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Draghi Demon impone Governo Conte. Nasce prima maggioranza senza condannati

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Rivelazioni dalla Gola profonda: Ecco come la forza e le ragioni del dio denaro convincono Matarella, Di Maio e Salvini a trovare l’accordo per il Governo Conte.

Gola profonda leghista svela retroscena sulla nascita del Governo Conte

Altro che capolavoro politico, altro che trionfo dell’Arte del possibile! Sono state la forza e le ragioni del dio denaro a convincere i litiganti a trovare l’accordo che rendesse possibile la nascita del primo Governo Gialloverde.

La Genesi dell’Esecutivo pentaleghista è tutta nel retroscena rivelato da fonte salviniana non smentito dalle parti in causa. Il racconto della Gola Profonda leghista parla di una irruzione di Giancarlo Giorgetti durante un vertice a via Bellerio.

“Ragazzi ha telefonato il “Demonio e ha detto che bisogna fare il Governo altrimenti si mette male per il Paese”, avverte il Navigato braccio destro di Matteo Salvini.

Lo fa ricorrendo a una metafora cattolica di facile comprendonio: se i soldi secondo i cattolici sono lo sterco di Satana, il “Demonio” in questione non poteva essere che il governatore della Bce Mario Draghi.

Draghi telefona anche al Capo dello Stato Sergio Mattarella e lo informa del pericolo, Mattarella invita al Quirinale Luigi Di Maio, Di Maio informa il già informato Salvini.

Il cerchio si chiude, il meccanismo è quasi da Monti bis. I soldi dettano le regole del gioco. Con la differenza che questa volta i protagonisti della vicenda sono persone perbene.

Per la prima volta si forma una maggioranza e un Governo privo di indagati, rinviati a giudizio e di condannati con sentenza non ancora definitiva. Quanto basta per rendere offensivo e non intellettualmente igienico l’eventuale accostamento di questa storia alla vicenda napoletaniana-montiana..

Nasce il Governo politico perché quello tecnico guidato da Carlo Cottarelli (senza peraltro alcun voto in Parlamento) avrebbe minato il prestigio del Capo dello Stato nel ruolo di Demiurgo e perché un Governo tecnico di tal fatta non avrebbe trovato il necessario ascolto in Europa. Senza dire che il voto il 29 luglio avrebbe creato grossi problemi organizzativi.

Si fa, dunque, di necessità virtù…

Reddito e pensione di cittadinanza, Fornero e Jobs act, migranti e sicurezza le priorità

Dal retroscena ai fatti che attendono il nuovo Governo. Sarà una partenza condizionata dall’ultima settimana di  campagna elettorale per il voto amministrativo di domenica prossima.

Tutte confermate intanto le priorità di Di Maio e Salvini: Reddito di cittadinanza, pensione di cittadinanza, modifiche Fornero e Jobs Act, migranti e sicurezza.

Un programma e un contratto di cui il premier Giuseppe Conte si è detto profondamente convinto condividendone le poriorità.

Domani martedì al Senato, mercoledì alla Camera. Sono le ultime due formalità da osservare prima del via libera ufficiale all’attività del Governo. Si voterà la fiducia nelle Aule di Palazzo Madama e di Montecitorio con i voti favorevoli di M5s e Lega, con l’astensione di Fratelli d’Italia e con i voti contrari del Pd, di Forza Italia e Leu.

Le Opposizioni che non ci sono

Intanto è desolante il quadro proposto dalle opposizioni, prive di bussola e senza idee. Basta ascoltare i rappresentanti delle minoranze per cogliere la povertà della progettualità e delle argomentazioni. E più costoro intervengono nei programmi tv e più mettono in mostra i rispettivi limiti. Una galleria di frasi scontate, di pensieri superati dal tempo nel totale vuoto intellettuale e politico. Mezze tacche del tutto inadeguate al ruolo politico. Cortigiani che hanno fatto fortuna e nulla più.

Tra le macerie provocate dal 4 marzo c’è un Pd in cerca d’Autore, c’è Forza Italia alle prese con la venerazione della reliquia del Centrodestra, ci sono i fantasmi di Leu evocabili soltanto attraverso sedute spiritiche.

Tutto il resto è noia, cantava il Poeta…