Draghi, consultazioni e pallottoliere per trovare una maggioranza

Draghi, consultazioni e pallottoliere per trovare una maggioranza

05 Febbraio 2021 0 Di Fabiana Mele

Crisi di governo: è partita le consultazioni con cui Draghi cercherà di trovare una maggioranza per un governo molto tecnico e poco politico.

Sono iniziate a Montecitorio oggi, e proseguiranno fino a sabato, le consultazioni con i partiti con cui il premier “incaricato” Mario Draghi cercherà di risolvere la crisi di governo e di formare l’Esecutivo, molto “tecnico” e poco “politico”, che gli ha chiesto Sergio Mattarella.

E la sua non sarà una facile ricerca, visto che molti partiti sono divisi sul sostegno a questo governo, che i temi da inserire nel suo programma sono assai spinosi, e – last but not least – che i posti disponibili per i “politici” sono probabilmente pochi.

Crisi di governo, Draghi riparte dal fallimento di Fico

L’incarico e le consultazioni di Mario Draghi ripartono là dove si è fermato il tentativo che il Presidente della Repubblica aveva affidato al Presidente della Camera Roberto Fico: l’esploratore, infatti, ha dovuto fare i conti con l’impossibile coesistenza dei renziani con Pd e 5 Stelle nello stesso Governo Conte.

Per questo, l’altra sera, l’esploratore Roberto Fico ha gettato la spugna e ha passato la palla a Mattarella, il quale ha affidato a Mario Draghi l’oneroso incarico di formare un governo di alto profilo.
L’uomo del “whatever it takes” ha accettato l’incarico con riserva, forse proprio perché pensava che le sfide da affrontare sono molte: vincere la pandemia, completare la campagna vaccinale, rilanciare il Paese. Mario Draghi si è detto fiducioso poiché il confronto con i partiti e i gruppi parlamentari darà una risposta responsabile e positiva all’appello del Presidente.

Il calendario delle consultazioni e il pallottoliere della politica

Si sono aperte dunque le danze. Il calendario ufficiale delle consultazioni con le forze politiche prevede l’avvio dei colloqui con le delegazioni dei partiti e gruppi parlamentari nella sala di Montecitorio. Ieri è stata la volta dei gruppi piccoli, da Azione e +Europa a Maie, Cd, Gruppo Misto Camera, Nci, Cambiamo, Europeisti-Maie. Oggi tocca alle Autonomie, a LeU, Iv, Fdi, Pd e Fi. Si chiude sabato con la Lega e M5S.

E con le consultazioni, sul pallottoliere della politica è iniziata la conta per capire se “SuperMario” ha i numeri in Parlamento.

Va subito detto che nelle segreterie dei partiti c’è molta tensione. Anche perché l’esecutivo sarà molto “tecnico” e poco “politico”, e dunque con poche poltrone disponibili.

Centrodestra diviso, sì di Pd e Renzi

Nel Centrodestra esce allo scoperto Silvio Berlusconi, che in un comunicato si dice soddisfatto per l’incarico a Mario Draghi: La scelta del Presidente della Repubblica di conferire a Mario Draghi l’incarico di formare il nuovo governo va nella direzione che abbiamo indicato da settimane: quella di una personalità di alto profilo istituzionale attorno alla quale si possa tentare di realizzare l’unità sostanziale delle migliori energie del Paese.

La leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, invece, propone al Centrodestra di rimanere uniti dando a Draghi al massimo l’astensione.

Matteo Salvini, che lancia qualche segnale di apertura, afferma invece che si siederà al tavolo con Draghi, non per cercare poltrone, ma un confronto su temi quali: taglio delle tasse e della burocrazia, immigrazione, giustizia, piano vaccinale e futuro del Paese. Per il segretario della Lega Nord la via maestra continua ad essere il voto. “Cerco di essere una persona concreta: andremo ad ascoltare Draghi, senza pregiudizi”.

Il PD, per bocca del segretario Nicola Zingaretti, ha subito risposto “presente” all’appello alla responsabilità del Presidente della Repubblica.

E Matteo Renzi, che ha completato con successo quella che per alcuni è stata un’operazione politica studiata a tavolino per estromettere Conte, è addirittura entusiasta.

In un’intervista afferma, con il suo solito inglese, che Draghi è l’uomo migliore in questo momento per ricoprire la carica di primo ministro. “Ora è il momento dei costruttori. Ora tutte le persone di buona volontà devono accogliere l’appello del Presidente Mattarella e sostenere il governo di Mario Draghi. Ora è il tempo della sobrietà. Zero polemiche, Viva l’Italia”, ha scritto sui social il senatore di Rignano sull’Arno.

M5S ago ella bilancia

I riflettori sono puntati soprattutto sul M5S, maggiore forza parlamentare e reduce dalla doppia scottatura Conte. L’ala Di Battista, che ha scelto di rappresentare il Movimento “delle origini”, ha espresso un netto no nei confronti di Draghi.

Luigi di Maio, dal canto suo, ha assicurato che è necessario “partecipare, ascoltare e assumere in seguito una posizione sulla base di quello che i parlamentari decideranno. Il Ministro degli Esteri sa perfettamente che un no a Draghi equivarrebbe ad uscire dal perimetro europeo, e suggerisce quindi di mostrare maturità in questa difficile situazione.

In questi giorni, dunque, ci saranno tanti quesiti a cui trovare una risposta.

Tra Mes, Recovery, giustizia, pensioni e reddito di cittadinanza, riuscirà Draghi ad accontentare le richieste dei partiti? Sarà in grado di trovare una soluzione in modo tale da soddisfare tutti, o almeno quelli che servono per raggiungere la maggioranza?

Sabato sarà chiaro quali sono le forze politiche che andranno a comporre l’eventuale governo presieduto da Draghi, che deciderà se sciogliere la riserva presentandosi al Colle con una papabile squadra di ministri prima di chiedere la fiducia.