Home Politica Politica italiana Dalla pantomima e dall’invettiva di Silvio alla marmellata in cottura al Colle

Dalla pantomima e dall’invettiva di Silvio alla marmellata in cottura al Colle

Governo, la mancata intesa tra le forze politiche spinge il Quirinale a trovare una soluzione motu proprio

L’Esecutivo di tutti arma impropria per mettere all’angolo i Cinquestelle

Relega Matteo Salvini nel ruolo di speaker del comunicato messo a punto ad Arcore dai tre Leaders del Centrodestra e riserva per sé il ruolo di primo attore. Uno sgambetto di cui Salvini si accorge soltanto in chiusura della rappresentazione al Quirinale. La cronaca di ieri pomeriggio al Colle pone di nuovo Silvio Berlusconi al centro della scena politica. E nuovamente ne mette in risalto l’innata vocazione a primeggiare. Una vocazione insopprimibile, per Lui da soddisfare a tutti i costi. Anche ricorrendo a inganni e scorrettezze

Il Frodatore dello Stato – personaggio con naturale propensione a delinquere secondo i giudici della Cassazione – è in piena forma quando arriva al Colle e inanella con la massima disinvoltura scorrettezze protocollari una dopo l’altra:

sul divano del salone destinato ai colloqui occupa il posto di fianco al Presidente Mattarella, posto che per prassi è riservato ai leader di .partito o delle coalizioni;

mentre Salvini legge ai giornalisti il comunicato, l’Immarcescibile attira l’attenzione su di sé accompagnando con le dita la enumerazione che fa il Leghista delle cose da fare. Una immagine po’ da regista e un po’ da marionetta;

al termine della lettura del comunicato attende che Giorgia Meloni e Salvini si allontanino dal microfono per impossessarsene. per cantarne quattro a Luigi Di Maio e al M5s.

Uno show di infinita tristezza da parte di Uno che non accetta la legge del tempo.

Incorregibile! Il Ragazzo è fatto così, la correttezza non è il suo forte! Prendere o lasciare. E Salvini resta a metà strada pur sapendo che fidarsi dell’Uomo di Arcore è come fidarsi di Belzebù.

Trappola in vista per il M5s

Di fronte allo schifo etico-morale, allo schifo politico e intellettuale, i soliti Cantori mediatici fanno finta di niente. E fanno a gara nel proporre nuove ipotesi. In molti si affrettano a decantare le possibili meraviglie di un governissimo-marmellata di stampo quirinalizio e nel contempo si prodigano nell’auspicare la partecipazone ad esso anche dei Cinquestelle. Una trappola nella speranza di sputtanare Luigi di Maio e il M5s, una trappola finalizzata a “normalizzare” i pentastellati. Una trappola dalla quale però il M5s – a sentire le voci di dentro – saprà tenersi ben lontano.

Morale della favola, se Salvini non riuscirà a trovare la forza e il coraggio di liberarsi dal guinzaglio di Berlusconi, il soggetto politico che ha ottenuto più voti il 4 marzo scorso – il M5s – continuerà ad occupare i banchi dell’opposizione. Una sconcezza democratica!

Prende forma, insomma, il rischio che le grandi manovre quirinalizie si traducano nell’ennesima presa per i fondelli della volontà popolare espressa attraverso il voto.

In questo poco edificante scenario inutile dire che l’immediato ritorno alle urne con una nuova Legge elettorale confezionabile in pochi giorni rappresenterebbe la soluzione più igienicamente valida dal punto di vista politico, intellettuale ed etico-morale. Staremo a vedere…