Di Battista: un caso umano e politico senza precedenti

Di Battista: un caso umano e politico senza precedenti

28 Novembre 2017 0 Di Marino Marquardt

Fa discutere la decisione di Di Battista di non volersi ricandidare: è un caso senza precedenti. Intanto Silvio e Matteo sparano sui 5 stelle.

Di Battista: un caso umano e politico senza precedenti

Fino a ieri determinato guerriero dentro e fuori l’Aula della Camera oggi appare svogliato, distaccato, lontano, con già i remi in barca. Vuol fare il padre di famiglia, vuol lasciare la poltrona, vuol cercare lavoro. E in attesa che lo trovi farà il disoccupato per scelta. E’ la metamorfosi di Alessandro Di Battista. Sconcertante, sorprendente.

Fuor di ironia, è un caso umano e politico senza precedenti nella storia parlamentare. Un caso umano e politico da antologia da rispettare come impongono tutte le alte scelte esistenziali
Indagare nell’animo umano è roba da studiosi dei comportamenti umani e non da iscritti all’Albo degli apprendisti Freud wikipediani.

Detto ciò è forte il sospetto che si nasconda qualcosa di non detto dietro le parole di Alessandro Di Battista pronunciate ieri sera, questa volta in diretta tv, al cospetto di Lilli Gruber, di Riccardo Scamarcio e ovviamente dei telespettatori da casa.

Alta esigenza esistenziale di obbedire a intime vocazioni ideali, prosaici affari di bottega o amaro disincanto verso i suoi? Cosa sta guidando realmente la scelta di Di Battista?

Soltanto il tempo scioglierà l’irriverente ma pur sempre legittimo dubbio. Frattanto genera perplessità il sostanziale “silenzio-assenso” del M5s.

Un “caso” – questo – che ripropone anche i lacci del Non Statuto 5 Stelle in merito al limite di mandato che – come è noto – non può andare oltre la doppia Legislatura.

Un limite che presuppone che dopo il secondo mandato – se rieletto – qualcuno possa diventar manigoldo; un limite che denuncia il concetto negativo che i pentastellati hanno verso i politici di professione; un limite che di fatto frena la maturazione dei gruppi parlamentari.

Ma forse – a voler essere maligni – è proprio ciò che vogliono Beppe Grillo e Davide Casaleggio

Un limite – in definitiva – che spinge gli attivisti pentastellati invasati ad inneggiare alle future squadre di dilettanti allo sbaraglio.

Morale della favola, tra cinque anni il M5s si ritroverà con pattuglie di reclute per Camera e Senato del tutto prive dei necessari fondamentali del mestiere.

Reclute che dovranno apprendere tutto. E il fatto che la prima volta sia andata bene con i Luigi Di Maio, i Di Battista & C non significa necessariamente che debba andar bene anche la seconda volta.

Dilettanti allo sbaraglio, dunque. Così non si cresce. Senza dire che non è detto che i politici di professione siano tutti vocati o condannati al malaffare così come dettato da codice e dogma grillino.

 

Silvio e Matteo, tiro al bersaglio sui 5 stelle

Frattanto i Due Compari – Silvio da Arcore e Matteuccio dal ciuffo da Rignano – fanno a gara nel tiro al bersaglio sui 5 stelle guardandosi bene dal non ferirsi reciprocamente.

L’incipriato Immarcescibile ripete il vecchio refrain sostituendo la parola “comunisti” con “populisti”. Con l’aggiunta di “sfaccendati senza arte nè parte” Un disco rotto.

L’aspirante Capo Cameriere di Arcore – dal canto suo – agita con voce stridula la storiella delle fake news a mò di clava. Proprio Lui che ospita nel suo entourage rinomati produttori di fake…

I Due si stanno dividendo le parti in commedia tra la plaudente claque mediatica. Il pudore – è noto – non si compra al mercato. E chi non ce l’ha non ce l’ha… E questi Due non ce l’hanno!