Da “Pace fiscale” a salvacondotto per riciclatori. Di Maio alla ricerca del colpevole

Da “Pace fiscale” a salvacondotto per riciclatori. Di Maio alla ricerca del colpevole

18 Ottobre 2018 0 Di Marino Marquardt

E’ tensione tra M5s e Lega. La manomissione del Decreto fiscale rischia di incendiare i rapporti tra i partner del governo.

Di Maio denuncia il taroccamento, Salvini replica a muso duro

Il salvacondotto per evasori, corrotti e riciclatori inserito furtivamente da una ancora ignota manina nel decreto sulla cosiddetta “Pace fiscale” rischia di incendiare i rapporti tra i vicepremier Luigi Di Maio e Matteo Salvini. Il primo – come è noto  – ieri sera, ospite di Porta a Porta ha denunciato la manomissione del Documento e ha annunciato la sua andata in Procura per denunciare l’accaduto; il secondo – Salvini – sentendosi sotto accusa a muso duro ha replicato “siamo gente seria, non ne sappiamo niente”.

Un giallo – l’ennesimo che vede la “manina” da sempre protagonista di attacchi alla diligenza in occasione di decreti fiscali o di decreti Milleproroghe – che rischia di incendiare i rapporti tra M5s e Lega i cui reciproci sentimenti di lealtà sono precipitati a livelli di guardia.

E mentre Di Maio invoca chiarezza e ribadisce che non firmerà il Documento taroccato, si apprende che era stato il premier Giuseppe Conte a bloccare l’invio del Decreto al Quirinale. Domanda: chi lo aveva avvertito dell’imbroglio? Interrogativo al momento senza risposta. Il premier si è limitato ad assicurare che esaminerà personalmente il Documento e che dopo le correzioni lo firmerà e lo invierà al Quirinale.

Un maledetto imbroglio scoperto da Mattarella?

Un maledetto imbroglio attorno al quale i Media si sono sbizzarriti. Ad eccezione della stampa filoleghista che ha dato pochissimo spazio all’episodio. Coda di paglia? Forse…

Si distingue dagli altri quotidiani Il Fatto di Marco Travaglio. Secondo questo giornale sarebbe stato lo stesso Capo dello Stato Sergio Mattarella ad evidenziare il regalo ai riciclatori in occasione della lettura del Decreto anticipato al Colle in via informale come da prassi.

Non bastasserro le tensioni con l’UE, i fantasmi delle Agenzie di rating amiche degli usurai delle Banche, i maldipancia pentastellati sull’abbassamento del livello di civiltà nel nostro Paese (vedesi il caso Lodi) ecco – dunque – il giallo della manina. Per il Governo si profilano chiari di luna inquietanti. Il tutto in un quadro politico nazionale che è quello che è con un Pd autorelegatosi alla ininfluenza mentre è alla ricerca della propria anima e con una Forza Italia in via di dissolvimento. Sullo sfondo dello scenario c’è chi già intravede la presenza delle urne anticipate… A maggio – insomma – non è detto che si debba votare soltanto per le Europee

18/10/2018   h.06.20