Repubblica;
  • ore 11.20 – Gruppo Parlamentare “Per le Autonomie (SVP-PATT, UV)” del Senato della Repubblica;
  • ore 12.40 – Gruppo Parlamentare Misto della Camera dei deputati limitatamente alle Componenti che fanno riferimento alla maggioranza: Centro Democratico- Italiani in Europa; Maie-Movimento associativo Italiani all’estero-Psi; Minoranze linguistiche;
  • ore 14 – Gruppo Parlamentare Misto del Senato della Repubblica limitatamente ai componenti che fanno riferimento alla maggioranza.

M5s, tante anime da riconciliare

I primi a recarsi dal Presidente della Camera, dunque, i suoi colleghi di partito, che rappresentano anche le pattuglie più consistenti di senatori e deputati. In delegazione a Montecitorio il capo politico Vito Crimi e i capigruppo e vicecapogruppo di Camera e Senato.

E, stando a quanto dichiarato dal presidente dei Deputati Davide Crippa, la delegazione dovrebbe confermare il sostegno dell’intero M5s, innanzitutto ad un esecutivo a guida Giuseppe Conte.

Il M5s stelle è compatto nel sostenere Giuseppe Conte – ha detto oggi Crippa a Sky Tg 24 – Oggi partiranno le consultazioni con il presidente Fico. Noi cerchiamo di concentrarci sui due anni che mancano alla fine della legislatura. I temi divisivi devono essere lasciati fuori. Pensiamo al Mes, che è uno strumento che viene continuamente sbandierato come essenziale, ma in Parlamento non c’è una maggioranza che lo possa votare. Per cui è un tema che rischia di ingessare la ripresa del dialogo. Partiamo dai punti programmatici, dall’agenda del governo e dalle cose che deve fare il governo, con patti chiari. Ci sono 209 mld da spendere del Recovery fund e ci servono misure per poterli spendere efficacemente. Ci servono anche misure per rilanciare le istituzioni, con la legge elettorale e un percorso di riforme importante, misure da condividere il più possibile con tutto l’arco parlamentare”.

Insomma, una unità di intenti in nome delle cose da fare. Ma che non garantisce il sostegno di tutti i Cinquestelle, visto che una cospicua pattuglia di senatori minaccia di non votare una riedizione dell’alleanza con Renzi, mentre Alessandro Di Battista, tuttora riferimento di una consistente ala di duri e puri del Movimento, che avverte di essere pronto a lasciare i cinquestelle.

Partito Democratico, “pieno sostegno a Conte che ha già avuto la fiducia”

Dopo i Cinque stelle, la seconda delegazione a recarsi da Fico è quella del Pd, composta dal segretario Nicola Zingaretti, dal vice segretario Andrea Orlando, dai capigruppo di Camera e Senato, Graziano Delrio e Andrea Marcucci, dalla presidente del partito Valentina Cuppi.

E anche il Pd dovrebbe assicurare il proprio compatto sostegno al nuovo governo Conte. “È stato dato al presidente della Camera Fico un mandato esplorativo. Lo aiuteremo a svolgere il suo lavoro con convinzione e responsabilità – ha detto Nicola Zingaretti in un post pubblicato sulla sua pagina Facebook – Il Pd ribadisce di indicare Conte come la sola personalità capace di raccogliere i consensi necessari. Egli ha ottenuto già la fiducia piena alla Camera dei deputati e un sostegno amplissimo al Senato“, afferma ancora. Il premier uscente, sottolinea Zingaretti in un post su Facebook, “ha lavorato con noi ed è in grado di garantire equilibrio e una immediata ripartenza. Occorre sviluppare in queste ore quel confronto programmatico richiesto da tutti e che noi ci auguriamo sia franco, approfondito e privo di strumentalità e di confusi diversivi e obiettivi politici”.

Italia Viva, se ne riparla su zoom

Gli occhi degli osservatori sono tuttavia puntati su Italia Viva, al fine di capire se e cosa proporrà Matteo Renzi. Il leader di IV, molto probabilmente, continuerà con i suoi tatticismi, nell’attesa di capire quale sia il momento migliore per giocare le sue carte.

E non è affatto certo che svelerà le sue mosse nella riunione dei suoi parlamentari che è stata convocata per stasera alle 22.30 per fare il punto dopo la prima giornata di ‘esplorazione’ del presidente Roberto Fico.

Il centrodestra alla finestra: Meloni chiede elezioni, Forza Italia apre alle larghe intese

Resta, apparentemente a guardare il Centro destra, che con la Meloni assicura di non voler entrare in alcun governo, e Forza Italia che, invece, notoriamente è disponibile a sostenere un governo di larghe intese.

Per “il doveroso rispetto che si deve al Capo dello Stato se dovesse decidere di non sciogliere le Camere, sarebbe giusto valutare, certo, ma da me non c’è alcun cambio di linea. Non entrerò mai in un governo con Pd e M5S, perché credo che all’Italia serva un governo forte, coeso, scelto dagli italiani col loro voto. Ho letto e sentito sfumature diverse, ma confido e spero che il centrodestra resti compatto”, ha assicurato ancora oggi la presidente di Fratelli d’Italia in un’intervista al Corriere della Sera in cui ha ribadito la speranza che tutto il centrodestra proceda cos^, senza strappi che sarebbero poi difficili da ricucire.

Anche UDC dovrebbe essere propenso a mantenere unito – e all’opposizione – il centro destra compatto. “Diciamo no alla brutta copia di questo Governo. Al Quirinale il centrodestra unito e compatto ha espresso la propria preoccupazione: l’Italia deve correre e ha bisogno di un esecutivo con le gambe forti e non di un governicchio” fa sapere il senatore e presidente Udc Antonio De Poli che ieri ha partecipato alle consultazioni al Quirinale, insieme ai rappresentanti della coalizione di centrodestra.

E anche Forza Italia dovrebbe essere compatto. “Tra un Conte ter e le elezioni sinceramente anche io scelgo il ritorno alle urne. – avverte dalle colonne di Repubblica Mara Carfagna, la vicepresidente della Camera di Forza Italia – Sottoscrivo pure io: meglio impiegare due mesi per riportare gli italiani a votare ma poi insediare un governo solido, capace di durare cinque anni, anziché assistere a questo accanimento terapeutico. Il centrodestra ha fatto bene in questo primo giro a preservare l’unità della coalizione e a ritrovare compattezza sul veto al Conte ter. Dopo, dato che le elezioni si allontanano, credo che il centrodestra compirebbe un grave errore col chiudersi, arroccarsi sull’Aventino”.

Ma al contempo, l’esponente di Forza Italia apre ad altre ipotesi, sia pure di alto profilo. “Il gesto di vero patriottismo sarebbe quello di proporre un governo col sostegno dei migliori, che poi è la soluzione nella quale si riconosce una parte consistente dell’elettorato di Forza Italia e Lega. Ma anche di Fratelli d’Italia, ne sono certa”. E “chi meglio di” Mario Draghi “potrebbe dar vita a un governo di ‘salvezza nazionale’?”.

E anche il presidente della Regione Liguria si mantiene sul filo dell’equivoco. “Credo si vada verso un Conte Ter, con gli stessi attori e un campo simile, quindi il centrodestra unito resta all’opposizione. Al Paese però servono riforme e per questo siamo pronti a collaborare in Parlamento”, argomenta su Facebook Giovanni Toti.

Insomma, ufficialmente si studia un governo Conte ter, ma dietro le quinte un po’ tutti stanno aspettando di capire se prenderà corpo un governo “supertecnico”, o di alto profilo, o come lo si voglia chiamare, a guida ovviamente Mario Draghi.