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Def, sconfitti i Guardiani del Tempio. Dalle Banche ai poveri i soldi cambiano rotta

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Palazzo Chigi vara la “manovra del popolo”, il Governo pentaleghista dà il via alla attesa rivoluzione sociale a favore dei poveri, dei deboli, degli ultimi.

Def, arriva il Reddito di cittadinanza, aumento pensioni minime, modifica Fornero

Def 5 stelle piazza
Esponenti e simpatizz santi del Movimento 5 stelle in piazza davanti alla Presidenza del consiglio durante l’approvazione del Def la sera del 27 settembre 2018 (ph. Da Facebook).

Sconfitti i guardiani del Tempio, Palazzo Chigi vara la “manovra del popolo”, il Governo pentaleghista dà il via alla attesa rivoluzione sociale a favore dei poveri, dei deboli, degli ultimi.

Accade al termine di un lunghissimo vertice durante il quale  sboccia l’intesa sullo sforamento del deficit. I leader di Lega e M5s esultano:”Manovra del cambiamento”.

Una rivoluzione incruenta questa iniziata ieri a tarda sera, una rivoluzione che Vecchi Tromboni mediatici, Mezze Calze delle tastiere e Legionari degli Establishment mondiali si augurano che finisca nel “sangue” sotto i bombardamenti dei Mercati, di Bruxelles e della Bce.

Incurante degli allarmismi, il Governo tiene dunque fede al contratto stipulato tra M5s e Lega; Luigi Di Maio  e Matteo Salvini agli occhi di quanti li hanno votati diventano gli eroi popolari del Terzo Millennio.

Def, manovra di alto contenuto sociale

Dalle Banche, dai Clientes ai poveri, ai disoccupati, ai pensionati che cercano cibo tra i rifiuti dei mercatini rionali. I soldi invertono finalmente la rotta,, vanno in soccorso degli ultimi. Roba di alto contenuto sociale, scelte che dovrebbero mortificare e fare impallidire quelli del Pd che millantano radici di Sinistra. I “Barbari” populisti fanno ciò che i discendenti di Carlo Marx non sono più capaci di fare.

Tradotto in soldi, da gennaio pensioni minime a 780 euro; da marzo Reddito di cittadinanza a 780 euro mensili; via la Fornero, pensionamenti a quota 100 ovvero a 62 anni e mezzo di età; dal prossimo anno inizio della riduzione della pressione fiscale che scenderà al 15 per cento per alcune categorie.

I numeri del Def (il Documento di Economia e Finanza che il Governo tra qualche giorno  invierà a Bruxelles) parlano chiaro: deficit al 2,4 per cento. E’ la sfida dell’Esecutivo alle ire, alle minacce di Bruxelles e del mercati.

Tremano i Servi dello Status Quo. Il clima funereo dei salotti televisivi la dice tutta sul nervosismo dei Soloni mediatici. Diffondono paure, impartiscono lezioni di pedagogia sostenendo che il Reddito di cittadinanza è diseducativo. E bla bla bla, ricorrono a banalità per argomentare. Costoro non si vergognano e non si accorgono di essere sempre più lontani dalla realtà italiana e dal sentiment nazionale. Agli Allarmisti di professione i Cinquestelle controbattono con nonchalance: “Non temiamo né i Mercati né lo Spread”.

Tria, Ministro dimezzato…

Il Ministro dell’Economia Giovanni Tria resta intanto al suo posto. Pare anche su pressione del Capo dello Stato Sergio Mattarella. Inutile dire, sarà un Ministro dimezzato…

Sono soltanto i primi passi di una rivoluzione economico-culturale che terminerà a fine Dicembre con l’approvazione del Bilancio. Avanti così!