Delmastro, le chat, le bistecche andate storte e… la dieta comportamentale dei politici
05 Agosto 2026Si discute, ormai da qualche giorno, sulla utilizzabilità delle chat ( conversazioni telefoniche scritte) intervenute tra il ristoratore Caroccia (condannato per aver fatto da prestanome ad un clan mafioso) e l’ex sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro Delle Vedove, suo socio nella gestione di una braceria alla periferia di Roma. Ieri la Giunta per le autorizzazioni della Camera con un voto a maggioranza ha deciso di non dare corso a ulteriori istruttorie e del caso dovrebbe ocuparsene oggi pomeriggio la Camera.

Il primo rilievo nel merito della questione e che è necessario operare, riguarda la natura della immunità parlamentare. Essa nasce per tutelare i deputati ed i senatori dal rischio di essere chiamati a rispondere delle loro idee politiche, lasciando liberi gli stessi di poter professare senza remore il loro pensiero e svolgere l’attività politica.
Fatta questa premessa, ci si chiede se la immunità possa essere, invece, un usbergo per consentire al parlamentare di essere un soggetto “al di sopra di ogni sospetto”.
“Ho commesso una leggerezza”
Deve essere considerato, infatti, che l’eletto: il “candidato” deve essere immacolato ( di qui la etimologia di candidato). Egli deve rendere conto all’elettorato non solo del suo operato politico, ma dei suoi comportamenti come cittadino. È opportuno che alcune scelte, non certamente professionali (sembra che il parlamentare in parola, sia avvocato), siano rese note a tutti. D’altra parte, la riservatezza non può operare in questa circostanza. Chi vota vuole conoscere le attività di contorno del politico che riceve un lucroso compenso per avere rinunciato a svolgere la sua professione.
L’ipotesi di specie non dovrebbe potersi trincerare dietro la immunità e se è stato commesso un reato è giusto che la Magistratura requirente sia messa in condizione di valutare e quella giudicante di decidere.
A ben vedere sarebbe interesse dello stesso parlamentare ed ex sottosegretario alla Giustizia (!) ottenere un chiarimento del suo operato e fornire, anche attraverso le indagini giudiziarie, una giustificazione- “ho commesso una leggerezza “- alla sua asserita ingenuità !


