Crisi energetica: la scuola non farà la didattica a distanza. Valditara smentisce le voci

Crisi energetica: la scuola non farà la didattica a distanza. Valditara smentisce le voci

07 Aprile 2026 Off di Redazione Italia Notizie 24

Le festività pasquali non sono ancora terminate e già si parla di Didattica a Distanza (Dad) come risposta alla crisi energetica. Per consentire risparmi di carburanti e di energia elettrica, gli studenti tornerebbero a fare lezioni a distanza come ai tempi del Covid. L’ipotesi, non è chiaro da chi è stata formulata, trova una ferma opposizione da parte del Ministro dell’Istruzione, Giuseppe Valditara: “La Dad non è contemplata in alcun modo”, ha detto poco fa. L’aumento dei prezzi del carburante e il rischio di razionamenti spingono l’Europa ad adottare misure per limitare gli spostamenti, incluso lo smart working.

La Commissione europea- scrive l’Adn Kronos- si è rivolta ai governi, invitandoli a studiare misure  di contenimentio dei carburanti. Non un vero e proprio lockdown energetico, ma un intervento, per il momento non obbligatorio, per razionare le scorte di energia, vista l’impennata dei prezzi. Per la scuola italiana,  la Dad sarebbe una misura con serie conseguenze sia sulla didattica che sul rendimento degli studenti. Tutto a poche settimane dalla fine dell’anno scolastico.

Contrario alla Dad si dice anche il sindacato Anief, Associazione Nazionale Insegnanti e Formatori. Secondo il presidente Marcello Pacifico, sebbene la scuola debba essere l’ultima a chiudere, lo shock energetico potrebbe, comunque, rendere necessari dei sacrifici. Pacifico, per esempio, propone di svolgere online almeno le attività collegiali- riunioni e consigli- per mitigare i costi degli spostamenti dei docenti. La proposta per diventare operativa richiederebbe un provvedimento del Ministero dell’Istruzione.

La scuola non deve chiudere

Il fronte del No alla Dad comprende anche i Presidi. Cristina Costarelli, dell’Associazione Presidi del Lazio, definisce l’ipotesi “pittoresca” e priva di fondamento logico. L’impatto energetico della chiusura delle scuole sarebbe minimo a fronte di danni didattici consistenti. A poche settimane dalla fine delle lezioni, la misura risulterebbe inutile. I presidi esprimono, infine, timori sugli effetti psicologici e sulle diseguaglianze sociali accentuate dalle lezioni online. In definitiva, mentre il governo monitora l’evolversi della crisi geopolitica, la scuola italiana vuole proteggere la didattica in presenza, considerata un presidio sociale imprescindibile nonostante le pressioni economiche esterne.

 

Banner Istituzionale Italpress 666x82