Dakar Rally in lutto: Gonçalves muore in un incidente

Dakar Rally in lutto: Gonçalves muore in un incidente

12 Gennaio 2020 0 Di Pietro Nigro

Grave incidente durante la settima tappa della Dakar Rally 2020 in Arabia: il corridore veterano Paulo ‘Speedy’ Gonçalvessi è schiantato al kilometro 276.

Dakar Rally, Goncalves muore in un incidente

L’australiano Toby Rice vicino ai medici durante i soccorsi a Paulo Goncalves (ph. Epa).

Cala l’ombra della morte sul Dakar Rally 2020, la gara fuoristrada che ha preso il posto della famosa Paris – Dakar e che quest’anno per la prima volta si sta svolgendo in Arabia Saudita. Il motociclista portoghese Paulo ‘Speedy’ Gonçalves, 40enne veterano della corsa, è stato coinvolto in un incidente mentre correva la settima tappa della competizione ed è morto poco dopo l’arrivo dei soccorsi.

Lo schianto è avvenuto questa mattina, quando in Arabia Saudita erano circa le 10, al kilometro 276 della settima tappa.

A quanto comunicato dall’organizzazione, i soccorritori sono arrivati velocemente sul posto con un elicottero ed hanno prestato in primi soccorsi al motociclista, che sembrava in stato di incoscienza a causa di in arresto cardiaco, per poi decidere di trasferirlo in ospedale con il velivolo.

Ma all’arrivo i medici hanno potuto solo constatarne il decesso.

Dopo l’incidente di Gonçalves, l’organizzazione ha deciso di annullare la gara per le categorie Moto e Quad.

Il Dakar Rally ha sempre chiesto un tributo di sangue

Purtroppo, l’incidente conferma nel più tragico dei modi quanto il Dakar Rally sia ad altissimo rischio per i corridori, tutti di livello professionale, che competono con automobili, motociclette e camion.

Sin dall’inizio, infatti, la Parigi – Dakar, come era inizialmente nota la competizinoe e che portava la carovana dagli ChampsElysees fino alla capitale del Senegal attraverso il deserto del Sahara, ha sempre reclamato un tributo di sangue. Tributo diventato ad un certo punto insostenibile, tanto da indurre gli organizzatori a spostare la rinominata gara in Sudamerica per un decennio, proprio per allontanarsi dal percorso sahariano, ormai ritenuto poco sicuro.

Ma la gara, particolarmente impegnativa e perciò considerata un grandissimo banco di prova sia per i piloti che per i mezzi, ha continuato ad attrarre partecipanti, team, piloti ed aziende. Alle dodici tappe della gara in corso in Arabia Saudita, per esempio, è in corsa anche il due volte campione del mondo di Formula Uno Fernando Alonso.

Ed anche il motociclista Gonçalves, campione del mondo di cross-country nel 2013, era un grandissimo pilota, ed anche un veterano della corsa, a cui ha preso parte per 13 volte. Il portoghese è arrivato anche sesto nell’edizione del 2017 e secondo in quella del 2015.

Il portoghese, che gareggiava con Hero Motorsports Team Rally dopo cinque stagioni alla Honda, stava correndo la settima tappa, quella dalla capitale Riyhad a Wadi Al Dawasi ed era a quel momento 46esimo in classifica generale.

Goncalves è il primo pilota morto in questa gara dopo il motociclista polacco Michal Hernik, coinvolto in un incidente in Argentina nel 2015.

Ma pochi giorni fa un altro pilota, il 30enne motociclista britannico Sam Sunderland, unico del suo paese a vincere la corsa in 42 anni, è stato costretto al ritiro definitivo dalla corsa dopo una rovinosa caduta verificatasi nella quinta tappa e in cui ha riportato diverse fratture alle vertebre e alla spalla.