Di Maio nel mirino. La Polizia Municipale sequestra parte dei terreni del padre

Di Maio nel mirino. La Polizia Municipale sequestra parte dei terreni del padre

29 Novembre 2018 0 Di Marino Marquardt

Dagli abusi edilizi alla violazione delle norme contributive sul lavoro, dall’ultimo capitolo scritto oggi sulla presenza illegale di rifiuti inerti sui terreni del padre al ruolo della madre nella società di famiglia… Sono altri grattacapi che vanno ad aggiungersi a quelli che da qualche giorno stanno togliendo la serenità al Capo politico del M5s nonché vicepremier e Ministro del Lavoro, Luigi Di Maio.

Offensiva mediatica contro il Ministro per appannarne l’immagine e ridimensionarne il peso politico

Molto fumo e poco – o niente – arrosto. Appare sempre più chiaro che si tratti soprattutto di offensive mediatiche quelle che da più parti stanno portando al Leader Cinquestelle. Attacchi alla immagine per ridimensionarne il peso politico.

La prima notizia di giornata riguarda il sequestro effettuato dalla Polizia Municipale di Mariglianrella di alcune aree del terreno di proprietà di Antonio Di Maio, padre del vicepremier. Sequestro deciso in seguito alla presenza di rifiuti inerti.

Per quanto riguarda la regolarità dei fabbricati, sono state prese le misure per le verifiche che saranno condotte da parte dell’ufficio tecnico

E’ questo l’esito del sopralluogo effettuato in mattinata da alcuni tecnici del Comune sotto gli occhi attenti di decine di cronisti e di telecamere accese. “Manco si fosse trattato di terreni e fabbricati proprietà dei Casamonica”, osservava qualcuno tra i presenti.

I solerti controllori hanno anche fatto sapere che entro 48 ore gli atti potrebbero essere inviati in procura a Nola.

Boom! E i carabinieri – viene ora da chiedersi – quando arriveranno?

Bazzecole, quisquilie e pinzellacchere, avrebbe detto Totò. Un polverone per mettere alle corde Luigi Di Maio e i Cinquestelle.

“Mi sento assolutamente tranquillo”, risponde così il Ministro del Lavoro ai giornalisti che lo intercettano a Bruxelles.

“Per quello che ne so io – spiega – c’è stato questo sopralluogo da parte della Municipale di Mariglianella, comune di 7 mila anime in provincia di Napoli, nella campagna di mio padre dove sono stati posti sotto sequestro dei materiali come secchi, bidoni, una carriola, dei calcinacci e un telo in plexiglass. Si stanno facendo accertamenti sugli edifici presenti su terreni di mio padre e di sua sorella che vive al nord. Tutto quello che si dovrà fare lo faranno”.

Ma non è ancora tutto.

La seconda tegola della giornata la lancia la deputata del Pd Anna Ascani.

Anna Ascani: “Fu la mamma Paolina e non il padre Antonio a dispensare illegalmente lavoro nero. Da dipendente pubblica non poteva amministrare la società di famiglia”

“A quanto pare – scrive su Facebook la Ascani – la ditta individuale, prima di diventare una Srl confluendo in quella dei fratelli Luigi e Rosalba Di Maio (non si sa bene come), era intestata alla madre Paolina Esposito, che infatti firmava i contratti di assunzione (compreso quello di Luigi che, diversamente dagli altri poveretti, era in regola). La signora Esposito però, in quegli anni era insegnante di ruolo di Italiano e Latino in una scuola Statale (oggi è dirigente scolastica) come lei stessa scrive nel suo cv reperibile online (nel quale però non menziona la società). La normativa prevede che gli insegnanti come dipendenti pubblici non possano svolgere il ruolo di amministratore in una società. Quindi come è possibile che l’azienda di famiglia fosse intestata alla madre di Luigi Di Maio?”

Morale della favola, non fu Antonio Di Maio – padre di Luigi – a dispensare lavoro nera ma la madre, professoressa Paolina

Altro veleno che va ad aggiungersi a quello già abbondantemente dispensato

Non resta che attendere le sorprese della prossima puntata…

29/11/2018  h.17.25