Decreto fiscale pro evasori. Salvini disegna Conte e Di Maio come i due carabinieri

Decreto fiscale pro evasori. Salvini disegna Conte e Di Maio come i due carabinieri

19 Ottobre 2018 0 Di Marino Marquardt

Il Leader della Lega accosta inconsapevolmente l’immagine del premier e del vicepremier Cinquestelle a quella dei due militari dell’Arma protagonisti di sempreverdi barzellette.

Decreto fiscale, “Conte leggeva e Di Maio scriveva…”

“Conte leggeva e Di Maio scriveva”. Il Leader della Lega Matteo Salvini offre del premier e del vicepremier Cinquestelle l’immagine dei due mitici carabinieri delle barzellette in cui uno sa soltanto leggere e l’altro sa soltanto scrivere.

Lo fa raccontando le fasi dell’ultima riunione del Cdm in cui fu varata la norma pro-manigoldi.

Nessun segnale di ravvedimento nelle parole del Leghista, nessun pentimento per aver promosso la norma pro evasori e riciclatori. Salvini è fatto così, irriducibile contro i deboli, gli ultimi e i disgraziati; disponibile verso le esigenze e i grattacapi di quanti studiano la notte per il giorno il modo per non pagare le tasse e quindi per fregare il prossimo. Bisogna capirlo, Salvini subisce ancora le influenze della vecchia Casa madre, la Lega Nord tutta ampolle, dio Po e passaggi di soldi dalle casse dello Stato a quella del Partito a quelle del Capo, dei congiunti & degli amici del primo “Cerchio Magico” della storia politica italiana. Seguirà quello di Rignano sull’Arno…

Il sospetto: un polverone per creare un incidente di percorso?

Hanno rimediato una figuraccia Salvini e Di Maio. Hanno litigato. Hanno spruzzato veleno l’un verso l’altro e viceversa. Si sono scambiati segnali di guerra. Un polverone – a voler essere maligni – forse alimentato dalla voglia di cercare un incidente di percorso per sfuggire agli impegni assunti nei confronti dei rispettivi elettori, impegni – dalla flat tax al Reddito di cittadinanza – dal sempre più problematico rispetto.

Sussurri e grida attorno a Palazzo Chigi. Brutta aria, farebbe notare qualcuno. Ma nonostante l’addensarsi di nuvoloni sul Governo, il Leader della Lega prima ammonisce: “La pazienza ha un limite”, e poi rassicura: “Riscriviamo tutto e il Governo non cadrà”.

E’ vero che la Politica è ritenuta “L’Arte del Possibile”, ma vi sembra serio tutto ciò?

Nella giornata all’insegna delle contraddizioni, degli attacchi e delle repentine ritirate aggiunge benzina sul fuoco la viceministra all’Economia Laura Castelli. La Cinquestelle replicando a distanza al sottosegretario leghista Giancarlo Giorgetti (“Il M5s andrà a sbattere”, aveva previsto Giorgetti durante una intervista) premette a Repubblica.it: “La Lega deve capire che prima del contratto di governo abbiamo un contratto con gli italiani con i quali ci siamo virtualmente stretti la mano il 4 marzo. E abbiamo giurato di rispettare con disciplina e onore la Costituzione. Per questo stiamo dicendo che quelle norme non erano nell’accordo. E che vanno cambiate”. E poi la Castelli spara: “Se ci vogliamo prendere in giro prendiamoci in giro, ma siamo stati in quella stanza per nove ore e tutti noi sappiamo perfettamente qual è la verità. Noi abbiamo sempre detto, io l’ho ripetuto in ogni sede e non serve che chiami i funzionari a testimoniarlo, che il Movimento 5 stelle sul penale non vuole fare nessuno sconto. Così come non vuole farlo sulla parte che riguarda i capitali all’estero. Su questi aspetti deve restare saldo il trattamento che oggi è previsto per la dichiarazione integrativa ordinaria. E quindi maggiore sanzione, maggiori interessi e maggiori aliquote… Non penso – conclude – che la Lega voglia ostinarsi a dire ai propri elettori che vuole uno scudo fiscale e un condono penale”.

19/10/2018  h.16.25