Dalla Calabria al Galles, il sogno di Piero

Dalla Calabria al Galles, il sogno di Piero

15 Luglio 2020 0 Di Gaetano Bruno

Me lo aspettavo. Anzi, mi sembrava strano che finora non mi avesse proposto articoli che riguardassero il mondo del pallone. Perché Antonio Labadessa, oltre ad essere un brillante studente universitario, è anche un appassionato di calcio. Ha scelto di fare l’arbitro. Decisione coraggiosa perché dopo i campionati giovanili si passa ai polverosi campi di provincia…

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Dalla Calabria al Galles, il sogno di Piero

Me lo aspettavo. Anzi, mi sembrava strano che finora non mi avesse proposto articoli che riguardassero il mondo del pallone. Perché Antonio Labadessa, oltre ad essere un brillante studente universitario, è anche un appassionato di calcio. Ha scelto di fare l’arbitro. Decisione coraggiosa perché dopo i campionati giovanili si passa ai polverosi campi di provincia dove l’arbitro spesso è un uomo solo in balìa di giocatori, pubblico e dirigenti non sempre dotati di fair play.

Dopo un paio di contributi interessanti che potete trovare qui e qui, oggi ospitiamo la storia di un giovane talentuoso e coraggioso che sta inseguendo un sogno. A parte qualche aspetto tecnico masticabile per gli appassionati, non si tratta soltanto di una storia di calcio ma di una storia di vita della quale speriamo di raccontare presto il sequel. Buona lettura

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“Costante, ambizioso e concentrato” sono questi i tratti distintivi di Piero Cauterucci, calciatore calabrese che da poco più di 6 anni milita tra i professionisti in Italia e non solo.

Nasce a Scalea il 6 Aprile del 1999, e l’amore con il gioco del pallone sboccia immediatamente crescendo nelle varie scuole calcio della zona, ma la svolta arriva nel 2014 quando viene selezionato dallo staff tecnico della Pistoiese, squadra toscana militante in Serie C (ex Lega Pro).

Inizia così la sua avventura tra i professionisti. A Pistoia sono 6 anni con intervalli di prestiti a Scandicci, squadra di alta classifica di Serie D, e una brevissima parentesi a Rimini.

E poi arriva la grande occasione. Piero espatria e parte per il Galles dove il Bangor City lo attende per giocare nel campionato di Serie B.

La sua ambizione e la sua voglia di incidere nelle partite lo rendono un giocatore molto duttile, capace di adattarsi in ruoli diversi che lo rendono un vero e proprio jolly nel team. Cresce come mezz’ala sinistra nel centrocampo a tre, ma sviluppa subito la velocità necessaria per giocare terzino sinistro nella difesa a quattro o addirittura esterno destro nell’attacco a tre, infatti il suo modulo preferito che corrisponde anche a quello dove esprime meglio tutte le sue potenzialità è il 4-3-3.

Il suo esordio in prima squadra a Pistoia avviene proprio come mezz’ala sinistra, riceve la fiducia del mister e dei compagni che lo considerano un ragazzo ancora giovane ma che è già un punto di riferimento poiché nelle giovanili della stessa squadra è lui che portava sul braccio la fascia da capitano con la quale gioca i campionati cadetti.

Dell’esperienza di Pistoia porta con sé molti ricordi, dall’esordio in prima squadra alle amichevoli con la Fiorentina passando per il primo gol in carriera da professionista che avviene a Modena durante una gara di Coppa Italia serie C. Ovviamente importanti sono stati anche i compagni di squadra con cui è cresciuto e con i quali ancora mantiene i contatti.

Da Pistoia a Bangor, dall’Italia al Galles, cosi cambia il suo modo di vivere il calcio. Se in Italia il gioco si focalizzava sullo studio e la difesa, in Galles il calcio si basa sull’aggressività in ogni zona del campo. Proprio questa peculiarità porta Piero a diventare un calciatore più paziente del solito ma con un briciolo di istintività necessaria per giocare nello stretto in maniera più repentina possibile. Sviluppa una maggiore forza fisica che incide sulla sua tecnica, lo rende più adatto al ruolo nel centrocampo e lo trasforma in quel giocatore versatile ed essenziale nei meccanismi di una squadra che punta alle zone alte della classifica.

Non ha ancora certezze sul suo futuro. Per ora si definisce un giocatore “sul mercato” con la voglia di trovare una piazza ambiziosa adatta alle sue caratteristiche. E’ convinto che il Bangor City l’anno prossimo possa vincere il campionato e vorrebbe tanto contribuire a questa impresa, ma se arrivasse la fatidica chiamata per restare in Italia ovviamente lo scenario cambierebbe.

Lui tutt’ora non molla nulla, continua ad allenarsi per essere sempre al massimo e per esprimere al meglio i suoi punti di forza: alimentazione e allenamento sono due costanti della sua vita calcistica e con il sogno sempre fisso di poter un giorno giocare nel massimo campionato italiano, anche se è molto affascinato dalla Premier League inglese. Chissà se un giorno potremmo vederlo calcare l’erba dell’Old Trafford a Manchester con indosso una casacca rossa, il numero 5 e il cognome “Cauterucci” impresso sulla schiena e nei cori dei 76.000 spettatori.

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A cura di: Gaetano Bruno
15 Luglio 2020 | 12:05