Ditegli sempre sì. Ad Arcore come nella commedia di Eduardo De Filippo

Ditegli sempre sì. Ad Arcore come nella commedia di Eduardo De Filippo

10 Aprile 2018 0 Di Marino Marquardt

Vertice tra gustosi manicaretti e raffinate stoviglie del Centrodestra tra Matteo Salvini, Giorgia Meloni e Silvio Berlusconi

Prima l’accordo ufficializzato da un comunicato. Poi Salvini si beffa di Silvio

Ditegli sempre sì. Come nella omonima commedia di Eduardo, Matteo Salvini tratta Silvio Berlusconi come i protagonisti della rappresentazione teatrale trattano lo sgangherato parente da poco uscito dal manicomio. O come certi genitori in altre faccende affaccendati fanno nei riguardi dei propri bambini per neutralizzarne i capricci.

Fuor di metafora, nel Centrodestra ormai è pochade no stop.

Ieri l’ultimo esempio della vena comica dei suoi interpreti.

E’ accaduto infatti che dopo aver fatto colazione assaporando gustosi manicaretti tra raffinate stoviglie i Tre – la leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni, il capo leghista Matteo Salvini e il padrone di casa, l’immarcescibile Silvio Berlusconi – abbiano sottoscritto un comunicato congiunto nel quale si rilanciava l’unità della Coalizione e si rivendicava la guida del nuovo governo. Fatto ciò, brindisi e abbracci e baci tra gli ampi sorrisi dell’anziano Capobastone di Forza Italia. E a suggello della ritrovata armonia l’immancabile foto…

Cala così il sipario sul primo atto della pochade messa in scena ieri ad Arcore.

Secondo atto.

Ciascuno dei protagonisti, nel privato dei rispettivi pensieri e circondati dalla silenziosa solitudine che solitamente caratterizza i momenti di profonda riflessione individuale, elabora la propria strategia. E si scopre così che l’accordo poco prima siglato ad Arcore era soltanto di facciata, un modo per accontentare e tenere buono nonno Silvio. E appare chiarissimo – anche agli occhi dei più sprovveduti – che Salvini non vede l’ora di abbracciare Luigi Di Maio, che il Delinquente abituale è impaziente di rinverdire la tresca con l’ex Capo Scout di Rignano sull’Arno, che la ancella Meloni è pronta ad offrirsi ai migliori offerenti del Parlamento.

Stracciata la fotografia del primo atto, la commedia di ieri finisce a torte in faccia.

A Ivrea Grillo, Di Maio e Casaleggio tra una grigliata e una bevuta cantano “Questo o quello per me pari sono”

Accade nello stesso giorno in cui a Ivrea Beppe Grillo, Luigi Di Maio e Davide Casaleggio danno vita a una apparente spensierata grigliata nella Villa che fu del fondatore del M5s Gianroberto Casaleggio. Una sorta di scampagnata durante la quale spesso si sono udite risuonare le note di “Questa o quella per me pari sono” del Rigoletto di Giuseppe Verdi. Una rivisitazione della celebre romanza al maschile in cui “Questo” è Salvini e “Quello” è il Pd. Un altro bluff. Col Pd l’intesa a rigor di logica è impossibile a meno che Di Maio non decida di mandare al rogo il programma pentastellato o a meno che gli Zombies del Nazareno non decidano di rinnegare se stessi per quanto fatto nella scorsa Legislatura.

Il tutto mentre si moltiplicano i morti viventi dem che stanno recuperando l’uso del parola in seguito alla grazia ricevuta il 4 marzo scorso…

Stand by fino al 29 Aprile

Si continua a recitare a soggetto, insomma, sul palcoscenico della politica nazionale. Improvvisazioni e clownerie destinate a riproporsi almeno fino al termine di questo mese. Per il 21 Aprile è infatti in calendario l’Assemblea nazionale del Pd e il 29 è in programma il voto regionale in Friuli Venezia Giulia. Due scadenze che potrebbero imprimere una svolta alle trattative. Senza dire che il Leader leghista è in attesa di notizie dalla Liguria. Da lì il governatore Giovanni Toti potrebbe fornirgli indicazioni su come e quando potersi liberare dall’Immarcescibile di Arcore

Ps. Stupisce la meraviglia e il disappunto di quei commentatori che lamentano il predominio dell’attuale chiacchiericcio su programmi e su cose da fare. Possibile infatti che costoro dopo un anno e più di campagna elettorale ancora non abbiano capito cosa intendano fare i soggetti in campo e quale sia il programma di ciascuna forza politica? Costoro hanno forse bisogno di un disegnino?