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Il Recovery plan stacca il primo assegno

Il Recovery plan stacca il primo assegno

28 Febbraio 2022 0 Di Nunzio Ingiusto

Come l’Unione Europea riconosce all’Italia progressi nelle riforme per l’attuazione del NextGenerationEu. 21,5 miliardi già pronti, altri 24 dopo giugno.

Le  previsioni sui soldi del Recovery plan per l’Italia sono state azzeccate. L’Ue ha comunicato  di aver accordato all’Italia la prima tranche di 21 miliardi di euro. Sodi attesi, strutturati con il PNRR e destinati a industrie, Regioni, Comuni, famiglie. Ambizioso è il termine con cui la stessa Ue riconosce al governo italiano  la forza di voler ridisegnare il Paese. “L’ U- sostiene l’Italia nel suo ambizioso percorso di ripresa- hanno detto a Bruxelles- poiché riteniamo che abbia fatto buoni progressi per ricevere il suo primo pagamento nell’ambito del NextGenerationEU“. In realtà è solo il primo passo, perché sull’erogazione c’è bisogno dell’approvazione degli Stati membri.Arriverà  nei prossimi giorni dopo un passaggio tecnico  nel Comitato economico-finanziario.

Ursula von der Leyen

I buoni risultati  italiani sono stati messi in evidenza dalla Presidente von der Leyen, secondo la quale   “il Paese ha intrapreso importanti riforme nella pubblica amministrazione, negli appalti pubblici, nella giustizia civile e penale e nella digitalizzazione delle imprese, nell’efficienza energetica “. Nel 2021 il governo ha centrato i 51 obiettivi previsti dal Piano assicurandosi oggi 10 miliardi di euro di sovvenzioni e 11 miliardi di prestiti. Il punto su cui concentrare l’attenzione nelle prossime settimane è il concreto utilizzo di questi soldi. Il Commissario per l’Economia Paolo Gentiloni dice che ” Il Recovery rappresenta un’occasione unica per l’Italia per costruire un’economia più sostenibile e una società più giusta e l’implementazione del Piano va nella giusta direzione”.
La macchina statale viene guardata a vista per facilitare la realizzazione dei progetti del PNRR , sia in campo sociale che infrastrutturale ed energetico. In quest’ultimo settore dovranno avere un senso le parole del premier Mario Draghi nel suo recente intervento in Parlamento sulla diversificazione delle fonti di energia: “per superare quanto prima la nostra vulnerabilità e evitare il rischio di crisi future.” Il Ministro della Pubblica Amministrazione Renato Brunetta alza la posta dicendosi sicuro che entro il 30 giugno saranno  centrati tutti gli altri 45 obiettivi che fanno scattare la  seconda tranche di aiuti 24,14 miliardi. E’ la chiave di volta per capire se lo Stato e le sue principali articolazioni territoriali saranno cosi’ forti per vincere la sfida del NextGenerationEU. Non sono in dubbio le capacità e la determinazione di Brunetta, ma l’ammasso di burocrazia, pareri, autorizzazioni, superficialità  con cui gli italiani convivono da decenni. I prossimi cinque anni  del Recovery plan saranno strategici per dare ad un Paese centrale nel Mediterraneo il ruolo che ha avuto nella costruzione dell’Europa.

 

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