Di Maio è per Salvini una gallina dalle uova d’oro. Per il M5s urge invertire la rotta

Di Maio è per Salvini una gallina dalle uova d’oro. Per il M5s urge invertire la rotta

12 Febbraio 2019 0 Di Marino Marquardt

Inquietano i sorrisi e i sorrisetti diffusi negli ambienti politici di fronte alla disfatta elettorale abruzzese del M5s, disfatta peraltro ampiamente annunciata dai sondaggi. Sorrisi e sorrisetti che la dicono lunga sulla distanza che intercorre tra i Guardiani del Sistema (a cominciare dalla Lega di Matteo Salvini) e gli innovatori Cinquestelle.

Il M5s paga il bifrontismo Destra-Sinistra

Sorrisi e sorrisetti che dicono come i Cinquestelle siano soli contro tutti. Una solitudine, un isolamento peraltro gravemente condito da grandi ingenuità e sesquipedali incompetenze, approssimazioni e presunzioni.

Matteo Salvini si affretta a dire che il voto abruzzese non avrà alcuna conseguenza sul Governo. E ci mancherebbe altro…

Il Leader della Lega – che scemo non è – ci tiene a rassicurare i Soci pentastellati sempre più nelle vesti da galline dalle uova d’oro. Ed è quanto dovrebbe bastare per spingere Luigi Di Maio & C. a valutare l’urgenza di cambiare rotta. E decidere innanzitutto cosa fare da grandi e da che parte stare.

Una questione di bussola. Non si può proporre un programma a favore delle fasce sociali deboli del Paese e poi accodarsi al reazionario Salvini. Non si può essere di Sinistra e di Destra allo stesso tempo. Non si può gridare “onestà onestà” e poi mostrare esitazioni sull’autorizzazione a procedere contro il Capo leghista…

Per i Cinquestelle la priorità a questo punto – prima della tenuta del Governo – è la sopravvivenza del Movimento stesso.

Detto papale papale il M5s si sta squagliando più velocemente del Pd di Matteo Renzi. Ed è uno spettacolo di immensa tristezza.

Urge, dunque, la mossa del Cavallo, quella che nel gioco degli scacchi crea scompiglio tra le pedine e che può sovvertire le sorti di una partita. Una mossa da fare dopo il 3 marzo, all’indomani delle primarie del Pd. L’annunciato successo di Nicola Zingaretti e la conseguente derenzizzazione del Nazareno potrebbe favorire un nuovo scenario governativo. Benché virtualmente indeboliti dai sondaggi, Pd e M5s restano i più forti in materia di numeri reali in Parlamento. E un accordo potrebbe essere salvifico per entrambi.  A buon intenditor…

12/02/2019   h.11.30