Dalla Sea Watch alle Autonomie ai Conti da presentare alla UE. Riprende a soffiare il vento della crisi

Dalla Sea Watch alle Autonomie ai Conti da presentare alla UE. Riprende a soffiare il vento della crisi

27 Giugno 2019 0 Di Marino Marquardt

Riprende a soffiare forte il vento di elezioni anticipate all’ombra del caso Sea Watch che sta incendiando i rapporti politici tra Maggioranza e Opposizioni e che sta generando imbarazzi all’interno della stessa Maggioranza. Uno scenario tempestoso nel quale si parla sempre più insistentemente di fine anticipata della Legislatura in seguito al riacutizzaarsi delle tensioni tra M5s e Lega dopo il flop sulle Autonomie fatto registrare nel vertice tra il premier Giuseppe Conte e i vicepremier Luigi Di Maio e Matteo Salvini. Un cupo panorama nel quale si infittiscono le preoccupazioni degli Onorevoli della Premiata Scuderia “Pagnotta e Poltrona” in merito alla durata del Governo.

Lunedì a Palazzo Chigi confronto forse decisivo sui numeri da presentare alla UE

Il quadro – insomma – è quello che è. Senza dire che il confronto di lunedì prossimo a Palazzo Chigi sui conti da presentare alla UE potrebbe rappresentare la classica goccia che fa traboccare il vaso….

Ma di fronte all’impetuoso Maestrale, c’è chi scommette che saranno i morituri del M5s e del Pd – con il contributo di Responsabili raccattati qua e là – ad evitare il voto in autunno.

Cinquestelle e renziani puntano sui Responsabili…

A stoppare il sogno salviniano della presa di Palazzo Chigi attraverso lo scioglimento anticipato della Legislatura – secondo bene informate voci di dentro – saranno i Cinquestelle al secondo mandato e quelli che temono di finire nella tranche dei 6 milioni di voti perduti alle Europee. Costoro faranno squadra con la nutrita pattuglia di renziani destinata ad assottigliarsi in numero perché molti degli attuali fedelissimi dell’ex Capo Scout di Rignano non saranno ricandidati dovendo il Segretario Nicola Zingaretti puntare a fare eleggere propri uomini di fiducia.

Insomma da Luigi Di Maio all’ultimo peones pentastellato e da Luca Lotti all’ultimo peones renziano, gli sgangherati in oggetto sono tutti a rischio ricandidatura o rielezione.

Quanto basta per spingere a lottare con le unghie e con i denti al fine di non tornare a casa.

Un aiutino potrebbe loro venire anche da qualche berlusconiano in debito di ossigeno.

Prove di approccio tra disperati, insomma. Il tutto sotto gli occhi attenti dell’Inquilino del Quirinale. E c’è chi non esclude che – di fronte alla ventilata crisi di Governo – possa nascere un Esecutivo tecnico sostenuto dal M5s e dal Pd. Sarebbe un escamotage per non generare scandalo presso i rispettivi elettorati. E sarebbe al momento l’unico modo possibile per dare scacco matto al rozzo Leader leghista. Il tutto all’insegna dell’antico adagio popolare “fare di necessità virtù”.

27/06/2019   h.07.30