De Luca, dalle fritture per il sì alla candidatura del figlio

De Luca, dalle fritture per il sì alla candidatura del figlio

23 Febbraio 2017 0 Di Marino Marquardt

Il presidente della Campania De Luca, famoso per le fritture di pesce in cambio di sì al referendum, appoggia Renzi alle Primarie per una candidatura del figlio al Parlamento.

Dalle offerte di fritturelle agropolesi di gamberi e calamari in cambio di Sì al referendum costituzionale alla candidatura in Parlamento del primogenito Piero in cambio del sostegno a Matteuccio alle primarie che si svolgeranno nel Salernitano. A rivelarlo, l’edizione napoletana di Repubblica.

Il baratto come strumento politico. Il baratto come suggello del patto tra il governatore della Campania Vincenzo De Luca e l’ex segretario del Pd Matteo Renzi.

Un patto per ripagare in questo modo anche l’impegno di Piero De Luca che in Campania – seppure con risultati ampiamente deludenti rispetto alle attese – si era impegnato a fondo per diversi mesi come coordinatore dei comitati regionali per il Sì.

Un patto a dir poco sconveniente. Uno schiaffo al senso comune. Ma non è il concetto di baratto in sé che solleva scandalo. In politica i baratti sono di casa. C’è chi li chiama “mediazioni”, chi “accordi”, chi “compromessi”.

Non a caso la politica è definita “arte del possibile”. I patti possono essere di alto livello o di basso livello. Sono di alto livello quando diventano strumenti di tutela di interessi di ceti e categorie differenti e talvolta storicamente conflittuali; sono di infimo livello quando riguardano spartizione del potere e interessi personali.

 

De Luca, siamo al familismo

Nel caso di De Luca siamo al familismo allo stato puro. Quest’uomo ormai ha varcato i limiti della decenza, del pudore. Vecchio scalatore sociale di provincia, sta usando la politica spregiudicatamente e spudoratamente.

Forse è vero, Crozza lo ha rovinato. E ne ha aggravato i comportamenti. Si spiega anche così l’afflato col Giovanotto di Rignano sull’Arno…

Nel Paese dei giovani disoccupati il patto De Luca-Renzi è un pugno nello stomaco della pubblica morale.